Mari esce allo scoperto,
Bianchini apre al grande centro,
duello Conti-Delle Fave sulla galleria

Anche Ballesi, Carancini e Mandrelli all’incontro tra gli aspiranti sindaco

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claudiani sindaci

di Matteo Zallocco

C’è ancora troppa complessità politica che non lascia spazio a idee e programmi per Macerata. Questa è la realtà che riguarda sia il centrosinistra che il centrodestra e che è stata confermata oggi nel corso dell’incontro organizzato da Cronache Maceratesi, moderato da Mauro Montali e molto partecipato.  Comunque un primo confronto c’è stato ed è stato utile. Non si è presentato Fabio Pistarelli, che resta il maggior accreditato come candidato sindaco del centrodestra, e anche Deborah Pantana (l’unica donna di cui si parla) non è potuta intervenire. Gli altri c’erano tutti, ma chissà, vista la confusione che regna, il futuro sindaco potrebbe anche non essere presente in questo elenco (“Ma qualcuno ha mai pensato all’ex rettore Alberto Frebbrajo?” ha chiesto Montali).

I nomi sono tanti ed è uscito allo scoperto Romano Mari con interteventi che potremmo definire da sindaco, anche se sottolinea che non è stato lui a farsi avanti.
Tanti gli interrogativi emersi: Ci sarà questo grande centro anticipato da Ivano Tacconi a CM? Le primarie del Pd si faranno? Si può ancora realizzare la città dei centomila? Quali idee per Macerata?

cluadiani pubblico

Il primo ad intervenire, in rigoroso ordine alfabetico, è stato Giorgio Ballesi, fratello e figlio di ex sindaci, che per la prima volta è sceso in politica lanciando la sua candidatura con la lista civica “Diapason”. Conferma l’ipotesi del grande centro? “Io sono fondamentalmente di centro e una possibile coalizione come terza forza non è solo ipotizzabile ma anche auspicabile. La mia è una lista civica aperta ma in questo momento manca chiarezza da parte delle altre organizzazioni, visto che gli unici a dire chiaramente di volersi candidare sono stati  il sottoscritto e l’onorevole Conti”. Ma lei accetterebbe di stare in una lista con Bianchini capolista? “Potrei fare un passo indietro a condizione di vedere scendere in campo una personalità esterna di alto rilievo. Quindi ora come ora non rinuncerei alla mai candidatura. Certo è che l’amministrazione Meschini ha da tempo condannato all’oblio questa città”.
Ma è difficile immaginare una lista del genere senza Bianchini candidato sindaco… “Per adesso noi facciamo ancora parte del tavolo del centrosinistra – dichiara l’assessore alla cultura – ma ogni settimana faccio un’assemblea con proposte programmatiche con la lista “Pensare Macerata”. Io ho una cartella fitta con delle idee, il problema è che non c’è ancora un programma di coalizione. Non abbiamo messo veti con nessuna lista che attualmente non si trova nel centrosinistra. Abbiamo bisogno di un confronto più ampio per questa città anche perchè l’attuale coalizione di centrosinistra è debole”.

claudiani delle fave

Bianchini di sicuro non esclude la super lista di centro. Ci stanno lavorando, ma bisogna aspettare proprio l’Udc. Lui vuole candidarsi e bisogna trovare una soluzione… “La verità- dice –  è che Macerata è troppo frantumata e bisogna trovare una sintesi. Io mi voglio battere per portare un contributo all’interno della discussione e se questo non è possibile è ovvio che ognuno andrà per la sua strada”.

Tra i possibili candidati del centrosinistra c’è l’avvocato Romano Carancini, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Nel caso in cui lei fosse candidato occorrerebbe una discontinuità con la Giunta attuale? “Occorre chiedersi da dove partiamo, se siamo all’anno zero o se siamo in mezzo a un percorso, io credo che noi siamo a metà di un percorso. Questa amministrazione con i tanti problemi che purtroppo non è ancora riuscita a risolvere ha però segnato un percorso per il futuro ben nitido: dieci anni fa non si parlava di uno sviluppo turistico-culturale, non si pensava a questa città come un’attrazione e punto di riferimento. Questa amministrazione ha lavorato, ha fatto anche lavoro sporco. Se per discontinuità si intendono le scelte dell’amministrazione Meschini non c’è, ma se si intende voltare pagina perchè i programmi e le prospettive rispetto a dieci anni fa sono mutati allora sì, c’è discontinuità”.

