Corso Cairoli non dorme sonni tranquilli:
“Conviviamo con furti e atti vandalici”
L'inchiesta tra la gente
di Alessandra Pierini
e Eros Mandolesi
Non è stato ancora ripristinato il distributore di schede telefoniche, all’esterno del negozio di Eros Sardella, preso di mira nella notte tra la domenica di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo e probabilmente non funzionerà più: “Per me non è un gran guadagno – ci dice Eros – era piuttosto un servizio ai clienti. Ora il distributore è da buttare. Hanno rotto due lucchetti e li hanno portati via e nessuno ha sentito niente. Eravamo stati derubati anche il 6 gennaio, avevano tolto 4 file di mattoni, storto le grate e avevano spaccato tutte le vetrine sempre senza che nessuno se ne accorgesse.” Eros non ha idea su chi possa essere stato. “Sicuramente è qualcuno che conosce bene i movimenti della via e gli orari migliori per agire. L’unica soluzione che mi viene in mente sono le telecamere, una all’inizio e una alla fine della via, potrebbero aiutare.”
Eros Sardella non è l’unico a lamentarsi e molti altri commercianti hanno avuto a che fare con furti e atti di vandalismo. Mario e Daniel Tartabini, rispettivamente padre e figlio titolari del negozio “Bottega del parmigiano frutta e verdura” lungo corso Cairoli dicono che la situazione ormai da tempo inizia ad essere preoccupante. “Un paio di mesi fa anche noi siamo stati derubati. Sono entrati dalla porta posteriore del negozio ed hanno portato via quelle poche cose utili, visto che vendendo frutta e verdura non abbiamo merce costosa. Sempre più numerosi sono gli extracomunitari. Proprio l’altro giorno, ho avuto un diverbio piuttosto acceso – dice Mario – con una signora di colore che pretendeva di prendere dei pomodori da una cassetta al di sotto di quelle poste al servizio della clientela. Al mio richiamo mi ha dato addirittura del cane”. Proprio mentre parliamo con i due titolari del negozio entra una signora anch’essa di colore, cliente abituale del negozio.
Mario ci comunica che dal 1 maggio entrerà in servizio una guardia notturna pagata dagli stessi commercianti che terrà sotto controllo la zona dalle 22.00 alle 6.00 del mattino, la fascia oraria più pericolosa. Saranno in molti ad aderire. Durante le ore diurne, ci sono infatti i carabinieri di quartiere che controllano il corso e le vie del centro, ma sono rari i furti alla luce del sole. Adamo Angeletti titolare del “Tabacchi Corso” ha subito un furto anni fa: “In questo momento sembra che la situazione sia tranquilla anche se qualche tempo fa ci hanno graffiato con un taglierino le vetrate e in passato ci hanno rotto il distributore esterno con l’acido. Mi hanno detto che c’è un gruppetto di bulletti che commettono atti vandalici per la zona, non so se siano loro o meno, ma di fatto ogni tanto accadono episodi spiacevoli. I carabinieri di ronda ne sono al corrente e stanno controllando.” Anche Adamo Angeletti aderirà dal 1 maggio al servizio di sorveglianza notturna. Non tutti però sposano questo accorgimento. La signora Angela Bianchini, titolare di una macelleria, è una voce fuori dal coro e non reputa importante questa accortezza per il suo negozio. “I miei incassi – dice la signora Angela – non sono di certo paragonabili con quelli di bar o tabacchi, non ho mai avuto problemi di questo genere e mi auguro di non averne in futuro. Qui invece vengono in molti a chiedere la carità, passano regolarmente e ormai li conosco tutti.”

Spostandoci verso l’inizio di Corso Cairoli in direzione dell’Ospedale, scopriamo che le attività che non hanno subito furti rappresentano delle eccezioni. Le loro finestre posteriori danno su un vicolo buio e non transitato al quale si accede scavalcando un cancelletto di poco più di un metro di altezza. Valeria Scarafoni dell’attività “Non solo miele” ha ritrovato la mattina del 7 gennaio il negozio sottosopra. “Anche qui – ci racconta – sono entrati dalla finestra, rimuovendo i mattoni. Sono quasi convinta che abbiano sbagliato finestra, l’hanno confusa con quella del centro di telefonia comunque mi sono sentita violata e non è affatto piacevole. Non abito da queste parti ma durante il giorno si vedono molti soggetti poco raccomandabili.” Dello stesso avviso anche Franco Galassi, titolare della vicina tabaccheria: “Ci sono molti individui che passano le giornate lungo Corso Cairoli, immagino quindi che lavoreranno la notte per vivere. Noi abbiamo avuto un furto nel mese di dicembre, sono entrati dal muro e hanno portato via tutto.” Franco e sua moglie sono amareggiati e rassegnati e non vedono soluzioni: “Non c’è niente da fare, abbiamo potenziato il sistema d’allarme ma non aderiremo alla sicurezza privata, non ci sembra che possa esserci d’aiuto.”

