Asculum Festival fa il pieno:
8mila persone ai 20 incontri

EVENTI - Tra i protagonisti della rassegna dedicata alla crescita personale Giorgio Nardone, Stefano Nazzi, Annalisa Minetti e Claudio Cecchetto

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Claudio-Cecchetto-e-Marcello-Mancini

Marcello Mancini e Claudio Cecchetto

Quasi 8mila partecipanti, venti appuntamenti in tre giornate e una città intera trasformata in uno spazio di incontro. Si chiude così l’edizione di quest’anno di Asculum Festival, che dal 23 al 25 ottobre ha animato Ascoli con un programma dedicato alla crescita personale, promosso dal comune di Ascoli e organizzato in collaborazione con la Roi Group dei maceratesi Marcello Mancini e Sara Pagnanelli.

Stefano Nazzi_

Stefano Nazzi

Filo conduttore di questa edizione è stato il tema del “Confine”, raccontato non come una linea che divide ma come uno spazio di relazione: tra fragilità e forza, tra genitori e figli, tra fede e dubbio, tra noi e l’altro. Una chiave di lettura che psicologi, medici, scrittori, artisti e divulgatori hanno declinato sul palco, ciascuno dal proprio punto di vista.

Latini_ Padre Arzenton_Minetti_Pagnanelli

Significativa la provenienza del pubblico. Accanto a una partecipazione locale ampia e calorosa, Asculum Festival ha richiamato persone da fuori provincia e da altre regioni, molte delle quali hanno scelto di trascorrere l’intero fine settimana ad Ascoli per seguire il programma.

Giorgio Nardone_

Giorgio Nardone

Il festival è un appuntamento capace di attrarre visitatori e di far vivere la città oltre il singolo evento, tra teatri, piazze, ospitalità e centro storico. Forte anche il coinvolgimento delle scuole: le ragazze e i ragazzi del liceo classico di Ascoli hanno riempito la platea dell’incontro con Cristina Dell’Acqua dedicato al mito greco.

Diego Ingrassia

Diego Ingrassia

A dare il via al festival sono state le parole di Sara Pagnanelli, co-fondatrice di Roi Group: «Usiamo spesso la parola confine come un concetto che divide, ma il confine è uno spazio di relazione, di incontro. E questo è Asculum Festival».
Significativa anche la presenza dell’amministrazione comunale. Gianni Silvestri, assessore con delega agli eventi di Ascoli Piceno, ha portato i saluti istituzionali sia all’incontro con Claudio Cecchetto sia all’appuntamento di chiusura. Donatella Ferretti, assessore alla pubblica istruzione, ha introdotto la lezione di Cristina Dell’Acqua davanti agli studenti del liceo classico.
Ad aprire il festival è stata Annalisa Minetti, cantautrice e campionessa paralimpica, in un’intervista intima sul confine tra paura e coraggio. «La fragilità è la forza stessa, ma spesso viene confusa con debolezza, come un limite – ha raccontato -. Raccontare le mie fragilità come donna, persona, genitore mi ha permesso di essere più forte». Un intervento chiuso con un messaggio semplice e potente: «Amare è la più grande abilità».

Coro Teatro Ventidio Basso_Claudio Cecchetto_Venerdì 23 Ottobre

Il teatro Ventidio Basso ha poi accolto Claudio Cecchetto, il più importante talent scout d’Italia, che ha ripercorso la storia della musica italiana dalla nascita di Radio Deejay alla scoperta di Jovanotti, Fiorello e degli 883. «C’è qualcosa di me in tutti i talenti che ho scoperto, perché c’è sempre stato uno scambio, si cresce scambiandosi opinioni», ha spiegato. Il Piceno Pop Chorus ha invaso la sala con un medley di Jovanotti e un flash mob tra pubblico e palco, prima del gran finale sulle note di Gioca Jouer, rilanciato in un’inedita versione 3.0 inventata dal vivo.
Grande partecipazione anche per Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, che ha esplorato i confini dell’educazione: tra protezione e autonomia, regole e libertà, vita reale e mondo digitale. «Potremmo essere scultori dei nostri figli, trattarli come blocchi di marmo da cui scolpire bellissime statue – ha detto – invece dovremmo essere giardinieri: seminare il seme di un figlio nel terreno della vita e poi nutrire quel terreno».

