SGM: svincoli geneticamente modificati

I raccordi della Superstrada come espressione dei rapporti di forza tra vari gruppi di pressione economica e politica. I casi di Macerata e Corridonia
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svincolo-corridonia-3-300x169di Giuseppe Bommarito *

Gli svincoli, normalmente intesi, sono quel tratto di strada che consente l’accesso o l’uscita da un’autostrada o da una superstrada. Nel caso della superstrada della valle del Chienti, invece, almeno per quel pezzo che riguarda più da vicino la città di Macerata, essi sembrano aver subito una modificazione genetica, finendo per diventare tutt’altra cosa, cioè l’espressione viva e mutevole dei rapporti di forza tra i vari gruppi di pressione economica e politica.

Prendiamo, ad esempio, il mitico e sempre più favoleggiato svincolo di San Claudio, finalizzato, nelle originarie intenzioni, ad alleggerire di molto il traffico in entrata e in uscita dallo svincolo attuale Macerata-Corridonia, quello dinanzi al palazzo Zenit, ottenendo così una serie di altri risultati positivi per tutti gli attori pubblici e privati della vicenda, cittadini e automobilisti compresi: la fine delle code in superstrada, soprattutto nelle ore di punta e nei giorni festivi; la liberazione della zona industriale di Corridonia da un traffico di scorrimento pesantissimo; un più facile e veloce accesso a Macerata; il collegamento con il centro commerciale di Piediripa.

svincolo-corridonia-6-300x169Difficile però  negare il peso avuto nella scelta e nella collocazione di questo tracciato dalla lottizzazione industriale, artigianale, commerciale e direzionale realizzata proprio lì nei pressi, tra Piediripa e San Claudio, dal Consorzio Valleverde, con ogni probabilità suggeritore a tavolino dello svincolo stesso e del successivo percorso verso Macerata, grazie all’egemonia esercitata a livello di maggioranza cittadina dai suoi esponenti di maggior rilievo in tutte le più significative scelte urbanistiche.

Certo, a prescindere da questi interessi privati, collocati in verità anche sul primo tratto corridoniano dell’ipotizzato collegamento, sembrava scontato che dalla realizzazione di questo svincolo sarebbero sicuramente derivati vantaggi sia per la città di Macerata che per quella di Corridonia. Fu così che nel 2004 si pervenne ad un accordo di programma (o a un’intesa di massima, non è ben chiaro) tra l’allora Presidente della Provincia Pigliapoco e i sindaci dell’epoca delle due città in questione.

IMG_0018-300x224In seguito, diligentemente, entrambi i Comuni inserirono, per i tratti di rispettiva competenza, lo svincolo di San Claudio nelle previsioni di piano regolatore, nel mentre, come sempre accade in questi casi, nascevano o si risvegliavano ulteriori forti interessi di natura economica, anche da parte di gruppi industriali di primo piano a livello provinciale, nelle zone destinate ad essere attraversate o sfiorate dalla strada di collegamento che dalla superstrada sarebbe salita sino a Macerata città. Pure l’attuale Cityper iniziò subito dopo ad ipotizzare un proprio ampliamento. Senza dimenticare, ovviamente, il sopra citato Consorzio Valleverde, costituito nel 2003 e oggi in un certo senso rimasto con il cerino in mano, indubbiamente partito a suo tempo con la lottizzazione dando per scontato che l’intera area, e i fabbricati da edificare nei singoli lotti, avrebbero ricevuto una notevole valorizzazione dallo svincolo destinato ad essere realizzato di lì a poco e dalla strada che ne sarebbe derivata.

Per non rischiare diversivi rispetto alla scelta di San Claudio, la maggioranza di centro sinistra maceratese, con Meschini Sindaco, decise persino di buttare all’aria, in quanto proposta a livello nazionale dalla controparte politica, la strada Pieve-via Mattei, che sarebbe stata realizzata con il contributo determinante della Quadrilatero, avrebbe collegato le valli del Chienti e del Potenza e avrebbe comportato la realizzazione dello svincolo di accesso alla superstrada a metà della strada “carrareccia”, in località Campogiano, con sicuri positivi riflessi anche sul traffico delle frazioni di Piediripa e Sforzacosta. Un peccato mortale, questo, di cui ancora la città paga le conseguenze.