I furti non hanno risparmiato neanche il Bar “Nuovo Mondo” gestito da una famiglia di cinesi. Katia ci mostra la porta scassinata e con un italiano un po’ stentato ma con tanta voglia di comunicare l’accaduto ci dice: “Sono venuti la stessa notte che sono andati a “Le Quattro porte”, sono entrati e hanno portato via tutti i soldi del videopoker, ce ne sono tre ma ne hanno rotto solo uno, forse sapevano che lì c’erano i soldi.”
Se la prende con le istituzioni e i politici un gruppetto di pensionati che staziona lungo la via sulle panchine a disposizione: “Non ci possiamo far niente, ma se fossimo noi a comandare gliela faremo vedere. Chi ruba commette un atto grave e deve essere punito” ci dice un arzillo vecchietto. “Con i lavori forzati” gli fa eco un altro. Ce n’è per tutti i gusti, per Berlusconi, per il Sindaco, per i candidati e per i carabinieri di quartiere ma neanche la saggezza popolare riesce in questo caso a consigliarci le misure da prendere contro questa, speriamo anomala, ondata di furti e vandalismi.
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La lettera di Eros Sardella e i commenti dei cittadini:






Eppure Meschini ha sempre negato che ci fossero problemi di sicurezza……..
Fece pure una conferenza stampa qualche tempo fa al riguardo
La mia famiglia abita in via Marchetti e conosco la situazione, mi occupo di studi sulla criminalità e la sicurezza urbana e spero di parlare con cognizione di causa. Corso Cairoli e le vie limitrofe rappresentano una situazione in costante peggioramento. Se la zona è viva di giorno, grazie ai negozi, alle attività e ai servizi presenti, di notte si trasforma. Vie poco illuminate, nessun bar o negozio aperto dopo le 20.30, giardini lasciati in una situazione di degrado ed abbandono. E di conseguenza: siringhe, aumento degli scippi e dei borseggi, insicurezza, etc…E, ancora, di conseguenza: abbandono del territorio da parte dei residenti, svalutazione delle case, diminuzione degli affitti.
Basterebbe qualche iniziativa semplice e Corso Cairoli e le vie limitrofe potrebbero essere di notte tanto vive ed attraenti così come lo sono la mattina. Perchè, per esempio, nessuno ha mai pensato ad una pasticceria aperta tutta la notte (come Nino, per intenderci) dove i ragazzi tornati dai locali possono fare colazione??? Perchè nessuno ha mai pensato ad aprire un pub solo per fare un esempio immediato? A cosa serve mettere una telecamera quando non cè nessuno che previene il potenziale reo?
E se pensate che la colpa sia degli stranieri vi sbagliate alla grande!!!anche macerata, seppure non ai livelli di milano o altre metropoli, è destinata a diventare una città multuculturale…l’equazione STRANIERI=CRIMINALITà è stata smentita in ogni ambito accademico criminologico…e poi lo ripeto per l’ennesima volta: parlare di extracomunitari è sbagliato!!!La comunità europea non esiste più da un pezzo, casomai si parla di unione europea…almeno le basi…
@David Del Bianco
concordo in pieno…soprattutto sul discorso degli extracomunitari…
Vero che gli studi dicono che stranieri-criminalità non sono correlati ma ricorderei che, sempre gli studi, dicono che non c’è la crisi, che Macerata è “un giardino felice” e, cosa più importante, che a Porto Recanati la presenza di stranieri è bassa e ben integrata.
Questa è politica.
Se poi si apre la porta e si esce fuori, ci si accorge che a ragionar con la propria testa ci si guadagna.
