Tutti pazzi per la movida:
“Ma il fine settimana è un deserto,
serve un grande locale”

L'inchiesta tra i giovani del giovedì notte maceratese - di Eros Mandolesi -

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di Eros Mandolesi
“A Macerata ci si diverte solo il mercoledì e il giovedì, manca un grande locale capace di attrarre gente anche nel fine settimana”. E’ iniziato da qualche settimana il nuovo anno accademico per l’ateneo maceratese, con l’inizio dei corsi la cittadina come sempre si ripopola di studenti e riapre le porte alla cosiddetta movida del giovedì notte.
Cronache Maceratesi ha voluto vivere e gustarsi la serata tipo in città ascoltando i pareri, le impressioni e le opinioni dei giovani che la rendono protagonista.
In centro la preparazione alla serata inizia già dall’aperitivo per poi crescere in modo esponenziale dalle 22 in avanti.
Il nostro giro inizia dal bar Duomo dove tra musica e risate si respira sempre un clima molto familiare e disteso. “Il giovedì per Macerata è vita”, dice Elisa Zippilli in compagnia di altre sue amiche.

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“Gli unici due giorni in cui ci si può divertire in città sono proprio il mercoledì e il giovedì, dove tra l’altro facendosi semplicemente un giro per i locali scherzando in compagnia, si passano delle piacevoli serate; per il resto dei giorni c’è calma piatta. Secondo me manca qualche iniziativa nelle piazze sfruttando ad esempio quelle che sono le tipicità enogastronomiche del periodo e nei locali dove magari ospitando gruppi musicali si potrebbe organizzare dei tributi live, ma non è neanche semplice trovare locali che hanno lo spazio sufficiente per organizzare il tutto. La città purtroppo più di questo non offre, non so se è perché nessuno ha idee da proporre o perché magari ci sono degli aspetti diversi che rende difficile tutto ciò”.
Gabriella Di Giovanni è al suo quarto anno di Giurisprudenza: “Per noi studenti senza auto che veniamo da fuori regione nel fine settimana è difficile spostarsi. In centro purtroppo non c’è nulla, a parte qualche domenica in cui ci sono i negozi aperti dove puoi farti un giretto, per il resto è difficile anche andare al cinema ad esempio, perché in centro ormai di sale cinematografiche ne son rimaste ben poche e tra l’altro non hanno una grande varietà filmica e per andare al Multiplex gli orari dell’autobus non coincidono con gli orari degli spettacoli, l’ultima corsa infatti da Piediripa a Macerata è alle 20.40”.
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Ci spostiamo ora nel cuore della città, prossima tappa bar Centrale dove troviamo Roberto Tartabini: “L’aspetto positivo di questo tipo di serate è quello di rivedere persone che magari non vedi da tempo, è un modo per ritrovarsi anche perché il paese non offre granché al di fuori di locali in cui ci si fa una bevuta di passaggio o al massimo ti fermi a mangiare qualcosa”.
Dal Centrale è ora la volta del Venanzetti dove tra la folla della galleria Scipione incontriamo Massimo Buschi di Recanati ma impegnato nel suo percorso di studi ad Ancona: “Per noi ormai il giovedì sera a Macerata è un appuntamento fisso. Quest’anno è la seconda volta che vengo e noto con piacere che questo genere di serate non passano mai di moda, ci si diverte semplicemente incontrando gente. Per quella che è la mia esperienza universitaria quella di Macerata posso dire che è davvero una bella realtà, vedere il centro gonfio di gente è un piacere che magari ad Ancona non capita di vedere essendo una città più grande e dispersiva. Lì magari si organizzano serate diverse come ad esempio in discoteca ma non ci sono molti locali come questi”.
Da Venanzetti si passa in genere a quella che è l’ultima tappa della serata, ovvero al bar Maracuja. Qui incontriamo Laura Nori, la quale dopo la laurea è rimasta nel capoluogo per via di alcuni impegni lavorativi.

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“Premesso che sono di Ussita, devo dire che mi piace Macerata luogo in cui si vive bene e tutto è a portata di mano. Essendo poi città universitaria durante la settimana hai sempre la possibilità di organizzare qualcosa con i tuoi amici. Nonostante lavori, il giovedì esco spesso perché mi piace l’atmosfera e il clima festoso che si respira in centro. Credo però che sia bene differenziare le serate proponendo qualcosa di diverso anche negli altri giorni della settimana. Il giovedì sera è una bella serata perché tutti i locali propongono qualcosa ma già il venerdì non c’è più nulla, infatti nel week end quando non ritorno a casa in genere ci spostiamo nei paesi vicini. La domenica ad esempio Macerata è deserta, un po’ perché gran parte degli studenti tornano al proprio paese ed un po’ anche perché non c’è nulla di interessante che ti stimoli ad uscire al di fuori degli appuntamenti sportivi.

Lo stesso Aldo Zeppilli proprietario del bar Centrale dice che: “Si lavora bene in centro soprattutto durante la settimana con le due serate per eccellenza quali il mercoledì e soprattutto il giovedì, per noi che abbiamo questa attività è bene che anche gli altri locali lavorino bene perché si crea giro e movimento. L’handicap a mio avviso che ha questa città è quello di non avere un locale che sappia attirare e coinvolgere i ragazzi dal venerdì alla domenica. Quando c’era il Palace ad esempio molti giovani provenienti dai paesi dell’entroterra si fermavano a far serata a Macerata ora scavalcano il paese per arrivare lungo la costa”.
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