Nel frattempo, mentre iniziava la ricerca dei fondi statali e locali per realizzare lo svincolo di San Claudio, successero però alcune cose nuove sia sul versante maceratese che su quello corridoniano, e tutte si misero di traverso, ostacolando i disegni dei grandi manovratori del capoluogo.

svincolo-corridonia-1-300x169A Macerata, appena eletto nel 2010 il sindaco Carancini, il PD (partito che da anni in città tiene ben stretto nelle sue mani il potere locale a livello urbanistico, senza farsi sfuggire nemmeno una foglia), riunitosi con fatica nella fase elettorale intorno al nome di Romano all’esito di primarie all’ultimo sangue, andò subito dopo incontro ad una pesantissima spaccatura interna sulla questione del SUAP Giorgini, per un insediamento produttivo insalubre destinato a collocarsi proprio nella zona di Piediripa limitrofa a San Claudio. In questa vicenda una parte consistente e ben rappresentativa del PD sino all’ultimo sostenne a spada tratta, contro la vasta, spontanea e aperta ribellione di associazioni di residenti, gruppi ambientalisti, semplici cittadini, quella che in maniera palese emerse come una pura e semplice operazione speculativa, chiaramente ideata anch’essa in previsione dello svincolo da realizzarsi nei pressi. Niente di nuovo rispetto ai disastri della sinistra del mattone posti in essere in città negli ultimi quindici anni, salvo il fatto che Carancini, questa volta, memore della promessa della “nuova storia” con cui (grazie anche ad innumerevoli errori nel campo avverso) aveva vinto contro ogni previsione le primarie e poi le elezioni comunali, si impuntò e, forte di un credito politico che in seguito si sarebbe di molto ridimensionato, riuscì a piegare, non senza pesanti ruvidezze, l’ala avversa del suo stesso partito.

Il SUAP fu quindi respinto nell’autunno del 2010. Un buon risultato, che però, ovviamente, complicò ogni cosa anche per lo svincolo di San Claudio, nonostante il fatto che nel frattempo la Provincia, con Franco Capponi divenuto presidente, in un’ottica sovracomunale e sulla scia delle precedenti prese di posizione dell’ente, continuasse a sostenere la scelta di San Claudio e avesse stanziato a tal fine una somma importante (cinque milioni e ottocentomila euro), ottenendo anche la disponibilità del Comune di Macerata a versare, grazie alla lottizzazione Simonetti a Piediripa, altri due milioni di euro e pure un mezzo impegno della Quadrilatero a tirare fuori altri tre milioni di euro. Il resto (non molto, in verità) presumibilmente sarebbe dovuto venire dall’ANAS.

Le difficoltà  del PD, colto in un certo senso con le mani nella marmellata proprio in quella zona ancora verde compresa tra Piediripa e l’area agricola intorno all’Abbazia di San Claudio, con i cittadini e i residenti imbufaliti e con le antenne ormai ben dritte per quel maldestro appoggio ad una speculazione bloccata solo dalla mobilitazione popolare, resero infatti impossibile, almeno nell’immediato, ogni iniziativa a livello comunale tesa a portare avanti proprio in quell’area, con la dovuta energia, quanto necessario per lo svincolo e la conseguente strada di collegamento con la città di Macerata.

Più o meno contestuale alla vicenda Giorgini fu la caduta della giunta provinciale a direzione Capponi per il pasticciaccio della LAM, ed anche questo fatto inatteso (seguito da un commissariamento durato quasi un anno) indubbiamente remò contro lo svincolo di San Claudio, sempre più relegato nel libro dei sogni. Sicchè, con la Provincia decapitata e il Comune di Macerata di fatto impossibilitato a muoversi in quella zona, nessuno riparlò più apertamente di questa benedetta uscita.

E ora veniamo alle vicende di Corridonia, che pure hanno avuto un notevole peso nel lasciare da parte il nuovo svincolo e nel concentrare ogni energia nella sistemazione dello svincolo attuale dinanzi al palazzo Zenit. Nella città di Filippo Corridoni arriva nel 2007 una nuova Amministrazione Comunale, guidata da un Sindaco molto battagliero, Nelia Calvigioni, espressione di una lista civica politicamente abbastanza trasversale, almeno nella sua fase di avvio, anche se sin dall’inizio di fatto con predominanza PD.

Il nuovo Sindaco dapprima inserisce lo svincolo di San Claudio nelle previsioni del piano regolatore, ma poco dopo, sostenendo che su questo fronte poco o niente si era mosso da anni in termini di progettazione e reperimento fondi, prende decisamente un’altra strada, quella del miglioramento dell’attuale svincolo Zenit, che a questo punto, volenti o nolenti, di fatto finirebbe per risultare ancora più necessario anche per l’ulteriore scelta del Comune di Corridonia di dare le necessarie autorizzazioni all’ennesimo centro commerciale, situato, venendo da Macerata, subito dopo il Chienti, proprio a confine con il letto del fiume.

Quanto all’accordo di programma del 2004, il Sindaco Calvigioni semplicemente lo disdice, qualificandolo – così almeno sembra di capire – come una mera intesa di massima tra enti locali, e quindi giuridicamente non vincolante.

Alle critiche mosse sia dal Comune di Macerata che dalla Provincia, relative non solo al venir meno della precedente intesa, ma anche alla licenza per quell’ulteriore centro commerciale, concessa indubbiamente senza una visione che andasse oltre gli stretti confini del territorio di Corridonia, la Calvigioni reagisce in base al noto principio che la miglior difesa è l’attacco.

