Il Sof volge al termine,
il Cda difende Pizzi
e spuntano altri candidati per il 2012
Sette membri del cda dello Sferisterio chiedono la conferma del direttore artistico. Walfrido Cicconi, presidente della Società Civile Sferisterio:"Sentiamo anche le altre proposte e inseriamo nel consiglio esperti di musica". In corsa anche Raffaele Curi e Henning Brockhaus
di Alessandra Pierini
Lo Sferisterio Opera Festival giunge al suo sedicesimo giorno e quindi quasi al termine del suo percorso. L’enigma relativo al nome del prossimo direttore artistico non è ancora stato sciolto ma pensieri e opinioni si rincorrono in un dibattito costruttivo. Intervengono a favore dell’attuale direttore artistico Pier Luigi Pizzi, in fase di rinnovo di contratto e con il programma per la prossima stagione già pronto, Rolando Angeletti, Paola Ballesi, Ermanno Calzolaio, Alfredo Cesarini, Giuseppe Ferrari, Daniela Gasparrini e Manuel Seri, tutti componenti fino ad oggi del cda dell’Associazione. «Per lo Sferisterio Opera Festival si impongono decisioni importanti – scrivono – che non possono essere ulteriormente rinviate, sia per quanto riguarda il rinnovo del cda, secondo le disposizioni statutarie, sia soprattutto quelle relative alla prossima scadenza del contratto del direttore artistico. Riteniamo di dover aderire ai diversi interventi che, seppur in vario modo, hanno sottolineato una situazione di imbarazzante attendismo politico che richiede di essere quanto prima superato nell’esclusivo interesse del Teatro e della città.
Come cittadini e in quanto componenti del cda dello Sferisterio, seppure in regime di prorogatio, sentiamo a titolo strettamente personale, la responsabilità di testimoniare alla pubblica opinione quanto di positivo è stato realizzato nell’ultimo quinquennio con lo straordinario e indiscusso maestro Pizzi, dal punto di vista artistico e culturale e nel rigoroso rispetto delle risorse economiche disponibili in misura, di anno in anno decrescente. Riteniamo che , in considerazione degli impegni da assumere con urgenza per la prossima stagione nel rispetto delle esigenze del teatro (nuovo cartellone, rapporto con i tour operators e con gli sponsor) e dell’impegno creativo profuso dal Maestro Pizzi e dai suoi collaboratori, non sussistano valide ragioni per non confermare l’incarico attuale del direttore artistico».
Così si esprime il cda quasi al completo perchè in effetti tra le firme mancano naturalmente il presidente Romano Carancini e il vice presidente Antonio Pettinari e il consigliere di diritto Walfrido Cicconi, presidente dell’associazione “Società civile dello Sferisterio” che raggruppa gli eredi dei cento consorti che nel 1919 decisero e finanziarono la costruzione del monumento cittadino. E’ stato invitato a firmare l’atto presentato dagli altri componenti del cda ma se ne è guardato bene. «In un cda dimissionario perchè nominato da amministrazioni politiche passate (Meschini e Capponi, ndr) – precisa – io nella mia posizione di consigliere di diritto mi sento molto a mio agio e sono una voce libera. Non capisco la finalità dell’intervento dei membri del cda nè il senso di questa fretta improvvisa di prendere una posizione ed esprimo la mia estraneità e contrarietà alla comunicazione degli altri componenti che tra l’altro non è frutto di una riunione ufficiale». Cicconi è anche molto critico nei confronti della modalità usata dai firmatari: «Il cda si è permesso di dare un giudizio di positività e di fare una diagnosi di tipo artistico quando nessuno conosce la musica, la storia, le tonalità e il cromatismo o il timbro. Si ragiona sempre e comunque solo dal punto di vista amministrativo e del bilancio ma noi produciamo musica e spettacolo e il rispetto del
budget non è l’unico elemento da tenere in considerazione. Io ammiro il maestro Pizzi, lo rispetto come persona di cultura ma ritengo che bisognerebbe valutare in un ventaglio di proposte. Sono tanti i nomi di coloro che si stanno facendo avanti ad esempio l’anconetano Raffaele Curi e l’allievo di Strehler, Henning Brockhaus». Il Presidente della società civile propone anche la sua soluzione pratica: «Convochiamo un consiglio d’urgenza per ascoltare le varie proposte, come abbiamo fatto per la scelta dell’agenzia di comunicazione e poi decidiamo. Nei prossimi cda vediamo però anche di inserire dei maestri d’orchestra, dei giovani musicisti o qualcuno che si intenda di spettacolo. Se così non sarà il cda continuerà a prendere decisioni obbligate quando invece ritengo che debba essere indipendente e libero di decidere nel rispetto dello Sferisterio».
