La vittoria dei Comitati: SI festeggia

I commenti a caldo arrivati dalle organizzazioni pro-referendum e dai partiti
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La manifestazione dei Comitati venerdì scorso davanti allo Sferisterio

 

 

 

 

Internet e facebook sono i veri vincitori del referendum. Berlusconi stavolta è stato sconfitto dal web e da un nuovo modo di fare politica, quella dei Comitati che anche in provincia di Macerata (leggi) hanno sfruttato al meglio le nuove tecnologie riuscendo a organizzarsi nel modo più capillare possibile.  Il loro lavoro nasce da lontano, dalla raccolta firme iniziata la scorsa estate.

Il Comitato Referendario “2 Si Per L’Acqua Bene Comune! Si Per Fermare Il Nucleare!” di Macerata non nasconde la soddisfazione: “Nonostante il boicottaggio sistematico da parte dei grandi mass media, nonostante i tentativi trasversali di trasformare la campagna referendaria nell’ennesimo scontro politicista tutto interno al Palazzo, le donne e gli uomini di questo Paese hanno risposto con una straordinaria partecipazione al voto e con un’inondazione di SI. A Macerata città il 59,4 % dei votanti, in Provincia il 58,45 %, superando anche l’ottimo risultato nazionale e perfino il dato dell’affluenza alle elezioni provinciali, nonostante gli elettori siano stati richiamati per la terza volta in un mese alle urne. SI, la gestione dell’acqua dev’essere sottratta al mercato; SI, sull’acqua non si possono fare profitti. No al ritorno al nucleare. Questo hanno detto i cittadini maceratesi, questo hanno detto tutti gli italiani, vincendo una grande battaglia di civiltà. E’ stata una campagna straordinaria che ha attraversato ogni angolo del Paese con allegria e determinazione. Una mobilitazione popolare che ha dimostrato come un’intera società sia in movimento per la riappropriazione sociale dell’acqua e dei beni comuni e per riconquistare la democrazia.

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Striscioni al Monumenti dei Caduti di Macerata

Da oggi niente sarà più come prima. Con questo straordinario voto, per la prima volta dopo due decenni, il popolo ha sonoramente sconfitto le politiche liberiste e l’idea che l’intera vita delle persone debba essere assoggettata al mercato. Le donne e gli uomini di questo Paese hanno ripreso in mano il diritto a scegliere sul loro futuro. Hanno detto con meravigliosa chiarezza che un altro mondo è possibile, che la gestione dell’acqua dev’essere ripubblicizzata, che i beni comuni devono essere difesi, che un’altra democrazia è necessaria. Questo limpido voto dice anche quali dovranno essere i prossimi passi. L’abrogazione del famigerato decreto Ronchi richiede una nuova normativa. Dal 2007 è depositata in parlamento una legge d’iniziativa popolare,promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua con oltre 400.000 firme: dev’essere immediata portata alla discussione ampia e partecioativa delle isitutzioni e della società. L’abrogazione dei profitti dall’acqua richiede l’immediata riduzione delle tariffe pagate dai cittadini, nonchè la convocazione, ATO per ATO, di assemblee territoriali che definiscano tempi e modi della ripubblicizzazione del servizio idrico in ogni territorio. E’ stata una straordinaria traversata per l’acqua e la democrazia. E’ il tempo della festa. In tutte le piazze. Con tutte le donne e gli uomini che ci hanno creduto.Ora possiamo guardare al futuro con nuova fiducia”.

 

 

 

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Gianfranco Borgani oggi pomeriggio in piazza della Libertà

 

Festeggia anche Legambiente. “Con i SI vincono l’Ambiente, la Sicurezza e la Legalità”, scrive l’avvocato Gianfranco Borgani: “Al di la del dato politico, l’esito di questo Referendum è innanzi tutto culturale. Gli italiani in massa hanno voluto dire la loro su questioni essenziali per la loro vita: l’acqua pubblica, la sicurezza e la legalità. Ad una democrazia “plebiscitaria”, hanno finalmente dimostrato di preferire un modello di democrazia partecipata. Anche se l’effetto dei SI è abrogativo, la lettura che ne emerge è invece fortemente propositiva ed ora tutti, ma davvero tutti, dovranno  sforzarsi sul serio per cogliere il senso del movente di società che gli italiani hanno con evidenza dimostrato di preferire. Un movente che non sta nelle privatizzazioni dei beni pubblici, nei rischi e nelle segretezze del nucleare e nei privilegi inespugnabili dei potentati ma nella persona umana, nei suoi diritti fondamentali e nella comunità.

