berchiesi gianfrancesco


«Professore associato all'Università di camerino, ora in pensione. Presiede un'Associazione culturale: Associazione Culturale Diego De Minicis (www.assodeminicis.it)»

Utente dal
23/7/2011


Totale commenti
6

  • Stagione concertistica: a San Filippo musica medievale

    1 - Dic 6, 2013 - 10:57 Vai al commento »
    Iniziativa molto valida. Anche nell'Associazione culturale che presiedo (Associazione Culturale Diego De Minicis) il 1 Aprile scorso, presso la Chiesa di S.Francesco di Corridonia, ci siamo interessati di Hildegard von Bingen. presentando una sua monodia (O vis aeternitatis) interpretata dal soprano Gulnora Baydjanova. Scopo della serata era lo sviluppo del linguaggio musicale sacro dal medioevo ad oggi. L'impatto con la celestiale armonia delle composizioni di Hildegard è stato talmente positivo che pensiamo di interessarci ancora di questo straordinario personaggio. G.Berchiesi
  • 51 MINUTI CON CARANCINI
    Il sindaco risponde ai cittadini

    2 - Set 16, 2011 - 18:19 Vai al commento »
    Scusatemi se mi intrufolo in questa discussione. Vorrei farvi conoscere una iniziativa dell'Associazione Culturale Diego De Minicis (Petriolo) di cui sono presidente pro tempore. Abbiamo così pochi soldi, che anche la pubblicità per noi è un problema. Dunque l'iniziativa è la seguente: il 25 Settembre alle ore 17.30 presso il Teatro Velluti di Corridonia abbiamo organizzato un incontro con il tenore Giorgio Merighi e alcuni suoi allievi. Parteciperà anche Enrico Stinchelli. Tutto ciò è stato possibile grazie alla generosità di tutti che non hanno preteso nulla per venire. Sarà un'intervista al Tenore per parlare di quella straodinaria forma di comunicazione che è il canto lirico, per parlare di tecnica vocale, per raccontare storie riguardanti l'opera e per ascoltare alcuni brani cantati sia dal maestro che dai suoi allievi ad esempio di ciò di cui si sta discutendo. Con questa discussione vorrei rispondere alla grandissima attrice di prosa che alcuni anni fà, invitata da Pizzi, parlò al teatro Lauro Rossi di eroine shakespeariane e parlando di Lady Macbeth disse "esiste anche un'opera in musica con quei soliti valzeroni di Verdi". Se fosse vivo il mio professore di greco, avrebbe commentato "ha perso un'ottima occasione di stare zitta". Il titolo della serata è "Omaggio a Giorgio Merighi, lezione di canto". Gli altri cantanti sono: Marta Torbidoni (soprano), Giovanni Di Deo (tenore), Andrea Pistolesi (baritono), Siro Antonelli (basso), M°Claudia Foresi (pianoforte). Enrico Stinchelli ha promesso una soprpresa per il maestro Merighi. Gianfrancesco Berchiesi
  • Il Sof volge al termine,
    il Cda difende Pizzi
    e spuntano altri candidati per il 2012

    3 - Ago 7, 2011 - 11:19 Vai al commento »
    Credo che cinque milioni di euro si possano spendere facilmente quando a valle non ci sia nessuno in grado di fare delle verifiche sui risultati. Il servilismo un po' diffuso verso gli stranieri, che scendono a frotte come i vandali di secoli addietro e che occupano le pagine di giornali patinati, permette che ciò avvenga. Mentre nella favola del RE NUDO un innocente grida "Ma il Re è nudo", qui allo Sferisterio non c'è stato ancora nessunno con il sentire di un fanciullo che abbia gridato: ma queste stagioni sono una schifezza!!! Il CdA si allinea a Pizzi, ma chi, dentro il CdA, grida che c'è sproporzione tra le spese per l'aspetto scenografico e per l'aspetto musicale? Chi grida che non sono più le stagioni in cui pullman di appassionati venivano dall'Emilia, dalla Lombardia per ascoltare (Sottolineo ascoltare)? Ora sono gli spettaori mordi e fuggi, i vacanzieri della costa a cui puoi propinare tutto. Sarei tanto curioso di sapere quanto è costata la scenografia della carmen (quella depressiva) con l'auto d'epoca. Sarebbe indicativo di come si spendono i soldi. Gianfrancesco
  • Dodici idee per il SOF
    Chi vorresti come direttore artistico?