claudiani conti

Giulio Conti, perché nel centrodestra si discute solo nelle segrete stanze? “Per me non è così, io mi sono candidato già un anno fa e andrò avanti sperando di essere il candidato del centrodestra. Qualche segnale positivo sta arrivando, oggi per la prima volta ho avuto un invito dalla dirigenza regionale del Pdl”.
Cosa serve a Macerata? “Vorrei che si ricreasse uno spirito di maceratesità che non c’è più, concordo su quanto detto dal Vescovo riguardo l’apatia di questa città che ha un tunnel dove ci piove dentro quando c’è il sole. C’è l’incapacità di portare a termine determinate cose come le piscine, il Palas, le strade di collegamento alla galleria. E il centro storico è stato abbandonato”.
Un altro avvocato presente nel listone dei papabili del centrosinistra è Raffaele Delle Fave,  assessore ai lavori pubblici, più volte chiamato in causa per le vicende cittadine. Viene da un’esperienza alla Margherita di ispirazione Ciaffiana, quindi di ispirazione alla città dei centomila… “Noi da dieci anni abbiamo cominciato a programmare e portare a termine una lunga serie di opere pubbliche, ma non siamo riusciti a far apparire quanto realmente è stato fatto. In otto anni e mezzo sono stati ultimati 98 milioni di euro di lavori pubblici. C’è stato un deficit di comunicazione nei confronti della cittadinanza. Si può realizzare la città dei centomila abitanti e per questo le infrastrutture, a partire dalla Galleria, sono fondamentali. Nessuna parla della Galleria che è stata fatta e di tutto quello che abbiamo programmato per unire la Vallata del Chienti con quella del Potenza. Storie come le infiltrazioni d’acqua in galleria – alza i toni Delle Fave –  sono questioni minimali che sono state risolte e sono in fase di ultimazione. Gli interventi di Conti fanno sembrare che la galleria possa cadere da un momento all’altro, ma sono solo falsi allarmismi. C’è un ingegnere del Ministero che farà il collaudo.  Dobbiamo trovare presto la formula per trovare il candidato sindaco del centrosinistra, credo sia assolutamente necessario effettuare le primarie e renderle allargate a tutti i cittadini maceratesi”.

mandrelli carancini ballesi

Il terzo avvocato nella lista dei possibili sindaci è Bruno Mandrelli: “Se ci sono tanti candidati  – dice – significa che a Macerata convivono tante anime. E’ assolutamente positivo che tante persone abbiano dato la loro disponibilità per amministrare questa città, come è sempre successo qui d’altronde. Però c’è bisogno di donne nella futura amministrazione, ce ne dovrebbero essere almeno tre perché in questa città non mancano”.
Mandrelli, quali sono le regole per scegliere il candidato sindaco del Pd? La società civile deve contare di più nella scelta dei candidati? E quale sarebbe la cosa da fare se diventasse sindaco? “La società civile partecipa, le primarie si possono tranquillamente fare nonostante io non sia proprio un fautore dell’abbattimento del primato della politica, i partiti devono mantenere il loro ruolo. L’esperienza del Partito Democratico a Macerata può essere migliore continuando il ragionamento che si sta facendo. Non è vero che questa città non parla di idee e programmi, probabilmente ha poche occasioni ufficiali per farlo. E come dice Delle Fave questa amministrazione deve far comprendere bene cosa ha fatto in questi 10 anni perché il bilancio non è del tutto negativo: c’è da fare di più e c’è da cambiare ma i programmi devono essere portati a conclusione. Deve essere favorita la politica dell’integrazione in una città dove gli stranieri stanno aumentando e bisogna porsi in un’ottica di costruzione di una nuova classe dirigente che sia capace di rappresentare questa città in tutte le sedi istituzionali”.
Infine il dottor Mari, medico, consigliere comunale, ex sindaco di Colmurano. Sembra che lei sia come il cavallo di Troia per entrare nel mondo cattolico. E’ vero che è il medico del Vescovo? “Questa candidatura me la sono trovata – risponde -, io non sono sceso in campo in prima persona, ma se la città dovesse avere bisogno della mia esperienza potrei anche dire qualcosa. Sono sempre stato un uomo di servizio, un uomo che non ha mai diviso ma ha sempre cercato di unire. Il mio eventuale impegno deve servire per ricompattare la società maceratese contro le divisioni e le esasperazioni. Il ciclo Meschini si è chiuso, io sono pronto per mettermi a disposizione. Il medico del Vescovo? Sono stato il medico di Tarcisio Carboni, per il resto per motivi di privacy non mi posso esprimere ma vista la giovane età penso che per il momento il Vescovo non abbia bisogno di me”.

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Insomma, Romano Mari esce definitivamente allo scoperto: “Con un programma di concretezza si possono avvicinare tutte le forze politiche. Penso ad una Macerata capoluogo di provincia che diventi il punto di equilibrio tra la costa e la montagna più che alla città dei centomila. Questa città inoltre  ha bisogno di un nuovo arredo urbano, bisogna  far crescer il centro storico e per farlo bisogna far crescere l’intera città in armonia”.
E’ intervenuto anche Placido Munafò (Comitato Menghi): “Noi abbiamo sempre avuto consensi e possiamo essere decisivi. Tutti ci chiamano ma vorrei sapere se questi candidati sindaci presenti sono disposti a parlare di un programmi condivisi: sulla viabilità, sull’immigrazione, sulla Smea, sul Cosmari. Vorrei parlare della gente, dei problemi quotidiani, ed è per questo che noi siamo considerati figli di un Dio minore. Di quale continuità vogliono parlare? A Macerata si è investito sulla speculazione urbanistica senza un programma preciso. E’ sempre mancata una linearità e una progettualità a questa amministrazione. E dall’altra parte abbiamo un centrodestra che non può ricordarsi di esistere e fare opposizione solo sotto campagna elettorale”.
Il nostro giornale organizzerà un altro incontro pubblico quando verranno ufficializzate le candidature e si potrà parlare dei programmi delle coalizioni. Che potrebbero veramente essere tre.

(Foto di Guido Picchio, nell’immagine in alto, da sinistra: Bruno Mandrelli, Romano Carancini, Giorgio Ballesi, Giulio Conti, Mauro Montali, Raffaele Delle Fave, Massimiliano Sport Bianchini e Romano Mari).


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