I lavoratori autonomi sollecitano la Regione
contro l’accertamento bancario e fiscale
Ancora non è stata discussa la mozione presentata il 28 maggio
di Alessandra Pierini
Le Marche sono, insieme al Veneto, la Regione in cui le microimprese rivestono la maggiore importanza e la loro presenza significativa sta risollevando le sorti della crisi. Il Movimento in difesa dei lavoratori autonomi maceratesi non ci sta ad accettare indagini finanziarie finalizzate agli accertamenti fiscali che hanno il sapore di un accanimento governativo nei confronti della categoria. La situazione è esattamente la stessa in tutta Italia ma i lavoratori autonomi maceratesi sono i primi a reagire e a prendere l’iniziativa.
«L’accertamento bancario – ha spiegato il Presidente Manuel Seri, nel corso di una conferenza convocata dal Movimento dei Lavoratori autonomi- prevede che l’Agenzia delle Entrate possa chiamare i contribuenti a rendere conto di versamenti e addebiti sul proprio conto. Per gli accertamenti ci può stare, ma in caso di pagamenti effettuati ad esempio con carta di credito o in contante, non sempre il soggetto che ha una partita iva, riesce a giustificare una spesa e se non riesce a giustificarla quella spesa sarà considerata una cifra evasa. In questo modo qualunque partita iva è potenzialmente soggetta ad un esproprio di stato. Chiediamo che gli accertamenti bancari e le indagini finanziarie, strumenti utili nella lotta all’evasione, vengano usati con criteri rispettosi e corretti e in caso di grave sospetto di evasione o di frode fiscale. Per questo abbiamo chiesto l’interessamento della Regione. Delle nostre esigenze si è fatto portavoce il consigliere regionale Francesco Massi che il 17 dicembre 2009 presentò una mozione, mai discussa. In seguito alle elezioni, i consiglieri regionali Francesco Massi, Francesco Acquaroli e Erminio Marinelli hanno presentato il 28 maggio 2010 una nuova mozione. Anche questa continua a slittare senza risposta.»
Il documento presentato al consiglio regionale contiene diverse richieste. In primo luogo appunto l’esistenza di specifiche situazioni indizianti, poi l’introduzione di un soggetto terzo che potrebbe essere un giudice della Commissione tributaria che autorizzi l’indagine. Nella mozione si suggerisce anche una diversa organizzazione dell’Agenzia delle Entrate come sottolinea lo stesso Seri: «L’agenzia delle Entrate è sottoposta ad un budget annuale e questo non può essere un parametro utilizzato in questo caso perciò va eliminato, come vanno eliminati gli incentivi interni . Chiediamo inoltre l’introduzione del principio di corresponsabilità nella condanna alle spese processuali da parte del responsabile del procedimento impugnato e l’eliminazione del diritto d’appello per l’Amministrazione Finanziaria. Ci chiediamo perché la mozione non venga messa in discussione visto che riguarda trasversalmente tutti i possessori di partita iva. A marzo ebbi l’occasione di incontrare l’allora ministro Scajola e gli proposi queste modifiche ma non ottenni nulla. Ora non siamo più disposti ad attendere.»
Francesco Acquaroli, consigliere regionale del Pdl, ha sottolineato l’importanza dei lavoratori autonomi per il nostro territorio: «Capisco che la questione è scottante e per questo viene sempre inserita agli ultimi punti ma è importante lottare contro l’accanimento e l’ossessione. Il messaggio che vogliamo dare, senza farne una questione di bandiera politica, è che i lavoratori autonomi vanno difesi, poiché sono quelli che credono nel territorio e ad esso si dedicano, in esso investono. I nostri lavoratori hanno qui i loro interessi e la loro autonomia per questo crediamo che la Regione debba farsi carico di impegnarsi e di aprire un dibattito volto a difendere una categoria importante di lavoratori. Spesso si dà spazio a questioni insignificanti che ai cittadini non interessano, i problemi degli italiani sono altri, prima di tutti il lavoro.»


Credo ci sia un errore nella destinazione della …..missiva.
Non sarebbe piu’ credibile un interessamento di questi signori diretto a chi ha responsabilità di governo nazionale?
Perchè su una cosa fatta dal governo nazionale e che ritengono ingiusta vogliono indirizzare la polemica verso la regione?
“…ma in caso di pagamenti effettuati ad esempio con carta di credito o in contante, non sempre il soggetto che ha una partita iva, riesce a giustificare una spesa e se non riesce a giustificarla…”
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Se faccio una qualsiasi spesa (acquisto dvd, acquisto macchina fotografica, acquisto detersivi, acquisto una camicia ecc. ecc. ecc.) saprò pure che cosa cavolo ho comprato, no?
Cosa allora devo giustificare?
Oppure c’è qualcuno che entra in un negozio a casaccio e dice: “non so cosa cavolo comprare, mi dia qualcosa per 500 euro, me lo metta in una busta (che poi a casa butterò/dimenticherò in cantina): mi faccia una sorpresa, non voglio nemmeno guardare cosa mi da”
Oppure si intende che se uno, per 10 anni, guadagna 100 lire l’anno (cioè 1.000 lire in 10 anni) poi non riesce a giustificare, spese personali, per 10.000 lire (cioè 10 volte tanto ha guadagnato in 10 anni) tutte assieme???
Perchè in questo secondo caso sarebbe interessante comprendere questa strana “economia domestica”: se ho guadagnato 1.000 (e non ho altri introiti di alcun tipo) voglio proprio capire come sia possibile spenderne 10.000 (senza ricorrere a prestiti, mutui, strozzinaggio, evasione)