Referendum: Idv e Pd non hanno vinto
I movimenti, le associazioni, i giovani, i singoli cittadini si sono riappropriati della politica
di Stefano Casulli*
Magnifico! Meraviglioso! Il raggiungimento del quorum e la netta vittoria dei Sì ha un carico politico inimmaginabile. Alcune considerazioni:
1) è la vittoria dei comitati. I movimenti, le associazioni, i giovani, i singoli cittadini si sono riappropriati della politica nella maniera più essenziale: con la militanza, con i volantinaggi e gli attacchinaggi abusivi, con le strette di mano e le parole spese, portando la gente a votare.
2) è la vittoria del bene comune. 3 dei 4 quesiti avevano a che fare direttamente con la privatizzazione delle risorse o del territorio. La netta vittoria dei Sì sostiene l’indisponibilità del territorio e dell’acqua, l’inalienabilità delle risorse. In sostanza, perde il mercato, vince la messa in comune.
3) è la vittoria dei nuovi medias e condivisione delle informazioni: social networks, blog, siti, ma anche flash mob; allo stesso tempo, è la sconfitta della TV che boicotta, ed in special modo della TV pubblica;
4) la vittoria in tutti e 4 i quesiti è determinata dalla centralità delle questioni sovraesposte; l’abolizione del legittimo impedimento è stata trainata dai quesiti ‘sociali’ maggiormente pubblicizzati; il referendum testimonia così che l’intera strategia dell’opposizione fondata in questi anni sulla critica alla legalità o alla moralità del premier è assolutamente inconsistente se posta accanto alle questioni sociali che devono avere centralità.
5) la strumentalità dei partiti; Sinistra Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra hanno sostenuto i 4 quesiti fin da principio, l’IDV solo quello sul legittimo impedimento (cfr ragionamento sopra), così come il PD, che tuttavia nemmeno ha promosso la raccolta firme; e oggi rivendicano pseudo-paternità o deducono una legittimità verso di loro che non esiste. Il PD (come Repubblica, il Riformista, l’Unità) ha esplicitamente sostenuto i quesiti solo pochi giorni fa, tant’è vero che non ha minimamente contribuito economicamente ad una campagna fatta con le risorse di pochi. Tralascio gli altri partiti, che nulla hanno a che vedere con progetti politici seri.
6) l’imbarazzo della maggioranza: le frasi e analisi contraddittorie del nostro Primo Ministro, di membri del Governo, di esponenti di spicco di PdL e Lega dimostrano che dinnanzi all’incalzare di una politica nuova e radicale (nelle forme, nei metodi, nelle pratiche, nei contenuti) non c’è giochino che tenga, monarchia che sopravviva.
7) a livello socio-culturale, la composizione delle soggettività che hanno generato questo successo è molto simile a quella che in Nordafrica ed Europa scende in piazza: democrazia radicale, lotta alle privatizzazioni ed ai privilegi, costruzione di un orizzonte che faccia del comune l’elemento cruciale del vivere comunitario; dobbiamo dunque chiederci quanto la nostra mobilitazione per il referendum abbia di simile alle esperienze degli altri Paesi, quanto ne sia la declinazione specifica, quanto rischi di essere canalizzata in un orizzonte politico (quello del centro-sinistra) che non lo rappresenterebbe a pieno.
8) non è un voto contro Berlusconi. È molto di più. È un voto contro ciò che Berlusconi ha rappresentato meglio di altri: la potenza del capitale finanziario; l’autorappresentazione della ‘classe partitica’ separata dal corpo politico e sociale reale, con cui crea un rapporto mediatico-giocoso che mira solo ad un consenso elettorale di medio-breve periodo; l’appropriazione da parte del privato dei beni di tutti che possono essere comuni e co-gestiti; la distanza dal territorio; il vecchiume di chi è al potere;
9) un richiamo a Macerata: il 61% di votanti oggi rappresenta 12 punti percentuali in più degli elettori che due settimane fa sono andati a votare al ballottaggio; in realtà, a questo 49% andrebbe levato un ulteriore 6% di persone che quel giorno la scheda l’hanno annullata; dunque, il 61% vuole l’acqua pubblica, ripudia il nucleare, mentre il Presidente della Provincia viene eletto all’incirca con il 24% dei voti; e oggi intende premiare anche chi gli si è contrapposto (SEL).