Controlli inesistenti, degrado sociale e aumento della popolazione irregolare in città hanno portato macerata a scoprire la “delinquenza”.
Sono anni che vige una sorta di anarchia dove non è più possibile capire “chi controlla chi”, una sorta di far west dove ognuno sbraccia per trovare i propri spazi occupando quelli degli altri.
Vero è che i “malviventi” (per non usare il desueto e fastidioso “extracomunitari”) sono decisamente più svegli e “vissuti” della popolazione maceratese e sanno fare il fatto loro senza troppo rumore. Quindi, cone detto nell’altro intervento, sanno sfruttare l’inefficenza endemica di un paesino che inizia ad accorgersi ora di essere una città.
Una città in cui, volenti o nolenti, la situazione è degenerata grazie a quel clima di “amicizia paesana interessata” che non sapeva di poter scadere a questi livelli.
Trovo a dir poco spiacevole che si possano commentare notizie del genere smentendo non già l’idea comune, ma la realtà dei fatti di chi (come i commercianti intervistati) vive ogni giorno il disagio di questa situazione.
Ciò, tuttavia, è solo una mia opinione
io “mi sento come corso cairoli” dato che qualcuno mi controllava durante il mio tempo libero,le mie ferie.Mi hanno controllato quando scrivevo su facebook(nov-dic.2009)infatti mi hanno sospeso dal lavoro senza retribuzione.Probabilmente stanno controllando anche cio’ che scrivo su cronache maceratesi….qualcuno dice che questa è diventata la societa’ del controllo.ANCHE ILLEGITTIMO.VIVA LA LIBERTA’ DI PENSIERO!!!!!
io spero che la prossima gestione del comune, chiunque essa sia, si renda conto che qualcosa bisognerà fare per porre rimedio e scoraggiare fenomeni di questo tipo, daltronde basterebbero poche azioni come mettere le telecamere di notte nelle zone nevralgiche del centro e nelle vie come corso cairoli e cavour, chissenefrega della privacy, tanto siamo comunque pieni di telecamere dappertutto, poi magari con il contributo parziale dei commercianti si potrebbero rafforzare (per non dire creare) i controlli notturni con agenti/ronda, tanto a noi commercianti un furto subito, solo per ripristinare i locali, senza considerare l’entità della refurtiva costa molto di più…così si risolverebbe anche l’altro problema dei vandalismi fatti a sfregio dai ragazzi, degli schiamazzi notturni, delle pipi varie fatte sui portoni ecc. ecc. eccc.
In fondo Macerata è una bella città e ci si vive bene, basterebbe solo un po’ di buona volontà!!! BASTA POCO CHE CE VO’!
AMARTHYA SEN -LO SVILUPPO E’ LIBERTA’
Perche’ non c’è crescita senza democrazia
Il punto di vista delle liberta’=il conflitto è fra UN VALORE FONDAMENTALE e l’insistenza dogmatica sul principio che si devono seguire le tradizioni esistenti o obbedienza verso le decisioni di autorita’,religiose o laiche,che impongono il rispetto di CERTE tradizioni,REALI o IMMAGINARIE.
E’ vero,Macerata è una bella citta’!
connessione fra incapacitazione(deprivation of capabilities) e basso reddito..quest’ultimo influisce sulla salute,sull’istruzione..quindi diminuiscono le capacita’ di un individuo.
Poverta’ =privazione di capacitazioni fondamentali anziche’ come pura e semplice scarsita’ di reddito.Questa societa’ è denominata come opulente in realta’ c’è un alto tasso di disoccupazione+mancanza di reddito+effetti debilitanti sulle liberta’,sull’iniziativa e sulle capacita’ personali+esclusione sociale e attacco alla salute psico-fisica.A.SEN=premio nobel per l’economia 1998
J.RAWLS la priorita’ delle liberta’=teoria piu’ influente tra le teorie contemporanee della giustizia=I DIRITTI HANNO UNA PRIORITA’ ASSOLUTA.
@a mamo:
1. non faccio politica
2.la parola extracomunitari non è desueta o fastidiosa: è errata e dimostra scarsa cultura…la COMUNITà EUROPEA NON ESISTE PIù…
3.da Lombroso in poi la criminologia ha fatto passi da gigante…provi ad approfondire qualche teoria…La prevenzione situazionale per esempio è un buon inizio…
4.far west, amicizia paesana interessata…le parole che lei usa non hanno un minimo fondamento accademico o scientifico…
5.l’idea dello straniero che viene da fuori a commettere reati è fuori luogo se non è supportata da dati…Lei per caso possiede i dati della questura dai quali ha appreso la provenienza degli autori di reati???
