Resta aperta tutta la notte
la sala operativa
della Protezione Civile
Boschi (presidente dell'Ingv): "Questa è una zona di media pericolosità sismica"
Per tutta la prossima notte e fino alle 8 di domani mattina resterà aperta la sala provinciale di protezione civile. Lo ha deciso il presidente della Provincia, Franco Capponi, di concerto con il Dipartimento regionale di protezione civile e d’intesa con l’assessore alla protezione civile, Simone Livi il quale sin da questa mattina è fisicamente presente nella struttura, insieme al personale del servizio e ad alcuni volontari.
La Sala operativa era stata attivata subito dopo la seconda scossa di questa mattina, quella più forte delle 9,25 (magnitudo 4.0 Richter). Nel pomeriggio, a seguito della ulteriore scossa di magnitudo 4.1 Richter delle 14,35 e della prosecuzione della sciame sismico, la Provincia ha deciso il mantenimento in attività delle sala operativa per l’intera prossima notte.
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Le scosse sismiche continuano a seminare la paura. Non è la prima volta che nelle Marche avvengono sequenze di terremoti simili a quella in atto da circa due settimane e che nelle ultime ore si sta verificando con maggiore frequenza. «Anche in passato sono state osservate in questa zona sequenze dello stesso tipo, con scosse anche di magnitudo 4», ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. Lunghe sequenze sismiche sono avvenute nelle Marche anche negli ultimi 20 anni, ha detto ancora Boschi. «Tuttavia – ha rilevato – storicamente questa zona che non ha mai dato grandi terremoti ed è classificata come un’area di media pericolosità sismica». Problemi, secondo il presidente dell’Ingv, potrebbero eventualmente nascere «soltanto in relazione alle condizioni degli edifici».
Tutti gli enti e i soggetti coinvolti tengono costantemente la situazione sotto controllo e sono impegnati nella raccolta dei dati che permettono di fare un quadro della situazione.
“Si è trattato di scosse abbastanza profonde – spiega il dirigente della Protezione civile regionale Roberto Oreficini -, attorno ai 20 km. Le nostre squadre stanno completando le verifiche sul territorio insieme a questure e prefetture, ma non si sono avuti danni alle persone, né di crolli o crepe negli edifici. In alcune scuole – aggiunge – sono scattati i piani di sicurezza antisismici. Gli insegnanti hanno fatto uscire i ragazzi dalle aule, ma non è stato necessario evacuare nessun plesso scolastico”. Insieme all’Ingv, la Protezione civile regionale sta conducendo un’indagine storica sul passato sismico dell’area, “e i primi dati – fa sapere Oreficini – ci dicono che in questa zona non si sono mai registrati terremoti di intensità superiore a quella odierna”.