Sui giornali e in convegni pubblici la Calvigioni, infatti, non si limita a criticare le estenuanti lungaggini del progetto riguardante lo svincolo di San Claudio (utile, a suo dire, quasi esclusivamente a Macerata, che pertanto, se proprio lo vuole, a questo punto dovrebbe pagarselo) e a sostenere che, per motivi di realismo, ormai non si potrebbe fare altro che migliorare lo svincolo già esistente, anche per non perdere il finanziamento ANAS. Il Sindaco in realtà, non senza forzature, rivendica a spada tratta anche la scelta di autorizzare il nuovo centro commerciale, utilizzando l’argomento strettamente municipalistico della reciprocità: se il Comune di Macerata, con sottovalutazione dei riflessi sulla viabilità della zona, ha potenzialmente incrementato sul proprio versante di Piediripa la superficie commerciale autorizzata per circa 30.000 metri quadri (il riferimento è alla famosa lottizzazione Simonetti, quella di cui sopra, tramite la quale Macerata avrebbe reperito due milioni di euro da destinare allo svincolo di San Claudio), perché non potrebbe fare altrettanto il Comune di Corridonia?

Si tratta, indubbiamente, di valutazioni di tipo politico-amministrativo che ogni Sindaco è libero di assumere, rispondendone poi ai propri cittadini, anche se, a monte, dovrebbe essere scontato che, soprattutto tra enti pubblici, non possa non valere un principio di lealtà, tale, ad esempio, da non consentire ad un Comune di sfilarsi sostanzialmente da una intesa comunque in precedenza sottoscritta.

Sta di fatto, però, che sulla base di queste valutazioni prende così consistenza il famoso svincolo a otto ultimato proprio in questi giorni, che almeno per il momento ha sollevato diverse perplessità circa la sua effettiva capacità di evitare le lunghissime code in entrata e soprattutto in uscita.

E comincia pure a prendere consistenza, subito prima delle ferie, il nuovo centro commerciale, inizialmente prospettato dagli ideatori con l’immaginifica idea di un grande parco naturale e tematico (e con la fantasmagorica promessa pubblica della messa a disposizione di ben 12 milioni di euro per lo svincolo di San Claudio, il miglioramento dello svincolo Zenit, e addirittura un nuovo ponte sul Chienti!!!), e in seguito delineatosi più terra terra per quello che effettivamente è, cioè un ulteriore centro commerciale, proprio attaccato al fiume Chienti, reso decisamente più appetibile dalla sua collocazione a circa duecentro metri dall’uscita e dall’ingresso preesistenti della superstrada (e con lo svincolo di San Claudio a questo punto disinnescato).

Sicchè anche in tal caso sembra difficile sfuggire alla sensazione che gli interessi economici sottesi a questo centro commerciale abbiano avuto il loro notevole peso nell’orientare le scelte dell’amministrazione comunale di Corridonia nella guerra degli svincoli.

Il fatto è  che probabilmente il Sindaco Calvigioni, sin dall’inizio titolare anche della delega all’urbanistica e forte sulla vicenda di una intesa ferrea con l’assessore ai lavori pubblici (nonché Presidente del Consiglio Provinciale), ha visto nell’iniziativa degli ideatori di questo centro commerciale, una società denominata Alba s.r.l. e costituita da imprenditori siciliani venuti a investire in provincia di Macerata, una buona fonte di sicure entrate per il Comune e di potenziali posti di lavoro (tutti da verificare). Sicchè, in vista di questi risultati evidentemente ritenuti primari, ha consentito all’iniziativa in questione, con il sostegno della sua intera maggioranza e degli ottimi appoggi a livello provinciale, una corsia decisamente preferenziale, facendo passare in secondo piano, come se nemmeno esistessero, tutte le fortissime perplessità sorte per molteplici motivi: gli aspetti urbanistici e quelli commerciali della vicenda (entrambi oggetto di impugnativa al TAR), la viabilità (con una rotatoria di accesso che sembra proprio priva di senso, se non addirittura pericolosa), l’ulteriore incremento di traffico in una zona già ingolfata e con il tappo del ponte sul Chienti, l’ennesimo attacco ai pochi commercianti del centro storico ancora rimasti faticosamente in attività.

E così, mentre molti si interrogano sull’utilità di questo ennesimo centro commerciale e sulla provenienza dei fondi utilizzati dagli imprenditori siciliani per dar vita ai capannoni che stanno velocemente sorgendo accanto al Chienti, si possono dare i primi risultati di questa assurda guerra degli svincoli: Corridonia batte Macerata uno a zero, e palla al centro; il PD di Corridonia, corrente sinistra immobiliare, sbaraglia il PD maceratese; l’Alba s.r.l., forte di una iniziativa già di fatto avviata, sta mettendo in grande difficoltà il Consorzio Valleverde; i cittadini di Macerata e quelli di Corridonia restano relegati entrambi nell’ultima posizione della classifica. Attenzione, però, perché il campionato non è del tutto finito e grosse sorprese possono ancora arrivare.

* Avv. Giuseppe Bommarito,

Presidente onlus “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”



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