La tematica della in/sicurezza necessita di precisione e correttezza analitica…io parto da un dato di fatto: corso cairoli mostra due volti, la mattina è viva e vissuta dalla gente…la sera si caratterizza per un’assenza di persone che lascia il campo libero alle attività illegali. Cominciamo a modificare gli usi del quartiere e rendiamolo fruibile anche di notte….
E questa non è politica, ma (a casa mia) significa ragionare col cervello. Il qualunquismo lo lascio agli altri…
per carita’ nessuno dice che solo gli stranieri delinquono(noi italiani in questo non siamo dei santi) ma se osservate bene si vedono 20 extracomunitari che bazzicano tutti i giorni dalla mattina alla sera corso cairoli e qui mi sorge un dubbio?come mangiano chi gli danno i soldi della benzina come fanno a giocare sempre alle slot come fanno ad vere una macchina chi gli li da i soldi per le sigarette come fanno a mantenere le loro numerose famiglie?forse a loro gli euro li porta la cicogna?
@ Macerata Granne
Ma che domande fai ? E’ chiaro….lavorano di notte poverini…
Scherzi e battute a parte, a me l’idea che più piace per invertire la tendenza è quella di ravvivare un pò la zona il dopo cena…ma oggettivamente al momento non c’è nulla che possa attirare le gente in corso Cairoli la sera…ad esempio c’era il cinema ma sappiamo tutti che fina ha fatto….
c’era il famoso bar torresi aperto fino a tarda serata poi anche li è arrivata un altra banca,il bello è che se aprisse un pub dopo 4 giorni lo farebbero chiudere per le lamentele delli vecchi perche li i rumori loro li sentono ma se ti sfasciano il negozio tutti a fare il gioco delle 3 scimmie.
Salve,
allora vorrei specificare quanto ho detto…la questione non è se gli stranieri commettano più o meno reati degli italiani…non mi interessa…qui qualcuno pensa che eliminando gli stranieri allora il crimine o la devianza possano diminuire o addirittura scomparire…la questione è intervenire sulla criminalità e sulla devianza rendendo più attraente e fruibile il territorio.
Vorrei ricordare che la prevenzione e la repressione della criminalità rientrano a pieno titolo nella tematica della qualità della vita e non solo in una questione prettamente criminologica…
@ Del Bianco
il mio intervento non era un attacco diretto a lei ma un totale dissenso a quanto formulato nell’intervento stesso. Mi spiace l’abbia presa sul personale e le chiedo venia se posso aver dato modo di pensare questo.
le statistiche relative a reati commessi da individui extracomunitari si differenziano fortemente tra regolari e irregolari. Questi ultimi sono coloro che ne commettono la stragrande maggioranza (circa i 4/5), mentre i regolari risultano commettere (in proporzione al numero) meno reati degli italiani stessi.
Dopo quasi 15 anni di meefreghismo elettorale e di pensare soltanto ai fatti propri fregandosene della colettività ecco che i guasti cominciano a venire a galla.
Quando l’imperativo è “salviamoci le chiappe” (leggi e leggine ad personam) e “arricchiamoci per quanto possibile” (evadiamo) fregandocene del prossimo e dei cittadini ovvio che, dopo 15 anni di cattivi e ripetuti esempi a livello nazionale, anche a livello locale qualche guasto lo si comincia a vedere.
Con il suo modo di fare che scimmiotta Napoleone il diversamente alto, e la sua masnada di pirati, alla fine sono riusciti a tirare fuori il peggio dalla gente.
Suona un allarme? Picchiano quacuno? Sento i vetri di un negozio che vanno in pezzi?
Mi giro dall’altra parte e faccio finta di non vedere poichè il ragionamento è semplice: NON sono affari miei, NON ci guadagno qualcosa, NON risolvo li problema ed ho TUTTO da rimettere e NULLA da prendere…..
Per fortuna che Silvio c’è e che lui e i suoi tantissimi amici danno sempre il buon esempio…..