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Non mancano anche gli interventi dei partiti e dei loro esponenti.

L’IDV – Quattro SI che hanno dato, con la forza impetuosa e dolce di un vento democratico di rinnovamento e speranza, la spallata finale a questo governo opportunista e insensibile. In questo momento importante per tutti noi, l’IdV non può astenersi dal dichiarare con orgoglio di aver svolto un ruolo di primo nella strepitosa vittoria ottenuta. Eravamo noi a raccogliere le firme quando nessuno ci credeva. Noi a sensibilizzare l’opinione pubblica e a mettere in piedi con fatica e sacrificio questa straordinaria opportunità per tutti i cittadini: la libertà di poter decidere senza intermediari. Un successo eclatante. Per i cittadini in primo luogo, che hanno dimostrato di saper decidere del proprio futuro e di credere ancora nei diritti fondamentali  che riguardano tutti noi: salute, ambiente e giustizia. E siamo orgogliosi che le Marche, come sempre, si siano piazzate ai primi posti per affluenza alle urne e vittoria dei SI’. Subito dopo non si può referendum3-300x225sottovalutare il grande impatto politico che l’esito straordinario di questo referendum ha nei confronti del governo attuale. Berlusconi e la sua maggioranza hanno perso due volte, perché hanno contro la maggioranza dei cittadini e perché avevano lanciato la sfida astenzionistica sui 4 quesiti referendari che hanno clamorosamente perso. I meschini appelli lanciati per  l’astensionismo non hanno funzionato e ora il governo deve prendere atto di aver perso. Prima alle amministrative che hanno conclamato la strepitosa vittoria del centro sinistra e ora con la massiccia affluenza alle urne e la vittoria dei 4 SI. L’istituto costituzionale del referendum ha dimostrato di avere ancora tutta la sua importantissima attualità. E credo fermamente che, se i cittadini hanno partecipato così numerosi e coesi sulla riposta da dare ai 4 quesiti, significa che il nostro partito sta andando nella giusta direzione. Stiamo intercettando, sempre di più, il consenso popolare. E questo perché, come sempre e da sempre, siamo vicini alle esigenze e ai problemi veri delle persone.

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La festa dei Comitati in piazza della Libertà

IL PD MACERATA – “Il Partito Democratico di Macerata esprime la propria soddisfazione per il risultato referendario: anche a Macerata registriamo, insieme a tutti coloro che si sono impegnati su questo fronte, un duplice successo, il pieno raggiungimento del quorum e la risposta positiva della stragrande maggioranza dei votanti per l’abrogazione delle norme oggetto di referendum, segnale inequivocabile del pensiero dei cittadini su tali questioni. Di questa chiara volontà il governo dovrà tener conto. Un apprezzamento particolare vuole essere espresso per la risposta data sui quesiti relativi alla privatizzazione dei servizi idrici, risposta che deve ora essere da stimolo per una miglior gestione pubblica di questa essenziale risorsa: da questo punto di vista il consiglio comunale convocato per domani potrà con ancora migliore serenità e chiarezza apportare le modifiche statutarie che confermano una posizione della città in favore dell’acqua pubblica e di una gestione del servizio idrico sotto il controllo pubblico”.

