Magdi Allam a Macerata
attacca Fini e l’Udc

Il parlamentare europeo sostiene la candidatura di Capponi con la lista "Io Amo Macerata" e propone l'assessorato all'immigrazione
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Franco Capponi e Magdi Allam

 

di Alessandra Pierini

Spillette con il logo del partito “Io amo l’Italia” appese alle giacche dei sostenitori ma anche dei tanti esponenti del Pdl presenti, compreso il candidato presidente Franco Capponi, un banchetto di libri in vendita, grossi totem elettorali per le provinciali con il volto di Capponi e i simboli dei partiti della coalizione di centro destra e la bandiera bianca di “Io Amo l’Italia”: sono questi i simboli che hanno trasformato questa mattina la Galleria Scipioni e che hanno accolto a Macerata Magdi Cristiano Allam, parlamentare europeo leader del partito, arrivato a sostenere la candidatura di Franco Capponi con 4 guardie del corpo e un seguito di Polizia e Carabinieri.

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Franco Capponi, Magdi Allam e Maria Mengarini

Allam accenna nell’apertura del suo intervento alla situazione politica nazionale che definisce «in uno stato di preoccupante degrado» e propone il suo modello di sviluppo, mettendo al centro i valori e la persona. Affronta i temi cardine del suo fare politica in un’ottica filosofica che, per un po’, ne fa quasi dimenticare l’impegno politico. «A Macerata daremo un contributo specifico sul tema dell’integrazione. Bisogna definire un modello di convivenza che ci porti all’amore verso l’altro per questo proponiamo un assessorato all’identità e all’integrazione che riporti al centro i valori essenziali quali la sacralità, la dignità della persona e la libertà di scelta, soprattutto religiosa. Dobbiamo ristabilire le regole della cittadinanza che ha diritti e doveri, mentre siamo in una cultura che valorizza i diritti e la libertà a scapito delle regole».

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Magdi Allam affronta anche la situazione internazionale, i problemi dell’immigrazione clandestina e del potenziale arrivo di milioni di profughi, rivendicando la centralità del ruolo delle piccole e medie imprese: «Le rivolte popolari in Africa sono causate da una economia squilibrata e dall’assenza di un ceto medio. In Italia sono arrivati 25.000 tunisini e africani e questo è bastato a provocare un conflitto nell’Unione Europea, ma in futuro potrebbero arrivare milioni di immigrati e potrebbero chiedere asilo politico. Il Governo sbaglia quando immagina di rimpatriarli, bisogna invece fare opera di prevenzione e incentivarli a risiedere a casa loro in modo dignitoso. I nostri piccoli imprenditori potrebbero contribuire alla creazione della classe media».

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Solo a questo punto, Magdi Allam eletto al Parlamento Europeo nel 2009 come capolista dell’Udc torna politico, affronta la questione nazionale e si toglie qualche dente prima verso il partito dello scudo crociato per poi attaccare Gianfranco Fini il cui partito nella provincia di Macerata sostiene lo stesso Capponi: «Sono stato capolista Udc nel nord est Italia, non ho mai avuto la tessera del partito e quando Casini, politico fine,  mi chiese di essere capolista, mi invitò a dichiarare di essere un indipendente perché, mi spiegò, se avessi dichiarato di essere dell’Udc non mi avrebbe votato nessuno. Oggi sono parlamentare di “Io amo l’Italia” perché ritengo che servono posizioni chiare sui valori di fondo. Non si può stare un giorno con chi è per la vita e un giorno con chi è per l’aborto come fa l’Udc. Oggi è velleitario anche dire se un politico è di destra o sinistra, prendiamo ad esempio Gianfranco Fini, è difficilissimo definire la sua appartenenza, potrebbe essere di destra, sinistra o di centro, insegue il potere, sosti quel che costi».

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Maria Mengarini, Fabio Pistarelli e Magdi Allam

Franco Capponi ha accolto con calore il parlamentare: « Mi sono innamorato delle idee di Magdi Allam leggendo il suo ultimo libro. Abbiamo fatto una scelta ideale che si basa sui valori che “Io amo l’Italia” rappresenta. Sentiamo il problema dell’integrazione degli amici extracomunitari e stiamo facendo progetti importanti per il futuro. ». Il candidato presidente del centro destra ha poi attaccato i suoi avversari: «Noi abbiamo una proposta forte e non una marmellata fatta per conquistare il potere. Chi si definisce moderato non può allearsi con una estremità come è l’Idv di Di Pietro o con un Pd che da anni guarda dal buco della serratura senza proporre nulla».
L’incontro si è concluso con una lunga coda che ha pazientemente atteso che Magdi Allam autografasse copie dei suoi libri. Anche Fabio Pistarelli ha avuto una dedica personalizzata.

(Foto di Guido Picchio)

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