Capponi attacca il centro sinistra
“Tenetevi il modello Ancona”

Conferenza con Blarasin, Pantana e Pistarelli sul ruolo del capoluogo. Il Fronte Verde si presenta. Livi risponde a Marangoni. Caliendo a Camerino
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Gianni Menghi, Fabio Pistarelli, Franco Capponi, Andrea Blarasin e Deborah Pantana

di Alessandra Pierini

Al grido di “Macerata torni ad essere capoluogo” questa mattina Franco Capponi e i  candidati maceratesi  della lista del Pdl Fabio Pistarelli, Andrea Blarasin e Deborah Pantana hanno incontrato la stampa all’Hotel Claudiani.
Tutti hanno concordato nella ferma volontà di restituire a Macerata il ruolo  che le spetta. «Il nostro contributo – ha sottolineato Fabio Pistarelli – deve essere di proposte e di idee per vincere la sfida verso chi tradisce per far parte di una coalizione che ha una serie di contraddittorietà».
Stessa lunghezza d’onda per Andrea Blarasin, ex assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, che ha ricordato la chiusura della Banca d’Italia e la politica sanitaria regionale, per poi proporre la sua ricetta per la città: «Il governo di centro sinistra è legato al presidente della Regione Spacca che governa però un altro territorio. Il metodo che noi ci eravamo dati nel 2009  è quello che riproponiamo: èil metodo dell’ascolto, del saper fare, della formazione per i giovani e della creazione di reti tra imprese. In tutto ciò la Provincia deve avere un ruolo di coordinamento e raccordare interventi e settori che devono dialogare tra loro».
Parla di metodo e di squadra vincente Deborah Pantana: «In un anno di governo il metodo Capponi è stato concreto e produttivo, il centro sinistra invece sa lavorare solo quando ci sono i soldi. In Provincia c’era una squadra di giunta e consiglio molto affiatata, in Comune a Macerata sono tutti contro tutti. Il nostro programma è lo stesso del 2009, manca solo la firma dell’Udc, è basato su valori e per questo dobbiamo fare una battaglia morale contro partiti legati non dall’ideologia ma dalla corsa alla poltrona».
Franco Capponi, candidato alla presidenza della Provincia, passa in rassegna le priorità quali la strada Mattei-La Pieve, lo svincolo di San Claudio (per il quale servono 12 milioni di euro), una strada intervalliva, uno schema dei parcheggi: «Sarebbe stato importante avere in Comune di Macerata una coalizione di centro destra, noi siamo disposti a collaborare anche con l’attuale amministrazione purchè sia in grado di fare proposte concrete e fattibili».
Capponi non ha trascurato l’argomento università: «Gli atenei sono, per numero di dipendenti, le aziende più grandi della provincia e hanno rischiato di scomparire. Questo perché Ancona quando è in difficoltà e non ha più niente da dar da mangiare ai suoi ristretti mangia il territorio. E’ sbagliato per Pettinari seguire il modello Ancona che è nemico di questa provincia. Qui la Regione non ha mai investito un euro in infrastrutture e nessun treno nazionale ferma in una stazione della provincia. Se questo è il modello Ancona se lo tengano».
Il candidato presidente prende anche le difese di Stefania Craxi, sottosegretario degli Esteri, che aveva paragonato la sinistra alla mafia: «La Craxi ha detto, forse con termini troppo forti, che qui tutto sembra gestito sotto banco dalla sinistra e in effetti tutti i posti di potere sono controllati dal centro sinistra. Hanno ceduto la nostra dignità ad Ancona, noi la riprenderemo».

E’ stata presentata questa mattina anche la lista del Fronte Verde e in particolare la candidata maceratese del movimento Francesca Ciucci. I temi cardine su cui si basano gli ecologisti del partito sono il regolamento al fotovoltaico e l’incentivazione al progetto dei tetti fotovoltaici. «Abbiamo trovato – spiega Tonino Quattrini, esponente del Fronte Verde –  nella coalizione di centro destra e in Franco Capponi affinità sui temi ambientali per cui ribadiamo il nostro sostegno, mentre non  riusciamo a capire come Francesco Acquaroli, candidato  Sel, possa definirsi ambientalista quando dopo anni della sua amministrazione a Morrovalle non ci sono neanche le fogne».

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SIMONE LIVI (LA DESTRA) RISPONDE A MARANGONI – “Dispiace dover rispondere alle squallide accuse lanciate verso il sottoscritto sulla stampa dal candidato presidente Enzo Marangoni, evidentemente impegnato a ricercare pubblicità e visibilità sui media piuttosto che a parlare di progetti e programmi per il territorio. In merito al comunicato stampa del signor Marangoni tengo a precisare che in un caso, a Sarnano, la persona incaricata di affiggere i miei manifesti ha sbagliato il numero di spazio dove attaccarli e, senza coprirne alcun altro, ne ha affisso uno nel posto destinato a Marangoni. Si è, quindi, trattato di un mero errore materiale, del quale certamente ci scusiamo con l’interessato, ma che non è evidentemente stato fatto in malafede come invece si vorrebbe far credere. Lo stesso candidato presidente Marangoni fa poi riferimento alla zona di Fiastra ignorando probabilmente il fatto che si tratta di una circoscrizione dove il sottoscritto non è candidato. In più occasioni manifesti miei e del mio partito sono stati imbrattati o strappati, ma non abbiamo mai avuto interesse a polemizzare su quelle che consideriamo stupidaggini. Per il sottoscritto e per La Destra è molto più importante far capire agli elettori il nostro progetto e le nostre idee per il territorio. Per Marangoni, invece, le priorità sono altre. Ne prendiamo atto così come, ne siamo certi, faranno gli elettori al momento del voto.

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IL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO, TORNA A CAMERINO – Due giorni a Camerino per la campagna elettorale, ma anche per mantenere fede a una promessa ed incontrare le istituzioni. Il sottosegretario alla Giustizia, sen. Giacomo Caliendo, sarà nella città ducale domenica 8 maggio per partecipare, insieme al senatore Salvatore Piscitelli, al Consigliere Regionale Francesco Massi, al candidato alla presidenza del consiglio provinciale Franco Capponi e al candidato consigliere Gianluca Pasqui, a una cena con i rappresentanti del Popolo della Libertà dell’Alto Maceratese che si terrà al ristorante Etoile di Camerino.

Il sottosegretario Caliendo si fermerà poi nella città ducale per incontrare, il 9 maggio, le istituzioni cittadine. Sarà l’occasione per mantenere fede alla promessa fatta nel marzo scorso, quando il senatore Caliendo, ospite del senatore Piscitelli e del vicesindaco Pasqui, si impegnò a seguire personalmente l’intero iter procedurale per la costruzione del nuovo carcere di Camerino. Oggi, a distanza di un anno, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con le istituzioni interessate e si attende solo l’ufficialità per l’avvio dei lavori. La visita del sottosegretario alla Giustizia, sen Giacomo Caliendo, sarà però anche occasione per tornare a parlare delle problematiche riguardanti il Tribunale di Camerino, della mancata nomina del giudice di pace e, in particolare, del futuro della Facoltà di Giurisprudenza di Unicam.

Dopo l’incontro con le istituzioni, per fare il punto sulla visita e poter così informare l’intera cittadinanza, si terrà una conferenza stampa (ore 10, la sede sarà comunicata nel tardo pomeriggio o nella mattinata di domani) a cui tutti gli organi di informazione sono invitati a partecipare.

 

 

 

 

 



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