Tassa di soggiorno in tre Comuni?
Confindustria : “Caro turista
non te la faremo pagare”

Tra le amministrazioni che hanno manifestato la possibilità di far pagare il tributo anche Macerata, Potenza Picena e Recanati

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Il presidente di Confindustria Turismo Marche Alessandro Crucianelli

 

di Alessandra Pierini

Anche a Porto Potenza Picena, a Macerata e a Recanati potrebbe essere applicata la tassa di soggiorno sui turisti, tanto temuta dagli operatori del settore. Le amministrazioni di questi Comuni, come molte altre della provincia di Macerata starebbero valutando infatti la possibilità di far pagare ai turisti un importo compreso tra 50 centesimi e un euro per soggiornare nelle nostre città. Tra l’altro, se due Comuni confinanti decidessero l’uno di applicare la tassa e l’altro no, la concorrenza tra gli operatori verrebbe immediatamente falsata.
«Al momento – spiega Alessandro Crucianelli, presidente di Confindustria Turismo Marche, Emilia Romagna ed Abruzzo, come altre regioni italiane, hanno deciso di non applicarla. Noi soffriamo molto la concorrenza di queste regioni quindi farla pagare sarebbe per noi una significativa perdita di mercato quindi abbiamo scelto di rinviarla. Questa è la linea della Regione Marche ma il Governo non vuole sapere di fare dietro front e tra l’altro ogni Comune può decidere autonomamente se applicare o meno il tributo. Tra l’altro finora era previsto che  gli introiti della tassa di soggiorno fossero destinati alla promozione turistica ma ad oggi sembra che non sia più così e che quei soldi possano essere utilizzati anche per altri fini».

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Stefania Ghergo, presidente di Confindustria Macerata

Contraria all’applicazione della tassa di soggiorno anche Confindustria Macerata: «Caro turista a Macerata non te la faremo pagare…la tassa di soggiorno!  – si legge in una nota – un momento cruciale quello che sta vivendo il turismo, tra cambiamenti in atto e nuove strategie di promozione. Gli operatori della provincia di Macerata, che si sono incontrati alcuni giorni fa su convocazione di Stefania Ghergo, presidente Confindustria Macerata sezione Turismo, insieme al presidente di Federalberghi Macerata Massimo Milani e Confesercenti Macerata si dicono soddisfatti per il momento della scelta lungimirante da parte delle amministrazioni comunali di non far pagare la tassa di soggiorno, che secondo gli addetti ai lavori “avrà ricadute pesantissime sul settore”. L’intenzione è quella di studiare tutti insieme una nuova strategia di comunicazione, promozione e commercializzazione del territorio maceratese ma solo con chi, precisano gli operatori, “starà dalla nostra parte e deciderà di non applicare nel suo Comune la tassa di soggiorno». Le tre associazioni hanno invitato l’assessore provinciale al Turismo Massimiliano Sport Bianchini al tavolo costruttivo dove parlare di nuove attività e non di tasse.

 

Le ragioni del “no” a quella di soggiorno sono molteplici: “Le Marche sono una delle Regioni meno turistiche d’Italia -spiega ad esempio Stefania Ghergo, titolare dell’hotel Gallery di Recanati- in questo momento, vista la crisi degli altri settori, la tendenza dovrebbe essere quella di investire sul turismo e non quella di penalizzarlo aggravando la nostra situazione con ulteriori balzelli. Basti pensare che gli arrivi di stranieri, che sono quelli più direttamente riconducibili al flusso turistico, sono nelle Marche appena 300000, contro i 42 milioni della Toscana. Un turista, specialmente straniero, non capirebbe il perché una tassa locale per venire da noi”. Ma la crisi del turismo si inserisce in contesti più ampi, in primis quella del settore manifatturiero: “Nelle statistiche degli arrivi sono ricompresi anche gli ospiti che viaggiano per lavoro -prosegue Ghergo- prevalentemente italiani, che poi finiscono nel calderone delle statistiche turistiche. Se è vero che c’è stato un piccolo aumento negli arrivi, e un piccolo calo delle presenze, il fatturato ha subìto un calo molto più traumatico. Abbiamo iniziato ad abbassare drasticamente le tariffe pur di riempire le nostre camere e si è ingaggiata una lotta di prezzi. Questo ha ridotto fortemente le marginalità del settore ricettivo e rischia di tradursi alla lunga in un abbassamento della qualità dei servizi offerti, oltre al fatto che molte strutture storiche saranno costrette a chiudere come è già successo in questi ultimi giorni”. Ma non finisce qui perché la tassa di soggiorno, un “odiato balzello” per il settore, andrebbe ad aggiungersi a un’Iva che è già tra le più alte al mondo. Inoltre, come denunciato dagli operatori, non c’è ancora nessuna garanzia della destinazione d’uso della tassa che viene reinvestita a insindacabile giudizio e secondo le modalità stabilite direttamente dal Comune. Insomma gli operatori maceratesi sono determinati: “Non ci sederemo al tavolo con chi ha già deciso -precisano- senza neanche sentire il nostro parere, di introdurre la tassa”.


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