Sequestrata una casa d’appuntamenti
a Macerata

L'appartamento situato in via Pace era stato più volte segnalato dai residenti. Denunciate tre persone, tutte di origine cinese, per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione
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prostitute-cinesidi Filippo Ciccarelli

Continua il contrasto operato dalle forze dell’ordine verso il crescente fenomeno del favoreggiamento e dello sfruttamento della prostituzione. La polizia ha infatti controllato e sequestrato un appartamento di via Pace, che era stato più volte segnalato dai residenti, infastiditi dal continuo viavai di uomini, scoprendo una vera e propria casa d’appuntamenti in cui si prostituivano due donne asiatiche. A seguito delle indagini è emerso che da almeno 3 settimane era stata predisposta una vera e propria casa di tolleranza, con tanto di sala d’ingresso e stanze singoleL’attività d’indagine ha, infatti consentito di accertare che effettivamente da almeno tre settimane era stata predisposta una vera e propria casa di tolleranza con tanto di sala d’ingresso e stanze singole: l’immobile era divenuto meta di decine di uomini che a qualunque ora del giorno e della notte si recavano dalle due cinesi che si prostituivano all’interno.
Dopo qualche giorno di appostamenti, gli agenti hanno deciso di intervenire, e durante il fine settimana un poliziotto, presentatosi come cliente, è stato invitato ad entrare da una delle prostitute cinesi. La donna, in modo abbastanza esplicito, faceva capire all’agente in borghese che il prezzo dell’incontro era di 50 euro; nel frattempo il poliziotto si era accertato della presenza anche dell’altra donna, sempre di nazionalità cinese e piuttosto discinta. A questo punto è scattata l’irruzione degli altri agenti all’interno dell’immobile, e sono scattate le denunce sia per le due donne (W.L., di 36 anni e M.Q. di 38), oltre che di X.W., un uomo cinese che si era finto marito di una delle due al momento di firmare il contratto d’affitto stipulato con un’agenzia immobiliare.
Tutti e tre sono risultati immigrati dalla regione cinese dello Zhejiang: oltre alle denunce la polizia ha provveduto al sequestro delle prove rinvenute a sostegno dell’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre che al sequestro dell’appartamento.



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