Maceratese, le strategie della Tardella

Spese e ricavi, i conti in tasca alla società biancorossa
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Tardella-sede

Il nuovo presidente della Maceratese, Maria Francesca Tardella

di Enrico Maria Scattolini

Bilancio di previsione della Maceratese stagione 2011/12. Qualche giorno fa ne ho anticipato le entrate (leggi), confrontandole con quelle della stagione passata ed evidenziandone la flessione. Un vespaio di polemiche fra i tifosi; ma nessuna smentita da parte della società.

Ora vorrei affrontare il capitolo costi. Prima, però, ritengo opportuno ricapitolare quello che ho già scritto, per una più facile lettura del contesto. Budget fortemente ridotto a  causa dell’autoridimensionamento di Massimo Paci,che dal primo luglio (chiusura ufficiale dell’esercizio in corso) lascerà alla dottoressa Tardella la presidenza, restando semplice socio.

Il suo apporto si contrarrà di circa due terzi rispetto al  precedente. Sommato a quello dei dirigenti che restano,al contributo del “terzo polo” (un gruppo di professionisti/imprenditori che si è compattato attorno a Paci nei suoi due anni d’incarico al vertice della società), agli incassi dello stadio ed agli introiti commerciali ,i ricavi totali dovrebbero essere di circa 250/260.000 euro.

Importo che sarà completamente destinato alla prima squadra se il settore giovanile raggiungerà ,come probabile, l’autosufficienza.

Una bella differenza rispetto alle risorse del campionato appena concluso (intorno a 450.000 euro). Passiamo ora ai costi.

La dottoressa Tardella ed i suoi collaboratori  hanno puntato, sin da subito, ad un forte staff tecnico: il Responsabile dell’area tecnica (Cicchi), l’allenatore (Di Fabio) ed un nuovo preparatore atletico. Esborso intorno a 60.000 euro.

Del budget restano circa 200.000 euro: per la gestione e la ricostruzione della squadra. Nell’ordine, perché l’una è conseguente all’altra.

Nel senso che dovranno essere “tagliate” le spese in misura robusta, per finanziare la seconda nel modo più ampio possibile. Ma ,di converso, il parco giocatori che sarà messo a disposizione di Di Fabio dovrà essere costruito con la massima oculatezza per consentire appunto  il suddetto, ampio,  contenimento dei costi gestionali. Tautologico.

L’obiettivo sarà quindi una campagna acquisti impostata su qualche giocatore esperto, non per nulla il primo acquisto è stato il trentasettenne Bucci (leggi l’articolo),per altro accolto con grande favore dalla tifoseria  per i suoi brillanti trascorsi in biancorosso con Nocera-, residente nei dintorni di Macerata, e su molti giovani locali, parecchi dei quali provenienti dal vivaio.

Riguardo ai ragazzi, ci permettiamo d’insistere su Testa, che non dovrebbe costare molto  e sulle cui notevoli capacità  di goleador potrebbe essere costruita la formazione.

I riflessi di questa azione permetterebbero ovviamente risparmi  consistenti  su ingaggi e , aspetto sinora poco considerato o addirittura trascurato, su affitti per l’alloggio dei calciatori e vitto: spese generali  negli ultimi anni sostenute   a livelli di società  professionistica  più che dilettantistica.  Ecco come potrebbe essere ottenuta la  …quadratura del cerchio.

Che richiede  però: a) l’ accortezza e lungimiranza  dei dirigenti biancorossi; b) le capacità manageriali  di Cicchi; c)  l’abilità tecnica di Di Fabio; d) la condivisione (con l’aggiunta di tanta pazienza) dei tifosi.

I quali possono sì attendersi un valido programma triennale, ma soprattutto d’investimento nella politica delle risorse autoctone. Non a caso, Cicchi ha parlato di “un campionato onorevole.”



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