10) questa clamorosa distanza qualitativa e quantitativa tra i due voti va interrogata dalle forze della sinistra, che possono e vogliono costruire una società dei beni comuni in grado di superare il regno del mercato e delle diseguaglianze attuale; quello spazio rappresenta lo scarto tra quel che oggi è la politica dell’alternativa, e quello che la politica dell’alternativa è nel cuore e nelle potenzialità di una cittadinanza già attiva; su questo vuoto va edificata una proposta politica che rimetta al centro una nuova democrazia, una nuova idea di diritti, una nuova prospettiva comune.
*Laboratorio Giovanile Sociale

Parole sante!
Condivido!
Chi ha scritto questo pezzo è una persona seria, indipendentemente dal fatto che io non abbia votato e che abbia invitato a non andare al voto.
La sconfitta di mr B. (si diceva che non era un voto politico 2 giorni prima delle votazioni…) è cmq netta.
Il problema per cui non ho votato sono altri e spero che il signor Casulli mi risponda.
1) il nucleare: non è mai stato fatto un piano B al nucleare. Non si sviluppano le energie rinnovabili e si continua ad investire nel nucleare francese che ha cmq costi elevati per noi italiani. La vincita del SI non diminuisce al pericolosità di centrali francesi al confine, che hanno la stessa pericolosità di centrali nostre costruite al confine con la Francia. Punterete spero a una politica di sviluppo delle energie alternative e di chiusura la nucleare francese, nessuno ha mai posto questo problema e non ho sentito riposte serie dalla sinistra.
2) l’acqua pubblica. L’APM è una municipalizzata che gestisce l’acqua e i parcheggi a Macerata. In un certo senso è cmq privata per tot percentuale. Intendete far riacquistare al comune le azione cedute ai privati dal comune?
3) Il legittimo impedimento sta in tutti i paesi del mondo civile: chi è stato eletto governa e non deve avere rogne. Il problema è che un capo di stato non può governare più di 2 mandati, invece il signor B. governa da diversi mandati ed oltre. La legge proposta da Grillo era più liberale e seria dell’annullamento del legittimo impedimento, che può essere arma scomoda per chiunque.
Spero mi risponderà e cmq le faccio i miei più vivi complimenti per il raggiungimento del quorum.
Condivido il fatto che chi ha scritto questo pezzo è una persona seria..
L’analisi è oggettivamente puntuale e non lacunosa e molto semplice (non fatta in politichese)
Per quanto riguarda le questioni poste nell’ultimo intervento, credo si debba rispondere con altrettanta semplicità.
La questione delle centrali nucleari è seria e necessita di analisi profonda. Tengo a premettere che la Germania, il paese più industrializzato d’Europa, nonchè motore portante dell’economia europea, ha deciso di smantellare il nucleare entro il 2022. Per quanto riguarda il cosidetto piano B: ci sono le energie alternative, fotovoltaico, eolico,ecc. Chiaramente anche per queste occorre una pianificazione statale e locale a lungo termine. La speculazione è sempre dietro l’angolo, e lo vediamo tutti i giorni con i pannelli solari piantati nei campi di tutta Italia oramai. Oltre che essere uno scempio paesaggistico, rappresenta l’ennesima mancanza di progettualità.
L’acqua pubblica: lo Stato dovrebbe investire su questo bene primario, che non ci è concesso eternamente, ma che dobbiamo tenerci stretto. E’ legittimo interesse dello Stato investire nei pozzi e pubblicizzare totalmente le municipalizzate.
Legittimo impedimento: credo vada rovesciato il problema! Possiamo anche dire che questa legge è presente in tutta Europa ( non è proprio così), ma dobbiamo anche dire che in tutta Europa quando un premier o un ministro è sottoposto a processo con delle accuse del genere, si dimette, senza se e senza ma. Riporto un altro esempio tedesco: per aver copiato una tesi di laurea, il ministro della difesa si è dimesso seduta stante, chiedendo scusa in lacrime davanti alla televisione.