Intanto il bel tempo ha fatto sorridere gli ultimi giorni dello Sferisterio Opera Festival. Dopo il pienone di ieri sera al Rigoletto stasera è andata in scena l’ultima replica del Ballo in Maschera e domani la chiusura in Arena con l’ultima del ‘Rigoletto’ di Giuseppe Verdi, in una nuova produzione dello Sferisterio Opera Festival con la direzione del giovane e acclamatissimo Andrea Battistoni, la regia, le scene ed i costumi di Massimo Gasparon, disegno luci di Sergio Rossi, con Ismael Jordi (Duca di Mantova), Giovanni Meoni (Rigoletto), Desire’e Rancatore (Gilda), Alberto Rota (Sparafucile), Tiziana Carraro (Maddalena), Annunziata Vestri (Giovanna), Lucio Mauti (Marullo), Enrico Cossuta (Matteo Borsa), William Corro’ (Il Conte di Ceprano), Antonio Barbagallo (un usciere di corte), Silvia Giannetti (un paggio della Duchessa).
Domenica 7 agosto alle 21 al Teatro Lauro Rossi, Giuliana Lojodice sarà la protagonista di Eroine del Risorgimento, spettacolo di prosa ideato da Paolo Bonetti, con l ‘accompagnamento musicale al pianoforte di Cesarina Compagnoni. L’incasso dello spettacolo sarà devoluto in beneficenza. La serata è offerta dal Maestro Pier Luigi Pizzi.
Il 9 agosto al teatro romano di Helvia Recina si terrà un concerto lirico di taglio popolare con pianoforte e un ensemble del complesso Salvadei dedicato al 150°anniversario dell’Unità d’Italia. Il concerto è a ingresso libero.
L’ultimo spettacolo è in porgramma per l’11 agosto: nell’ambito di Danza all’Opera, in collaborazione Civitanova Danza, l’11 agosto allo Sferisterio verrà presentato il Gala di balletto Svetlana Zakharova & Étoiles del Bolshoi Ballet, in prima ed esclusiva regionale.




…..Rolando Angeletti, Paola Ballesi, Ermanno Calzolaio, Alfredo Cesarini, Giuseppe Ferrari, Daniela Gasparrini e Manuel Seri….
Presumibilmente questi membri del CdA comprendono verametne poco di Lirica, quasi nulla di costumi, sembrerebbero non capire i cantanti lirici, apparentemente sono digiuni di regia, sembrano non consocere le scenografie, forse hanno anche scarsissime competenze di pubblicità e di marketing: altrimenti non si comprende proprio perchè, al di la di ogni ragionevole dubbio, puntino ancora ostinatamente su Pizzi che, negli ultimi anni, sembra essere riuscito (brillantemente e scientificamente) a far crollare la qualità della Stagione Lirica a Macerata.
Presumibilmente PRIMA di scegliere il nuovo Direttore Artistico ci sarebbe da AZZERARE il CdA dell’Associazione Sferisterio visto che, anche con tutte le attenuanti generiche possibili, non sembra brillare.
Walfrido Cicconi: l’ultimo baluardo, l’ultima trincea, l’ultimo eroico difensore contro la mediocrità del CdA (dimissionario, per giunta).
Veramente la cosa principale da cambiare è proprio il CDA…
@CERASI Non credo sia difficile da capire. Questi consiglieri non hanno, fuori Macerata, alcuna rilevanza nè incarichi nè riconoscimenti. E se qualcuno di lavoro ha lavorato fuori non ha praticamente lasciato alcun segno che possa far dire ” ecco, un altro maceratese che si distingue in Italia e nel mondo”Pizzi invece alimenta e compiace quella parte di questi pseudo amministraculturi che solo in un contesto simile si sentono importanti e essenziali. Infatti un uomo di cultura non direbbe di avere responsabiltà di informare solo sulle cose positive- ma è stato accertato questo avanzo economico?-ma comunicherebbe invece quanto, quando e come lavorare sugli aspetti negativi.
