In classe l’integrazione è uno stile di vita
Dodicesima puntata della rubrica dedicata al mondo della scuola
I dati sono ormai noti a tutti, l’argomento dell’immigrazione e degli stranieri in Italia è trattato frequentemente, nei programmi televisivi, nella stampa, nei convegni di studio, nelle conferenze e lezioni universitarie e naturalmente nelle sedi istituzionali e politiche. Circa 5 milioni sono gli stranieri residenti in Italia, l’8% della popolazione totale, e circa un milione sono i minorenni residenti nel nostro Paese, figli di genitori di origine straniera, di cui 650mila nati nelle strutture sanitarie italiane. Nelle Marche la percentuale di stranieri, circa 146mila, si attesta quasi al 10% del totale degli abitanti della Regione. Al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti nel Comune di Macerata erano 4505, di cui nati in Italia 512.
Attualmente assume un ruolo centrale il dibattito intorno alla possibilità di accesso ai diritti di cittadinanza degli stranieri residenti, in particolare dei bambini nati nel suolo italiano, stranieri di seconda generazione. Nell’ambito delle recenti celebrazioni per la Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo scorso, a Macerata, è stata sottolineata l’attenzione delle donne ai diritti dei bambini stranieri nati o che nasceranno sul suolo italiano, con dedica ad essi di tale Giornata. Nei mesi scorsi 19 organizzazioni della società civile hanno promosso la campagna “L’Italia sono anch’io”(www.litaliasonoanchio.it) che ha presentato due proposte di leggi di iniziativa popolare, rilanciando la riforma del diritto di cittadinanza (sono state consegnate alla Camera dei Deputati, il 6 marzo scorso, circa 110mila firme). La prima, modificando la legge 91 del 1992, vuol riconoscere il principio dello ius soli, e non la discendenza di sangue, ius sanguinis, per il diritto ad essere cittadini nel nostro Paese. Possono così essere cittadini italiani i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari, di cui uno residente da almeno un anno. La seconda vuol riconoscere il diritto di voto amministrativo agli immigrati regolarmente presenti in Italia da cinque anni.
Intanto parecchi Comuni, a testimonianza della volontà di veder risolto positivamente il problema, concedono la cittadinanza onoraria agli studenti stranieri nati in Italia, si vedano ad esempio Pesaro, Macerata, Tolentino, ad indicare simbolicamente la disponibilità a considerare concittadini persone qui nate, che frequentano le scuole italiane, giocano con i coetanei italiani, e si sentono italiane a tutti gli effetti. Al Consiglio regionale marchigiano è stata presentata una mozione tesa a promuovere il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, anche attraverso riconoscimenti onorari adottati dagli Enti Locali, diffondendo quella cultura dell’accoglienza propria dei cittadini marchigiani.
E la scuola in tutto ciò come si organizza? La scuola fa molto, con naturalezza e competenza, perché i docenti da sempre sono preparati ad accogliere, favorire l’integrazione, supportare le lacune scolastiche, perfezionare le tecniche per il recupero, facilitare l’apprendimento della lingua italiana. Nel curricolo morale della classe docente ci sono più di vent’anni di esperienza con bambini stranieri nelle classi. Nelle ore dedicate al percorso di Cittadinanza e Costituzione, poche purtroppo, è uguale l’impegno di bambini italiani e stranieri, nel migliorare la relazione sociale e nel conoscere le regole del vivere civile, studiando insieme il prezioso documento della Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione, adottata dal Ministero dell’Interno con decreto del 23 aprile 2007. Chini l’uno accanto all’altro, possono esercitarsi, italiani e stranieri, a leggere il testo nelle principali lingue europee (il documento è disponibile anche in russo, cinese ed arabo, la traduzione è quella ufficiale del Ministero). Nel sito web del Comune di Macerata si può fare un percorso: eventi della vita-cittadino-essere straniero, trovando informazioni pratiche e il testo della Carta dei valori in tutte le lingue. Sono segnalate anche le strutture di accoglienza, dalla Caritas all’Acsim, all’Arci, all’Anolf, all’Ambasciata dei diritti. In città ci sono anche il Gus e il Centro d’accoglienza per minori Il Girasole. Singole persone disponibili e competenti insegnano italiano e cultura italiana a centinaia di ragazzi stranieri, fanno dell’ospitalità uno stile di vita, con accoglienza dell’altro nella propria casa.
