Capponi: “Il centrosinistra maceratese
si conferma chiuso e autoreferenziale”
La replica
Il presidente della Provincia, Franco Capponi, replica agli interventi di Carancini, Savi, Blunno e Ricotta:
“La mia presenza alla Conferenza stampa di chiusura della campagna elettorale di Fabio Pistarelli ha provocato una reazione scomposta da gran parte del centro sinistra. Proprio da parte di coloro che sbandierano sempre la disponibilità al confronto e l’apertura verso tutti, in questa occasione hanno dimostrato disagio nei confronti dello “straniero”. La reazione altro non è che il fastidio di una classe dirigente autoreferenziale e il fatto che si arrivi a pensare che esista una “cittadinanza maceratese” non solo significa ottusità politica ma anche chiusura verso l’esterno. Quella stessa chiusura che tanti problemi ha causato in questi anni e che ha portato Macerata ad una decadenza che si continua a voler negare. La replica stizzita di Savi, Carancini, Ricotta e Blunno è la conferma che le mie affermazioni hanno colto nel segno e che di fronte ai tanti problemi della città si continua a voler tenere la testa sotto la sabbia.
Il programma del centrosinistra e della sinistra maceratese che appoggiano Carancini altro non è che la continuazione della precedente amministrazione. Attraverso un’operazione di maquillage e restyling, peraltro malriuscita, si vuol fare passare per nuova una proposta che invece cerca solo di consolidare la propria posizione di potere senza un programma reale di sviluppo per la città.
Infatti non troviamo da nessuna parte proposte sullo sviluppo urbanistico di Macerata dopo l’innominabile scempio del piano casa; nessuna proposta su come collegare la città alla 77 Valdichienti e alla Valpotenza; nessuna proposta sulla riorganizzazione funzionale del Centro storico che deve tornare ad essere il cuore pulsante non solo della città ma di tutta la provincia; nessuna proposta sulla risoluzione dei tanti problemi che affliggono la sanità maceratese (Pronto soccorso, polo oncologico, emodinamica, urologia) per non parlare delle scandalose liste di attesa per le prestazioni specialistiche di prevenzione e non solo. Insomma, niente di niente!
Soprattutto nessuna proposta su come far diventare lo Sferisterio propulsore di una nuova economia culturale, in un sistema integrato tra la città di Macerata, la Diocesi e la Fondazione Carima.
Nella raccolta differenziata dei rifiuti Macerata è ferma al 35% contro un 60% di media della provincia. Come si pensa di colmare questo gap e entrare così nel circolo virtuoso?
Non dimentichiamo mai che Macerata è il capoluogo di provincia e come tale deve necessariamente svolgere le sue funzioni direzionali anche attraverso un polo economico/culturale, ma anche un polo fieristico ricreativo/sportivo. Questa è la trasformazione naturale auspicata per il Centro Fiere di Villa Potenza.
Dov’è il progetto per il tanto promesso “palas da sogno” che avete annunciato tante volte? E’ ancora il “sogno di un palas”….
Quali iniziative per integrare nel tessuto cittadino in maniera organica le frazioni che necessitano sempre di più di qualità nel decoro urbano, in maggiori servizi?
Quali attenzioni l’amministrazione uscente ha dato, nella sua qualità di erogatore di servizi per l’istruzione oltre che per le tematiche emergenti inerenti le varie dipendenze (alcool/droga/…..).
Il programma presentato da Pistarelli, oltre a rispondere a queste domande e alle esigenze di rinnovamento, è sviluppato da una coalizione moderata comprendente l’Udc a sostegno della quale non potevo non schierarmi, sia perché ne condivido i progetti, sia perché è la stessa coalizione che ha appoggiato la mia candidatura e che lavora oggi per ridare a Macerata il ruolo di capoluogo e di volano culturale, di servizi e alta formazione e dunque anche a favore del territorio provinciale. Esso è anche un’apertura anche alle altre forze politiche alternative alla maggioranza uscente presenti al primo turno (le liste facenti capo a Ballesi, Menghi e Ranzuglia) e che ritengo debbano guardare al candidato sindaco Pistarelli come vera occasione per invertire la politica cittadina.