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Daniele Salvi

 

 

 

 

DANIELE  SALVI (PD) – Il successo del referendum rappresenta un vero e proprio spartiacque nella storia recente del nostro Paese. Non solo perché erano quasi vent’anni che non si raggiungeva il quorum, ma per una serie di motivi che cercherò brevemente di esporre. Il primo motivo è che l’esito referendario è in piena continuità con quanto di straordinario è avvenuto il 29-30 maggio, cioè le grandi vittorie amministrative di Milano, Napoli, Macerata, etc., rappresenta un ulteriore colpo alla compromessa credibilità del Governo in carica, le cui indicazioni sono state pienamente disattese, anche dai suoi stessi elettori e sostenitori, e rafforza la volontà e l’esigenza di una svolta che nasce dal profondo malessere sociale che percorre il Paese. Il secondo motivo è che era percepibile (e se ne è potuto accorgere chi in particolare ha fatto la campagna elettorale per le amministrative) un sensibile interesse da parte dei cittadini che in alcuni casi andava anche oltre l’interesse per il voto politico-amministrativo. Il fatto che ci fossero temi concreti che riguardavano il presente e il futuro della vita di ciascuno di noi come il nucleare, l’acqua e il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, ha acceso fin da subito un interesse sulla consultazione referendaria che è via via progressivamente cresciuto. Ciò, tuttavia, non sarebbe bastato per spingere tante persone ad andare a votare, se contestualmente al pronunciamento su quesiti importanti non vi fosse stato nel corpo sociale l’esigenza diffusa di una svolta, indotta dai pesanti effetti della crisi economica. Il terzo motivo è stato il protagonismo dei giovani e l’uso delle nuove tecnologie. Giovani disposti a partecipare in massa ad un voto che aveva più che in altre circostanze il senso di una scelta concreta, utile ed efficace e una campagna referendaria che si è svolta nel passaparola virtuale e attraverso reti lunghe (come Internet) e corte, più che nelle piazze o organizzata in modo tradizionale. Ha giovato aver introdotto i temi del referendum, come è accaduto positivamente nel ballottaggio maceratese, già nell’ultimo scorcio della campagna elettorale amministrativa, quello più seguito dai cittadini, così come l’aver recuperato da parte dei media il precedente gap informativo negli ultimi giorni utili. Tuttavia, mi pare quella giovanile una partecipazione che dice anche quale idea della politica si stia facendo strada nelle nuove generazioni.
Infine, il quarto ed ultimo motivo è che questi referendum hanno segnato un cambio di clima, rafforzando quanto già era evidente nel voto amministrativo. Il pendolo della vita civile e sociale ha da tempo abbandonato i miti del privato a tutti i costi, dell’individualismo, del self made man o della sua versione italica del “ghe pénsi mi” e mi pare si sia inoltrato ampiamente nella domanda di un pubblico che non rinunci alle sue prerogative di tutela e sicurezza dell’interesse generale, senza per questo dover essere statalista, di un solidarismo che si coniughi con l’efficienza e l’efficacia delle risposte e un nuovo bisogno di essere squadra, di unità, senza il quale non si va da nessuna parte. Tornano al centro parole come “futuro”, “giovani”, “eguaglianza”, “legalità” e forse anche “politica”. Il terreno congeniale ad un nuovo centrosinistra che voglia affrontare con  consapevolezza e responsabilità la fase nuova che si è aperta davanti a noi.

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Michele De Simone

 

 

 

 

MICHELE DE SIMONE (LA DESTRA) – “Tutte le opposizioni anche a Macerata cantano vittoria e chiedono le dimissioni del Premier.  Ha vinto il buon senso, e hanno vinto le nuove generazioni. Buon senso e nuove generazioni che  al momento sono scarsamente rappresentate in ogni istituzione. Quindi prima che gli esponenti delle opposizioni cantino vittoria e prima che gli esponenti della maggioranza minimizzino il risultato, si chiedano come il loro operato sia orientato al buon senso e a soddisfare le esigenze dei cittadini. Ho votato SI ai referendum sull’acqua e sono di Destra e non ho votato contro il Governo, ho votato per tutelare un bene comune. Però questa vittoria non basta, serve un passo ulteriore ovvero ritornare ad una gestione veramente pubblica dell’acqua. E allora smantelliamo i carrozzoni delle partecipate (APM, ASTEA, ATAC, ATORMARCHE) governate da burocrati e trombati dalla politica che percepiscono fior di quattrini (che paghiamo noi con le nostre bollette). Carrozzoni occupati trasversalmente da tutti i partiti, anche da quelli che ora si dicono contrari alla privatizzazione.  Finita la campagna referendaria dimostriamo che non ha vinto l’ideologia”



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