Per gli stranieri adulti, a partire dai sedici anni, i Centri Territoriali Permanenti per l’educazione degli adulti costituiscono una preziosa opportunità. Il Grande Quaderno ospita Fabrizio Borgi, docente di italiano presso il Centro Territoriale Permanente di Macerata dell’Istituto Fermi di Macerata, che spiega le tipologie di percorsi gratuiti che può svolgere un adulto nel campo dell’istruzione e della conoscenza della lingua italiana: “I corsi di Licenza Media per adulti sono finalizzati al conseguimento del Diploma di Licenza di Scuola Secondaria di 1° Grado. Il Corso inizia alla metà di settembre e si conclude entro la fine di maggio, si articola in lezioni in orario serale, dal lunedì al venerdì, dalle ore 18,45 alle ore 22,00. Le materie insegnate sono: Italiano, Storia, Cittadinanza e Costituzione, Geografia, Lingua Francese, Matematica, Scienze. I corsi di Italiano come seconda lingua sono rivolti a cittadini stranieri, finalizzati alla conoscenza e all’approfondimento delle strutture della lingua italiana, per una migliore integrazione nel contesto socio-economico del territorio o per inserirsi con successo in un percorso di istruzione superiore. I due incontri di 3 ore ciascuno, si svolgono per tutto l’anno, con cadenza settimanale, in orario serale e sono articolati su più livelli, da quello base per principianti ai livelli avanzati di conoscenza della lingua. Al termine dei corsi è possibile sostenere presso il nostro CTP gli esami di certificazione della Lingua italiana CELI dell’Università per Stranieri di Perugia. Ci sono sei livelli di esame e di certificazione che corrispondono ai livelli linguistici elaborati nell’ambito del Quadro Comune Europeo ( A1-A2 – B1- B2 – C1- C2 ). I test d’esame sono elaborati dal CVCL (Centro per la valutazione e le certificazioni linguistiche) dell’Università per Stranieri di Perugia che rilascia il certificato relativo al livello superato. Il superamento dell’esame comporta il rilascio di una certificazione ufficiale che ha validità internazionale. Il CELI 5 DOC è riconosciuto come certificato valido per attestare la conoscenza della lingua italiana necessaria per iscriversi nelle graduatorie per l’insegnamento nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Sono inoltre attivati corsi di Inglese, Francese, Spagnolo,organizzati su più livelli, equiparati ai parametri del Quadro Comune Europeo di riferimento per l’apprendimento delle lingue straniere, con la possibilità di certificazione esterna presso i centri accreditati. I corsi hanno una durata di 40 ore complessive, svolte in due incontri settimanali in orario serale. I corsi di informatica si rivolgono a cittadini italiani e stranieri che intendano acquisire conoscenze in questo settore per motivi di studio, lavoro o semplicemente per l’uso personale. Dall’anno scolastico scorso il CTP di Macerata è anche sede riconosciuta per lo svolgimento degli esami previsti dal D.M. 4 giugno 2010 del Ministero dell’Interno, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno a tempo indeterminato per cittadini stranieri non comunitari, tenuti al raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana di livello A2 del Quadro Comune di riferimento Europeo. Il Dirigente Scolastico Santa Zenobi ha inoltre sottoscritto un Accordo di Rete che vede coinvolti i CTP della regione in un ambizioso progetto finalizzato a rafforzare, allargare e consolidare la rete dei CTP delle Marche per elaborare una vera e propria strategia regionale in grado di orientare, guidare l’intera offerta formativa, attraverso la valorizzazione della complementarietà delle azioni realizzate.”
Il Prof. Borgi spiega e intanto non trascura l’accoglienza, un peruviano, un indiano, i ragazzi sembrano educati, con desiderio di imparare, sono tutti appena sedicenni, non è facile. L’esuberanza a volte conduce a piccoli scontri tra persone di diversa etnia e cultura civile e religiosa, ma la ragionevolezza e l’autorevole calma dei docenti hanno sempre la meglio.
Anche nella sede della Caritas di Via Zara a Macerata c’è un clima di accoglienza, e quando Franco Moneta, il responsabile, mostra una copia del Dossier Statistico Immigrazione 2011, 21°Rapporto Caritas/Migrantes, lo fa con accuratezza, e delicatezza, come se dentro ci fossero le vite dei centinaia di immigrati che ha accolto negli anni. Uno sguardo all’introduzione: “La dimensione multiculturale è una constatazione di fatto, mentre la coesione, l’interazione e la prospettiva interculturale sono un obiettivo da raggiungere, che però non è condiviso da una parte consistente dell’opinione pubblica.” Poco più avanti si può leggere: “L’inquadramento emergenziale dell’immigrazione è fuori posto in un paese in cui gli immigrati rappresentano almeno il 10% della forza lavoro (oltre due milioni di persone, determinanti in diversi comparti produttivi), assistono 2,5 milioni di famiglie,diventano sempre più cittadini italiani (66mila nel 2010 e oltre 600mila nel complesso), incidono per il 7,9% sul numero totale degli iscritti a scuola e in misura anche maggiore nelle materne e nelle elementari, si sposano con gli italiani (257.672 matrimoni misti tra il 1996 e il 2009) e 650mila sono nati in Italia. Inoltre, i nuclei familiari con almeno un membro straniero sono 2.074.000 (oltre l’8% del totale).”
Si tratta di un invito al dialogo tra le culture, su cui da sempre insiste il grande sociologo Franco Ferrarotti che nel libro La convivenza delle culture ( Dedalo, Bari, 2003) ci ricorda le nostre responsabilità: “Dalle culture imperiali di ieri è necessario passare, contro ogni tentazione di ghettizzazione e di stigma di inferiorità, al di là di ogni rabbia emotiva e di orgoglio insipiente, alla collaborazione fra le culture, se dovrà esserci una speranza non illusoria di sviluppo pacifico per il secolo ventunesimo.” La pagina del Grande Quaderno dedicata all’integrazione è sempre aperta, per ospitare voci non su un’emergenza, ma su una grande transizione in atto che vede impegnati e protagonisti tutti noi.
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