@mamo: ahhah…non si preoccupi sono molto contento di confrontarmi con chi la pensa in modo diverso da me e sebbene non ho preso la sua risposta come un affronto personale, tuttavia questioni come la criminalità e la sicurezza urbana non possono essere trattate con leggerezza e superficialità e ogni situazione deve essere valutata attentamente. Pensi che (pur agendo con le migliori intenzioni) talvolta best practices implementate con successo in un determinato contesto, risultano disastrose in altri…è quindi opportuno agire sul campo attraverso gli strumenti che la ricerca scientifica offre e poi, sulla base di questi, porre in essere interventi mirati.
Mi piacerebbe sapere il suo punto di vista…
Il Corriere di Como
Dal Corriere di Como, edizione di oggi:
Polizia, il sindacato chiede più mezzi e più uomini
Domenica 11 Aprile 2010
Ieri mattina il congresso provinciale del Silp Cgil
(f.bar.) Non mancano soltanto gli automezzi e il personale. Ma anche la ben più banale vernice per imbiancare gli uffici. È questa l’istantanea scattata da Maurizio Grilli, segretario provinciale del Silp Cgil (sindacato italiano lavoratori polizia), durante il congresso svolto ieri mattina in città.
«Da anni ci troviamo nella stessa situazione. A fronteggiare la cronica mancanza di risorse che si traduce in una ridotta possibilità di garantire, nel migliore dei modi, tutti i servizi per la collettività – ha detto Grilli – Il tema della sicurezza è al primo posto. Ma abbiamo urgenza di poter contare su ulteriori forze».
Parole chiare tradotte in cifre secche e inappellabili. «La realtà più grave la sta attraversando la polizia stradale. Ha un organico di 50 agenti ma avrebbe bisogno di un incremento del 20%», aggiunge Grilli. L’impossibilità nel dispiegare un numero adeguato di forze porta a ridurre i pattugliamenti lungo le Statali. Per concentrarsi sulle autostrade. «Sono arrivati da poco due nuovi mezzi – aggiunge Grilli – ma non basta. Una buona parte delle auto è ormai da rottamare».
Al congresso, moderato dal segretario provinciale della Cgil Alessandro Tarpini, sono intervenuti, tra gli altri, il prefetto di Como Michele Tortora e il questore Massimo Mazza. In sala inoltre i deputati Chiara Braga (Pd) e Nicola Molteni (Lega). «Anche per la polizia postale, di frontiera e ferroviaria – ha aggiunto Grilli – scarseggiano le risorse. In Questura ci sarebbe la necessità di altri 20 uomini».
Come vedete la sicurezza non è un problema di amministrazioni locali.
L’articolo parla di Como città del “profondo nord”.
A sorgeilsole: la sicurezza è un problema di qualità della vita, di fruibilità degli spazi pubblici ed è un problema che va analizzato a più livelli. Quando anche le armi dello Stato sembrano spuntate contro fenomeni che non possono essere gestiti a livello nazionale deve necessariamente intervenire la dimensione locale, anche attraverso l’implementazione di strategie che si distaccano dalla classica prevenzione penale.
Pensi, tra l’altro, che ci sono fenomeni o comportamenti che non possono essere sanzionati legislativamente e quindi è necessario intervenire in altro modo. Le faccio un esempio: se C. Cairoli è vuota di notte perchè non c’è uno straccio di negozio aperto, secondo Lei che senso avrebbe (è un caso estremo) aumentare il numero di agenti che pattugliano la zona? Se un parco è degradato che senso ha allo stesso modo pattugliare la zona?
La sicurezza è anche un problema di amministrazione locale nel momento in cui devono essere prese decisioni che esulano dalla sanzione penale.
Il Comune ha 45 vigili urbani come dipendenti. Durante il giorno girano per le strade solo due pattuglie, diventano tre solo in caso di incidenti stradali. In totale da 4 a sei vigili sulle strade attivi dalle 9 alle 19 (se non piove e non fa freddo), poi tutti a casa.
Una trentina sono impegnati dentro gli uffici, qualcuno esce il mercoledì per il controllo del mercato settimanale. Un impegno straordinario sulle strade quando ci sono eventi (giro d’italia, S. Giuliano ecc..). Perchè non possono fare una vigilanza anche di notte? HAAA! dimenticavo, è colpa di Berlusconi.