Ora, senza accenni polemici, il caso italiano è un pò diverso e più grave di una copiatura di tesi, per quanto anche questa rappresenti una scorrettezza di fronte alla legge.
Non per sminuire le parole del sig. Casulli, ma “nuovi medias” è un pugno in faccia: “media” è parola latina ed è il plurale di medium; pertanto non ha bisogno della “s”. Non è bello fare la figura dei peracottari, soprattutto quando si scrive di temi importanti.
Una precisazione: il titolo dell’articolo è “Elementi a caldo per un’analisi del referendum” e non “IDV e PD non hanno vinto”, come si può vedere su http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/06/elementi-caldo-per-unanalisi-del.html. Una pruntualizzazione doverosa, e spero che emerga a sufficienza dall’articolo il carattere nuovo e positivo di un movimento che ci ha visti coinvolti come Laboratorio Giovanile Sociale, e che tutto vuole salvo fare polemiche con le realtà partitiche. Piuttosto, si tratta di far emergere alcuni dati di fatto che ci proiettano (forse, spero) in una dimensione nuova del fare politica per il bene della comunità.
Leggo ora i commenti, e integro la risposta di Marco che penso sia già esauriente:
1) l’alternativa al nucleare si chiama energia rinnovabile: non solo impianti fotovoltaici di enormi dimensioni sui campi, ma micro eolico, microvoltaico, geotermico. La Puglia, pur nei suoi limiti, produce già energia superiore alle richieste.E poi, ridurre gli sprechi, attraverso campagne di sensibilizzazione che partano dalle scuole, dall’educazione civica ed al rispetto dell’ambiente. Percorsi di formazione permetterebbero cosi di diffondere in tutta la cittadinanza l’idea che “un altro modo di produrre e consumare è possibile”.
2) l’APM è del Comune per il 96% circa, ed anzi lo stesso ricava profitti dalla gestione di questa azienda. 100% di gestione pubblica? SI. Nuove forme di organizzazione diretta e cogestione delle comunità? SI. Lancio di una grande campagna “50 litri d’acqua per tutti” (secondo le norme ONU) attraverso il miglioramento della rete idrica e della qualità dell’acqua di rubinetto, sì da renderla fruibile a tutti.
3) niente da aggiungere a quanto scritto da Marco. La decenza e la dignità negli altri Paesi bypassano la legge di gran lunga.
Un’ultima cosa: si può disegnare, attorno a queste questioni, una società nuova che faccia davvero della condivisione l’elemento centrale del vivere civile. Mi spiego: ben oltre i rischi delle centrali nucleari, la potenza delle rinnovabili diffuse sta nel poter essere gestite da ciascuno e da tutti. Non sarebbe venduta da qualcuno a un consumatore, ma sarebbe superata la stessa logica di vendita attraverso la produzione diretta di energia. Stessa cosa per l’acqua.
E’ questo un orizzonte, verso cui ci dirigiamo volenti o nolenti, che può trasformare il sistema produttivo e democratico del nostro Paese, facendo uscire dal mercato i beni (diritti?) indisponibili (l’acqua, l’aria, il sapere, l’informazione-tramite internet-) e dando a tutti la possibilità di usufruire dei beni comuni (vento, sole, terra).
La grandezza di questo referendum sta nell’aver reso concreta l’utopia di un’Italia di questo tipo.
Senza voler fare tanta polemica.. prima si dice che è vittoria del Bene Comune poi gli si colora di politica con affermazioni “Tralascio gli altri partiti, che nulla hanno a che vedere con progetti politici seri” e “…questa clamorosa distanza qualitativa e quantitativa tra i due voti va interrogata dalle forze della sinistra, che possono e vogliono costruire una società dei beni comuni… ”
Quindi tutto il 57% dei cittadini italiani che ha votato i referendum e il 61% dei maceratesi si riconoscono in forze politiche di Sinistra anche se non pienamente nei partiti della sinistra attuale… Non sapevo di essere uno di SINISTRA
michele de simone
ps: ho firmato i referendum sull’acqua ( e fatto firmare) e il mio 5 per mille va da anni a greenpeace….