    4 - Lug 27, 2011 - 11:53 Vai al commento »
    Io ritengo che i curricula siano altamente validi per tutti. Per ora, anche se ho espresso il mio voto nel sondaggio, non faccio nomi. Il problema è il seguente: 1) o i nostri amministratori si ritagliano uno spazio di verifica nelle manipolazioni di denaro 2) o la scelta deve cadere su un personaggio che abbia anche la dote di essere virtuoso e che non sia succube di quelle correnti di quei "poteri" che silenti dominano nei teatri. Il carrierismo di molti di questi pretendenti può essere un elemento che alla fine peserà nelle scelte. Soprattutto ritengo che questi signori dovrebbero capire che operano qui, allo Sferisterio. Non possono telefonare ad un'Agenzia di Collocamento del Nord che impone uno dei suoi. Ci sono pulcini da far crescere anche qui, ci sono conservatori anche qui, ci sono accademie anche qui. Poi dall'alto dei loro curricula dovrebbero sapere che un'opera non può diventare una fiction, l'opera non è soltanto spettacolo visivo, bensì è comunicazione musicale innanzi tutto. Il corista e il mimo non possono stare allo stesso livello.
    5 - Lug 26, 2011 - 17:07 Vai al commento »
    Quale nome? Da un nome è difficile capire quale sarà poi l'azione. Sarebbe necessario a mio avviso che quel divismo diffuso qui da noi non permetta mai di inchinarsi supinamente ai NOMI. Invece è quello che è accaduto: abbiamo permesso che CARMEN divenisse un'opera grigia, "impreziosita" da un'auto d'epoca. Siamo stati zitti quando improbabili Turandot e improbabili Calaf non sono stati recensiti nel modo giusto e non sono stati mandati subito a cantare i ruoli a loro congeniali. Io noto dalle recensioni attuali che si discute molto dell'aspetto registico e scenografico più che dell'aspetto musicale. No! E' nella musica che è scritto tutto. Le "invenzioni" registiche sono spesso delle trasposizioni o delle invenzioni per far parlare del regista più che per rendere servizio a quel lingiaggio complesso che è l'OPERA, dove più aspetti confluiscono a creare la comunicazione. Io amo quelle regie, che sottolineano, ma non sconvolgono. Che significato ha spostare la trama nel tempo? Un Edipo re sia con panni greci che odierni è sempre l'uomo alla ricerca di sé, un Macbeth non cresce di valore se lo trasportiamo in Argentina nel XIX secolo, è sempre un giocattolo nelle mani di una Lady vittima della voluttà del soglio. Si curi piuttosto l'aspetto vocale e musicale perché Verdi, Puccini, Donizzetti .... hanno scritto pagine musicali che vogliamo ascoltare. I panni indossati dai cantanti servono più a far parlare del Regista che a permettere una buona Comunicazione del messaggio musicale. Non permettiamo che ci colonizzino, non permettiamo che vengano qui a razzolare e mandare avanti i pulcini del loro pollaio. Si abbia rispetto per i coristi, che non possono valere meno di un mimo, si facciano audizioni per i cantanti comprimari o di ruoli secondari e si diffidi delle Agenzie, le quali costano moto di più (ma molto di più) di un contratto diretto con il cantante. Io ritengo che chi eroga ha il diritto, ma soprattutto il dovere verso la collettività di esaminare come sono stati utilizzati i fondi, quale è stato l'impatto della stagione con il nostro mondo. Le strutture reperibili in zona sono state utilizzate? (Accademia, Conservatori, orchestre locali). Quale è stato l'impatto delle rappresentazioni sul pubblico e soprattutto sui giovani a cui dobbiamo trasmettere questa forma d'arte? Ricorderanno Tosca perché una Madonna gravida partorisce 13 angeli nudi? Ricorderanno turandot per la palla di ghiaccio della scenografia o per l'interpretazione giusta che fa sì che il ghiaccio sia nell'interpretazione? Scegliere sulla base del nome è operazione difficile. Tutto sta nell'animo di chi si sceglie, nel suo essere virtuoso e rispettoso del messaggio dei nostri grandi del passato, che debbono essere tutelati. Non si facciano Traviate di Svoboda, ma Traviate di Verdi, non si facciano Bohème di Ken Russel ma di Puccini. G.Berchiesi
  • E COSÌ FA …PIZZI
    Al Lauro Rossi tira fuori il meglio di sè