E cerchiamo, per un dibattito costruttivo,di risolvere alcune ambiguità di fondo. Cioè sviluppiamo quello che il Dottor Cicconi sapientemente ha sottolineato: il SOF non è una fabbrica di scarpe, è una impresa culturale e tale cosa dovrebbe produrre. Qual è il mercato al quale si rivolge?Come è quotata?Che benefici indiretti porta?Basta far quadrare i bilanci per dire di avere prodotto?
@Cerasi
Manuale Seri e’ il tributarista più stimato della provincia, Giuseppe Ferrari oltre che ottimo amministrativista e’ persona assai intelligente ma, soprattutto, Ermanno Calzolaio non conosce rivali in cultura lirica…
…il fatto che siano avvocati, per la pubblica opinione, non depone a loro favore ma in un cda di tal genere credo ci debba essere un mix di personalità di rilievo non solo nell’ambito della cultura operistica.
Semplice sono complici del maestro Pizzi, e perciò lo difendono!
@Marchiori
Se in un comunicato stampa semi-ufficiale-poco-ufficioso scrivono:
“…Come cittadini e in quanto componenti del cda dello Sferisterio, seppure in regime di prorogatio, sentiamo a titolo strettamente personale, la responsabilità di testimoniare alla pubblica opinione quanto di positivo è stato realizzato nell’ultimo quinquennio con lo straordinario e indiscusso maestro Pizzi, dal punto di vista artistico e culturale…”
Potranno essere stimatissimi professionisti, persone inteligentissime ma mi permetta di non essere d’accordo sul fatto che di Lirica, complessivamente, capiscano assai più di me….
mi spiegate come si spendono 5000000 di euro ogni estate?
Raffaele Curi è di Potenza Picena. E’ stato un attore ( ndr. es : Il giardino dei Finzi Contini ) Ha ovviamente abbandonato la provinciola maceratese per ovvie necessità lavorative
Sicuramente non farà peggio degli attuali….
Credo che cinque milioni di euro si possano spendere facilmente quando a valle non ci sia nessuno in grado di fare delle verifiche sui risultati. Il servilismo un po’ diffuso verso gli stranieri, che scendono a frotte come i vandali di secoli addietro e che occupano le pagine di giornali patinati, permette che ciò avvenga. Mentre nella favola del RE NUDO un innocente grida “Ma il Re è nudo”, qui allo Sferisterio non c’è stato ancora nessunno con il sentire di un fanciullo che abbia gridato: ma queste stagioni sono una schifezza!!! Il CdA si allinea a Pizzi, ma chi, dentro il CdA, grida che c’è sproporzione tra le spese per l’aspetto scenografico e per l’aspetto musicale? Chi grida che non sono più le stagioni in cui pullman di appassionati venivano dall’Emilia, dalla Lombardia per ascoltare (Sottolineo ascoltare)? Ora sono gli spettaori mordi e fuggi, i vacanzieri della costa a cui puoi propinare tutto. Sarei tanto curioso di sapere quanto è costata la scenografia della carmen (quella depressiva) con l’auto d’epoca. Sarebbe indicativo di come si spendono i soldi.
Gianfrancesco
“Sarebbe indicativo di come si spendono i soldi”. Correggo la sua dicitura, caro Berchiesi: “sarebbe indicativo di come si sprecano, i soldi!”. Ma perché preoccuparsi più di tanto di quella che negli ambienti musicologici italiani continua ad essere chiamata “la maceratata”?
Del resto lo avete detto un po’ tutti: nel CdA non ce n’è uno solo che si intenda di musica oltre l’eventuale gusto personale. Un coacervo di pressapochisti (per ciò che concerne la musicologia e lo spettacolo, sia chiaro), aventi dalla loro solo il fatto di essere conosciutissimi in città. E dire che in città ce ne sono, di esperti veri! Ma si tranquillizzi, Berchiesi: non li chiameranno mai.
Quello che a volte mi lascia stupito è il doppio binario che anima tante discussioni maceratesi in cui pubblicamente si dice una cosa ma poi, tra amici stretti, quella stessa cosa viene ridetta in maniera dialmetralmente opposta…
E ciò che è positivo dienta negativo e ciò che è negativo diventa positivo….