La cosa bella, è proprio che quel 57% è fatto da persone di tutti gli schieramenti politici, che tuttavia si son ritrovate trasversalmente in tematiche che possono rappresentare il fondamento di un programma politico di radicale trasformazione. Liberali e neo-liberisti, nuclearisti e privatizzatori avrebbero dovuto votare NO al referendum. Hai ragione Michele, è interessante proprio notare questo. E penso che là stia il limite di una proposta politica della sinistra che non è capace di coinvolgere attorno a questi temi, come invece sul referendum si è fatto. Ricordo, giusto per la cronaca, che il solo Acquaroli (dunque 10% dei voti FdS e SEL) sosteneva i referendum… E questo è un problema degli altri come della sinistra stessa.
Si ma il problema penso sia trasversale… come ho detto e ritengo penso abbiano vinto il buon senso e le nuove generazioni… ho sempre votato a Destra e quello resta il mio ambiente… ma buon senso e nuove generazioni non sono rappresentate adeguatamente in nessuno degli schieramenti attuali… Penso serva un patto generazionale per dare voce a chi soffre le scelte scellerate di una non politica che da destra a sinistra vive di proclami e nulla più… dopo potremo continuare a dividerci ma non adesso…
Rispetto e condivido l’analisi contenuta in questo articolato intervento, pero’ mi sembra giusto, per una corretta informazione puntualizzare il ruolo Dell ‘ Italia dei Valori.
L’Italia dei Valori, si e’ fatta promotrice di tre referendum: nucleare, legittimo impedimento, acqua pubblica. Contemporaneamente, anzi, con una settimana di anticipo rispetto ad IDV ( esistono dei tempi precisi stabiliti dalla legge che determinano l’inizio della raccolta delle firme dal momento del deposito dei quesiti referendari) , i comitati civici iniziano la raccolta firme su due quesiti relativi alla privatizzazione dell’acqua. I temi referendari suscitano notevole interesse nei cittadini, essendo stata molto in piazza a raccogliere le firme, posso testimoniare che dei tre quesiti proposti da Italia dei Valori quello che suscitava piu’ dibattito era proprio quello sul nucleare, mentre i temi del legittimo impedimento, che non e’ un tema giustizialista, bensi’ di rIspetto della Costituzione, e sull’acqua pubblica, avevano una presa diretta da parte dei cittadini.
Tutte le raccolte sono andate a buon fine, come Italia dei Valori, nelle Marche abbiamo raccolto e certificato circa 20mila firme per ogni referendum, cioe’ 60 Mila firme. Un grande lavoro. Noi di IDV non abbiamo avuto l’aiuto di nessun partito, anzi, ci hanno deriso, all’inizio della raccolta. E parlo di partiti del centro sinistra.
Come sappiamo poi sono arrivati al voto due quesiti referendari proposti da IDV e i due sulla privatizzazione Dell ‘acqua proposti dai civici comitati. Inoltre, e’ stata l’ Italia dei Valori, e non il PD, a presentare ricorso, poi accolto, in merito alla leggina inganno inserita da Berlusconi nel Decreto Omnibus che tendeva a sospendere le decisioni sul nucleare e conseguentemente il referendum stesso che, a ragione, veniva vissuto da Berlusconi come il piu’ pericoloso, per raggiungere il quorum.
Ritengo che non sia stata una vittoria dei partiti, no, di nessuna coalizione e di nessun laboratorio, e’ stata la vittoria dei cittadini che, finalmente, hanno voluto partecipare in prima persona. Pero’ l’ IDv ha avuto un ruolo, sicuramente, ed e’ giusto che venga riconosciuto. Per me che sono un dirigente di questo partito, che ricopro un ruolo istituzionale importante e ne sento tutta la responsabilita’, essere stata in piazza tantissimo e in tante piazze non solo della provincia di Macerata a raccogliere le firme, aver passato ore e ore alla certificazione e alla catalogazione , visto il risultato ottenuto e la risposta dei cittadini, questo referendum ha dato tanto significato al mio fare politica.