Al contrario, i signori che oggi mi accusano di aver infangato Macerata sono coloro che in questi anni si sono barricati all’interno del palazzo senza ascoltare le esigenze della città.
Il mio invito alla cittadinanza era ed è quello di tenere presenti le priorità di Macerata che necessita di un forte cambiamento e non la semplice prosecuzione di una linea che sino ad oggi non l’ha premiata”.
Franco Capponi

Presidente Capponi, io scrivo e parlo in italiano e, mi perdoni, il “capponese” non lo comprendo ancora bene. Ciò che il sottoscritto Le imputa e Le critica, non è certamente il Suo appoggio a Fabio Pistarelli (che è sacrosanto e scontato anche se, vista la Sua oramai arcinota inefficienza, non credo sarà di grande giovamento) ma gli insulti che Lei ha rivolto al 60% dei cittadini maceratesi (quelli che, al primo turno, non hanno votato per Pistarelli). Copio e incollo le Sue parole, peraltro riportate solo da CM visto che, probabilmente, i quotidiani locali, non pubblicandole, Le hanno risparmiato una figuraccia di portata ancora più ampia:
“noi abbiamo iniziato già in Provincia ad intervenire in vari settori, abbiamo già fatto molte proposte ma i tempi di realizzazione si potrebbero accelerare se il Comune fosse disposto a collaborare. I maceratesi devono capire l’importanza di questo voto. Visti i risultati ottenuti in prima battuta ho il dubbio che non si siano mai affacciati dalla finestra o che non hanno capito cosa proponiamo. Pistarelli è stato un ottimo candidato anche perchè entrare nell’immaginario dei maceratesi, anestetizzati da 15 anni di amministrazione di centro sinistra non è facile.”
Rispetto a questi insulti che presuppongono una scarsissima considerazione nei confronti della maggioranza dei cittadini maceratesi, Lei, ancora una volta, non solo non chiede scusa ma addirittura non risponde utilizzando il “capponese”. Così come non indica e non specifica i “suggerimenti” (che esistono solo nella Sua fantasia) dati e non recepiti dall’amministrazione comunale di Macerata. Mi permetto di ribadirLe che nessuno critica il Suo appoggio a Pistarelli ma, semplicemente, un atteggiamento arrogante, presuntuoso e offensivo nei confronti delle nostre intelligenze e della nostra capacità di scelta. Cerchi di “sprovincializzarsi” per il bene di tutti: Lei non è più sindaco di Treia ma Presidente della Provincia di Macerata.
Un unico appunto, caro Alessandro.
Se la matematica non è un’opinione, raccogliere il 46% dei suffragi non significa raccogliere la preferenza della maggioranza, la quale – su un campione di 100% – è del 54%.
Il presidente della provincia ha parlato della realtà attuale di macerata, e non mi sembra abbia detto castronerie. Poi caro Alessandro avete messo in primo piano le vostre esigenze a danno dei cittadini e questo è sotto gli occhi di tutti. Basta pensare all’attrito tra voi e la fondazione carima, che comporta la mancanza di fondi verso la città. Personalmente non piace il vostro modo di fare.
@Filippo
torniamo ad essere concordi sulle posizioni….
il dato certo è che la maggioranza della città ha per ora bocciato l’amministrazione di centro-sinistra che ha governato fino ad ora…
sono comunque curioso di vedere lunedì il numero dei voti…. dato da non sottovalutare che pur legittimando la vittoria di una delle coalizioni, potrebbe essere anche un segnale chiaro sull’inutilità del doppio turno….
buon fine settimana a tutti…
io come sempre lo passerò chiamando tutti gli amici ad un ultimo sacrificio… vista la solarità di oggi….
:-)))
Caro Filippo, Capponi parla di tutti coloro che non avrebbero “compreso” la proposta di Pistarelli e che sarebbero rimasti in balcone in questi anni…ebbene, dato che Fabio ha raccolto il 41%, tali cittadini sono il 59%, non il 54.
@Paolo
Ancora una volta ti ripeto che non sto parlando dei contenuti e non sono minimamente entrato negli aspetti politici dell’intervento di Capponi, semplicemente mi riferisco al suo stile. Capponi può – anzi deve – “fare politica” ma non può permettersi di insultare chi non la pensa come lui. Tutto qui.