Perchè anche sul comunicato del CdA dell’Associaziojne sembrererbbe che sia capitata la stessa cosa…..
Io propongo un Nome differente dai dodici che sono stati espressi, un nome di un esperto del settore che a Macerata ha già lavorato e la conosce bene…parlo di Ugo Deana.
Regista, scenografo e costumista
Hugo de Ana è nato a Buenos Aires, dove ha iniziato la sua carriera.
Ha lavorato come direttore di produzione e come direttore degli allestimenti al Teatro Colón di Buenos Aires, collaborando a più di trenta spettacoli.
In qualità di regista, scenografo e costumista ha messo in scena oltre sessanta produzioni, ricevendo per tre anni consecutivi il premio della critica per la migliore regia. Nel 1988 ha iniziato a collaborare col Teatro Lirico Nacional La Zarzuela di Madrid e col Teatro Liceu di Barcellona.
In Italia ha debuttato nel 1990 allestendo Mosè in Egitto di Rossini al Teatro Comunale di Bologna ed ha inaugurato la Stagione 1991/92 con una nuova produzione di Werther di Massenet. In seguito ha curato le produzioni di Ermione di Rossini all’Opera di Roma, di Semiramide al Rossini Opera Festival, Manon Lescaut di Puccini al Teatro Regio di Torino, Don Carlo di Verdi alla Deutsche Oper di Berlino, Mosè in Egitto al Teatro di San Carlo di Napoli, spettacolo poi ripreso alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, Aida di Verdi al Teatro della Maestranza di Siviglia.
A Verona ha esordito nel 1995 con Les Contes d’Hoffmann di Offenbach al Teatro Filarmonico, allestimento in co-produzione con i teatri La Maestranza di Siviglia e l’Opera di Santiago.
Nel 1997 ha ricevuto il Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” quale migliore regista e scenografo per gli spettacoli Iris di Mascagni al Teatro dell’Opera di Roma, Turandot di Puccini a Macerata e Les Contes d’Hoffmann di Offenbach.
Ha inaugurato la Stagione 1997/98 dell’Opera di Roma con La Fiamma di Respighi e ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano con Lucrezia Borgia di Donizetti. Nel 2000 ha allestito per La Scala e la successiva tournée in Giappone La Forza del destino di Verdi, con Muti, produzione per la quale ha ricevuto il Premio Opera quale miglior regista, scenografo e costumista. In seguito ha curato l’allestimento di Le Cid di Massenet a Siviglia, Teatro della Maestranza e all’Opera di Washington con Domingo e, sempre alla Scala, ha inaugurato la Stagione 2000/2001 con Il Trovatore di Verdi, con la direzione di Muti.
Nel 2002 gli è stato assegnato il Premio Abbiati quale miglior regista, scenografo e costumista per la stagione 2000/2001. Nell’agosto 2002 ha allestito a Tokyo al New National Theatre una nuova produzione dell’Elisir d’amore di Donizetti e in seguito, all’Opera di Roma, una nuova produzione di Faust di Gounod, in coproduzione con il Regio di Torino.
Nell’agosto 2003 ha allestito ancora a Tokyo una nuova produzione di Norma di Bellini, che è stata ripresa al Teatro Filarmonico di Verona nella stagione 2003/2004.
All’Arena di Verona ha curato, ricevendo consenso di pubblico e di critica, regia, scene e costumi di Nabucco di Verdi nel 2000, con ripresa nel 2001, di Tosca di Puccini nel 2006, ripresa nel 2008 e 2009 e Il Barbiere di Siviglia di Rossini nel 2007, riproposto nel 2009.
Nel 2007 per il Teatro Filarmonico di Verona ha messo in scena La Sonnambula di Bellini e La Damnation de Faust di Berlioz al Teatro Regio di Parma in coproduzione con la Fondazione Arena di Verona.
Riscuotendo grande successo, ha proposto la regia di Senso, opera di Marco Tutino, che ha aperto la stagione lirica nel novembre 2010 al Teatro Massimo di Palermo
Per carità…Raffaele Curi nooo! Il peggio del peggio…un bluff totale!Tra i papabili H.Brockhaus mi sembra il migliore. Ma perchè non richiamare Claudio Orazi, chiedergli scusa e lasciarlo lavorare?