Archeologia, collaborazione
tra l’Università di Macerata e il Maghreb

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L’Università di Macerata potenzia la propria collaborazione con i Paesi del vicino Maghreb in campo archeologico. Il Centro di Documentazione e ricerca sull’Archeologia dell’Africa settentrionale, diretto da Antonino Di Vita, afferente al Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità, ha, infatti, inaugurato il secondo corso di dottorato sull’archeologia romana nel Maghreb e in Cirenaica. Il corso, unico nel suo genere, è sostenuto anche dal Pio Sodalizio dei Piceni e dalla Fondazione Carima, che hanno generosamente finanziato una delle tre borse di studio, vinta da Cecilia Longarini, marchigiana, laureata all’Università di Urbino con specializzazione a Padova. A tagliare idealmente il nastro è stato il professor Mario Torelli dell’Università di Perugia con la sua lectio magistralis “La più antica raffigurazione pittorica dell’Arco di Costantino”. Con l’Università di Macerata sono convenzionate le Università di Palermo e Urbino, il Politecnico di Bari e il Cnr. Tra i nove dottorandi c’è anche un funzionario del Dipartimento delle Antichità della Libia, Mohamed Faraj Alfaloos, che fruisce della borsa extra Ue. Il Centro raccoglie la più ricca documentazione storica esistente in Italia sull’archeologia della Libia e degli altri Paesi dell’Africa settentrionale.


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