Macerata, la città di cartone
e delle opere incompiute
Sussurri e grida - di Maurizio Verdenelli -
di Maurizio Verdenelli
Ricordo d’aver letto -sarà stato oltre venti anni fa- un bell’articolo sul Carlino, scritto da Giancarlo Liuti, poi volantinato in focopia dallo stesso, compianto avv. Domenico Valori e da altri militanti del Pci fin davanti le scuole. Maceratesi. L’argomento era allora la grande incompiuta: la strada nord finanziata con i fondi post bellici anche se la guerra era passata da un pezzo ma, si sa, i nostri lavori pubblici assomigliano alla Guerra dei Cent’anni… Il titolo, o almeno, il lead (l’attacco) era preso da una celebre barzelletta di Totò: “Pasquale”. La storia di uno che si prendeva un sacco di botte senza darsene gran peso perché l’aggressore o meglio il massacratore, era un tale che l’aveva scambiato per un altro, Pasquale appunto. E lui, la vittima, si guardava bene dal dirglielo: “Che erano fatti miei: mi chiamo forse io Pasquale?!”. E così era per Liuti, per la strada nord incompiuta e la cittadinanza maceratese a non darsene gran peso nonostante i disagi evidenti della viabilità.
Quell’articolo sul Carlino (il volantinaggio da parte del Pci stava a segnalare la volontà di accrescerne la già forte potenza diffusiva del giornale sopratutto nella middle class maceratese) mi è tornato prepotentemente alla memoria dopo la lettura su Cronache Maceratesi del bell’articolo-denuncia sulle infiltrazioni della ‘neonata’ Galleria delle Fonti, prosecuzione della stessa strada nord, e sul silenzio del Comune di Macerata. Che appunto non si chiama …Pasquale.
Già, la memoria, scriveva Ungaretti, è il luogo del nostro dolore…pubblico. Agli inizi degli anni 80, mi sovviene pure una foto scattata da Pietro “Briscoletta” Baldoni (innamorato non ricambiato come tutti noi di quella bella donna neghittosa chiamata Macerata). L’immagine ritraeva sindaco, vice sindaco e dirigente del Ministero, un maceratese, mentre si facevano tutt’insieme sorridenti in quella bella mattinata autunnale baciata dal sole, una passeggiata lungo la superstrada sud che terminata (dopo lungo tempo) non era stata ancora aperta al pubblico. Non si sapeva perché: montavano le proteste, i dubbi di una città soffocata dal traffico, rimasta davvero a quel post guerra da dove prevenivano i fondi destinati alla nuova viabilità. Bastò la camminata delle pubbliche autorità perché finalmente le auto irrompessero: i tir no, perché avrebbero rischiato di andare addosso al cavalcavia della ferrovia, troppo basso. Inoltre in inverno, bisognava che tutti stessero attenti, alla rampa gelata volta a nord che in discesa a Santa Lucia immetteva nella zona Cimitero: c’era il pericolo che quella rampetta si trasformasse in un trampolino di lancio per lo sci nordico… Insomma la strada sud non era a regola d’arte, ed un collaudo che avrebbe dovuto verificarlo non era dunque possibile. Per fortuna bastò quella passeggiata: poi dicono che il training non aiuta!
Quanti articoli, quanti j’accuse. Ricordo (ahi!) un sindaco che candidamente mi “confessò” che il costruttore delle strade di scorrimento era stato scelto perché bene aveva operato a Civitanova Marche: il riferimento era per il lungomare nord, intitolato poi all’eroico maresciallo Piermanni, caduto sotto i colpi del Clan dei Catanesi, nel piazzale della stazione ferroviaria.
Intanto Macerata restava in fatto di Lavori pubblici al …medioevo a parte l’aggancio alla superstrada a Sforzacosta e Piediripa. Ma per raggiungere la quattrocorsie restavano e restano arterie molto vicine a cappi annodati attorno al collo cianotico della viabilità locale.
E resiste anche il passaggio a livello che strozza il traffico in via Roma. Sembrò agli inizi degli anni 90 che si potesse superare con un cavalcavia l’impasse piuttosto imbarazzante per un capoluogo. L’avrebbe costruito a sue spese le FF.SS. Perdipiù i lavori sarebbero stati pronti per l’arrivo del papa in città. Tuttavia in giunta il sindaco disse tranquillamente che se ne poteva fare a meno. “Il papa? Quello arriva in elicottero”.
In elicottero verrebbero in tantissimi, se potessero, a Macerata soprattutto quando sono attivati i semafori al quadrivio in corrispondenza del cimitero. I quali, ogniqualvolta accesi bloccano il movimento generale a causa dello spazio di scorrimento che manca tra una corsia e l’altra.
Di scorrevole a Macerata hanno funzionato finora solo le rotatorie: un’idea dell’ing. Fornarelli chiamato a Macerata dal sindaco Manghi e soprattutto dall’assessore Munafò.
Tornando ai passi incerti della viabilità cittadina, ricordo ancora che quando il notiziario comunale (aveva appena ripudiato la testata menghiana “Oltre i cancelli”: giammai!) celebrando il secol nuovo, e cioè il Duemila, volle pubblicare le opere pubbliche del ‘900, quelle riferite al dopoguerra occupavano una parte minima dell’impaginato!