    6 - Lug 26, 2011 - 11:08 Vai al commento »
    Io ritengo che occorra rivedere la storia dello Sferisterio per capire quello che sta succedendo. Questa arena nasce come teatro d'opera o di teatro in genere con il Conte Pieralberto Conti, che riuscì a realizzare due stagioni. Era persona affabile e colta, marito del soprano Francisca Solari, che tanto lavorò con Mascagni e di cui la contessa ha lasciato al Comune numerose lettere. Poi dopo un lungo silenzio (a parte qualche concerto estivo di Gigli, che anche io, classe '42, ricordo), Macerata ha la fortuna di incontrare la persona giusta, che porta lo Sferisterio ai massimi livelli: Carlo Perucci. Era persona schiva che non cercava i riflettori, ma amava l'opera, essendo stato egli stesso baritono. Con pochi soldi, con la stampa, che cercava di denigrare un'emergente arena, concorrenziale a Verona, è andato avanti per la sua strada, che era quella di privilegiare l'aspetto musicale dell'opera. Questa complessa forma di comunicazione ha varie componenti, che debbono tutte trovare posto: il canto, innanzi tutto (composto da parola e musica), le scene, i costumi, la regia.... Il nostro Perucci sapeva che nella musica è scritto tutto, implicitamente. anche la regia. Non avrebbe mai accettato che Mimì morisse nel bel mezzo di una crisi di astinenza, quando la musica (sono andati, fingevo di dormire...) è di un languore, di uno sfinimento che riportano ad altra causa di morte. Non voglio elencare tutte le star musicali che Perucci ha portato qui da noi. Voglio solo dire che quando è necessario fare delle scelte di spesa, delle varie componenti dell'opera, che ho sopra riportato, non deve essere sacrificata la parte canora-musicale. Io ho smesso di frequentare l'Arena, da quando mi sono accorto che i soldi prendevano strade non pertinenti con la musica. I giovani ricordano la Tosca per una Madonna che partorisce in scena 13 angeli nudi!! Si creò. cioè, uno spettacolo dentro un altro spettacolo, il cui significato non era chiaro. Abbiamo dovuto ascoltare dei Calaf completamente fuori ruolo, una Turandot con la vocina di Amina. Ora preferisco ascoltare i miei dischi a casa. Sotto Perucci i ruoli impervi erano affidati a professionisti collaudati, sotto di lui i giovani cantanti trovavano posto per lanciarsi. Addirittura si programmavano opere per i giovani come la Traviata con la regia di Franca Valeri, donna sensibilissima che non aveva bisogno di farsi notare con gigionerie da spettacoli circensi. Ricordo ancora l'emozione di quello spettacolo in cui veniva sottolineata la solitudine di Violetta (solinga ne' tumulti), che muore sola come sola era sempre vissuta. Una cosa mi chiedo da un po' di anni: quale è il ruolo dei finanziatori? Dare i soldi e basta? Se io fossi un finanziatore e per di più coprissi una carica istituzionale non mi limiterei a verificare il saldo contabile tout court. Andrei a verificare l'impatto della manifestazione sulla nostra comunità, che tra l'altro offre varie opportunità, che vanno da un'Accademia di Belle Arti fino ai Conservatori musicali. Chiedo: si utilizzano queste risorse? oppure l'impatto è riconducibile soltanto alle presenza mordi e fuggi dei vacanzieri? Io spero che lo Sferisterio non diventi con il tempo una manifestazione come tante per rallegrare i turisti. Ricordiamo che ai tempi d'oro partivano pullman di appassionati dalla Lombardia e dalla Toscana per lo Sferisterio. Poi mi chiedo se è voce falsa o no che un mimo venga pagato più di un corista ( si vocifera 2000 contro 250 euro). Capisco che a volte un mimo può sottolineare e può essere quindi una idea registica di tutto rispetto (chi può dimenticare il mimo che si aggirava furtivo tra i cantanti nella Forza del Destino con Mateo Manuguerra e Montserrat Caballé?), ma in tempi di vacche magre che sarebbe di un'opera con un coro scarso? Forse sarebbe meglio riequilibrare le spese. I nostri giovani cantanti trovano posto in questi spettacoli o sono le Agenzie del nord che la fanno da padrone? Mi sbaglio o nei tempi d'oro forse anche per serietà e competenza gli organizzatori, facendo delle audizioni, erano in grado di selezionare i giusti cantanti, risparmiando sulle agenzie di collocamento? Forse direte che la mia mente vecchia e stanca non riesce a scrollarsi di dosso il passato, ma i pomeriggi culturali esistevano anche ai tempi d'oro, l'unica differenza è che non erano bagnati da vini doc. Leyla Gencer, Rayna Kabaivanska, il critico Gualerzi, il musicologo Franco Soprano ci hanno deliziato, ma senza bollicine!!! Ricordo con emozione la sera in cui era presente quel fenomeno vocale che è stata Leyla Gencer in cui ci hanno fatto ascoltare la voce di Francisca Solari (di cui si sono perse le registrazioni a causa di un incendio, tranne due piccoli brani di Tosca) e che hanno poi commentato. Un ultimo ricordo di quei tempi d'oro, poi vi lascio. Alla prima di Butterfly con Antonietta Stella (quindi alla riapertura dello Sferisterio dopo anni di inattività) la contessa Francisca Solari Conti era in sala con un grande cappello ed io che le siedevo davanti ho ascoltato la nobile signora che sommessamente cantava l'opera! Magie del teatro quando Madonne gravide non partorivano in scena e quando Mimì non moriva di over dose e quando tutto è conforme al linguaggio musicale. Gianfrancesco Berchiesi
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