In conclusione non dobbiamo fare più sforzi di memoria citando due casi. Uno recentissimo, è accaduto venerdì scorso. Centro Fiere di Villa Potenza, restato più o meno agli anni 70 con servizi da caserma (punitiva). Ospite d’onore di Edil Centro Marche, l’on. Barbara Matera, una delle più belle ragazze d’Italia, la più votata al sud per il Pdl a Strasburgo (dopo Berlusconi). Proveniente in auto da Bari, chiede all’organizzatore Marco Crescenzi di poter usufruire di un servizio igienico. Alla normalissima richiesta, Crescenzi sbianca, ondeggia, quasi sviene. Come fare? Aprire quelle porte (di stanze, peraltro, appena pulite e disinfettate) all’on. Matera è come presentarle subito il biglietto di visita di un Centro Fiere tutto da rifare. Lo ha promesso il vicepresidente della Provincia, Pettinari: ci crediamo, l’importante è che si sbrighi, insieme con l’amministrazione comunale. Per fortuna che l’on. Barbara prende la cosa, alla fine, molto goliardicamente e si adatta. Altri, non l’hanno fatto. E c’è da capirli!
L’altro caso è meno recente. Parliamo di Viale Puccinotti, che tutti ricordiamo: l’ha fatto anche il Gabibbo a “Striscia”. Ricordo (e dai!) un pomeriggio tempestoso di pioggia, in agosto, con il sindaco a guardare oltre la balaustra crollata per il cedimento del terreno sul sottostante attuale terminal dei bus. Sappiamo tutti dati i tempi recenti, di quest’opera che avrebbe fatto felice Penelope (che forse è nata a Macerata) e che avrebbe sfinito non dico i Proci ma pure lo stesso Ulisse. Una specie di Velodromo Vigorelli di Milano con Maspes e Gaiardoni in eterno surplace. La “pista” è stata un po’ raddrizzata ed oggi se si prende soprattutto la “corda” si rischia meno di finire in Ortopedia. Viale Puccinotti, davvero l’epifania di come “camminino” le opere a Macerata. Almeno in questo caso l’infiltrazione sta sotto i piedi e non “ci piove” sopra come in una Galleria che doveva sorreggere il mondo, ma l’acqua un po’ meno. E, per restare a Totò, noi paghiamo! Anzi no, chè ci forse chiamiamo Pasquale?!
Nelle foto di Guido Picchio: due immagini attuali della strada nord incompiuta, il traffico presente in queste settimane in via Pancalducci (zona cimitero) dopo l’allestimento del semaforo, e la Galleria delle Fonti dove …continua a piovere.




Avete assolutamente ragione. E’ uno schifo. Pensano solo a costruire le case
Ahi Ahi Dott. Verdenelli, lei sta sta rischiando molto grosso!!! Se dà un’occhiata ai commenti inseriti su facebook, relativi a quell’articolo denuncia sulle infiltrazioni della Gallerie delle Fonti può notare che c’è un Consigliere Comunale, con Delega allo Sport, che mi sta accusando da tre giorni di avere scarsa intelligenza, per essere stato d’accordo con quanto c’era riportato,…. Non vorrei che ora questa persona se la prendesse con Lei!! Auguri !!!!
Piatto ricco, mi ci ficco.
Quando nell’oramai lontano fine 2004 venne fatto presente che (forse, probabilmente, presumibilmente) c’era il rischio di cementificare troppo Macerata (stava arrivando alle battute finali il Piano Casa) e che l’opposizione ne avrebbe fatto sicuramente un cavallo di battaglia si senti ripetere che tutti dovevano stare tranquilli poichè le varie lottizzazioni del Piano avrebbero, più o meno, avuto il benestare di tutti….
Tanto è che alle, successive amministrative del 2005, del Piano Casa poco si parlò poichè anche dall’opposizione non c’era tanta voglia di parlarne.
Per quanto riguarda la galleria indubbiamente ha reso il traffico su via dei Velini meno pesante, aggravando però quello su santa Lucia, facilitando la discesa a valle verso Villa Potenza e la “Regina” anche se, presumo, che l’impermeabilizzazione sia riuscita male, visto che bastano pochi cucchiai d’acqua piovana per vedere vistose macchie e pozze ai lati della galleria.
Sulla Passeggiata “storta” di Viale Puccinotti (e nonostante gli inteventi correttivi che hanno corretto quasi nulla) già all’inizio del 2004 il sottoscritto (in qualità di segretario dei socialisti maceratesi) aveva fatto presente la cosa, nel disinteresse amministrativo di tutti (sia maggioranza che opposizione).
Chiesi a gran voce che venissero fatti i nomi dei responsabili (per imputargli i costi di ripristino) e che chi avesse il dovere di controllare fosse rimosso in quanto non aveva controllato (prima la pendenza era MASSIMA del 5%, dopo l’intervento divenne MEDIAMENTE del 7%!!!) .
Dissi che il travertino era sbagliato come materiale poichè non era adatto al caplpestio e alle condizioni climatiche (ed i fatti mi hanno dato ragione: ad un ultimo controllo oltre 100 mattonelle sono spaccate e tutte sono sporche).
Ancora oggi non si sanno i nomi di chi ha permesso quella porcata e di chi NON ha controllato (o per meglio dire si suppongono, ma non si dicono apertamente).. Chissà forse perchè dovrebbero essere gli stessi che hanno (mal) seguito i lavori della galleria (franata sotto il campo di baseball).
Per quanto riguarda le rotonde noi a Macerata (e genralmente in Italia) ci siamo arrivati con oltre 20 anni di ritardo, rispetto al resto d’Europa, e sono spesso troppo grandi.. Ma si sa più la rotonda è grande e più costa e poco importa se talvolte le rotonde sono paraboliche e impediscono a chi arriva di vedere bene chi è già dentro la rotonda (anche nei casi dove non esisteva strada, come la rotonda avanti al Palazzetto dello Sport di Fontescodella, per cui non c’erano pendenze da superare e si poteva fare in piano)
Per gli errori urbanistici lo dissi in tempi non sospetti: gli uffici tecnici a volte sono poco tecnici, così come a volte alcuni archietetti sembra abbiano preso la laurea con i punti delle patatine, tanto sono pressappochisti nei loro progetti.