Claudio Cecchetto_Gioca Jouer_

A chiudere il festival è stato l’incontro con Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta, e Diego Ingrassia, punto di riferimento in Italia per le competenze emotive. Insieme hanno accompagnato il pubblico oltre l’ultimo confine: quello delle psicotrappole e delle vecchie corazze che ci teniamo addosso dietro la scusa del «sono fatto così». «Ogni giorno ci mettiamo una maschera, a volte neutra perché non vogliamo mostrare le nostre emozioni», ha ricordato Ingrassia.
Il programma ha coinvolto molte altre voci di rilievo. Cristina Dell’Acqua, esperta di classici e docente di greco e latino al Collegio San Carlo di Milano che collabora con la pagina culturale del Corriere della Sera, ha riletto il confine attraverso Ulisse, Elettra, Achille e Dioniso: «Confine ha dentro la parola finis, che significa fine, ma anche la parola “con”». Sveva Sagramola, autrice e conduttrice di programmi televisivi, tra cui Geo, in diretta tutti i pomeriggi su Rai 3, ha indagato il confine tra progresso e responsabilità, attraverso le sue riflessioni sul viaggio, sulle tradizioni e sulle culture. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha posto il focus sull’importanza dell’ascolto autentico, tanto nel business quanto nelle relazioni umane. Padre Luca Arzenton, sacerdote e content creator, ha parlato del confine tra fede e scetticismo. La psicoterapeuta Luana Di Pietro e il filosofo Bruno Mastroianni hanno spiegato come «litigare bene» e abitare il conflitto senza trasformarlo in guerra.

Annalisa Minetti_Pinacoteca

Annalisa Minetti

Roberta Cocci Grifoni, docente all’Università di Camerino, e il direttore d’orchestra Simone Fermani, fondatore dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, hanno tradotto al pianoforte i suoni della città in musica. Marco Columbro ha guidato il pubblico alla scoperta dell’amore incondizionato, mentre la scrittrice e podcaster Mapi Danna e la psichiatra Emanuela Apicella hanno affrontato il bisogno di riconoscimento e i disturbi alimentari, oltre i pregiudizi.

Alberto Pellai_

Alberto Pellai

Filippo Ongaro, già medico di volo dell’Agenzia Spaziale Europea, ha introdotto il concetto di peakspan: «Chiediamo più tempo. Ma sappiamo assaporare appieno quello che già abbiamo?». Il giornalista Stefano Nazzi ha indagato il confine tra informazione e spettacolarizzazione nella cronaca nera. La psichiatra Erica Francesca Poli ha unito neuroscienze e psicologia, fino a leggere l’intelligenza artificiale come specchio della nostra psiche. Chiara Franchi, brand advisor e docente di Fashion Marketing e Brand Management, ha raccontato il personal branding come atto di autenticità: «Le persone si ricorderanno di voi per come siete stati capaci di farli stare, di dargli coraggio, di ispirare».

Asculum Festival ha portato i suoi contenuti nei luoghi simbolo di Ascoli, dal teatro Ventidio Basso al teatro dei Filarmonici e la Pinacoteca comunale, riempiendoli di pubblico e di esperienze da vivere in prima persona.
Il secondo e il terzo giorno si sono aperti con due esperienze immersive nelle discipline dello yoga giapponese e della biodanza, il primo guidato da Selene Calloni Williams, fondatrice dell’Imaginal Academy, la seconda condotta da Chiara Ciabattoni, scrittrice e facilitatrice, tra musica, ascolto e movimento condiviso. Il coinvolgimento diretto è stato il tratto distintivo di molti appuntamenti: il flash mob del Piceno Pop Chorus, le sperimentazioni sonore al pianoforte di Simone Fermani, il dialogo con il pubblico negli incontri di Marco Columbro, Erica Francesca Poli e Chiara Franchi. Fabiola Ruggiero, Itma Tea Trainer per l’Italia e fondatrice di Cose di Tè, ha raccontato il rito del tè giapponese e il principio dell’ichigo ichie, chiudendo il suo incontro con una degustazione guidata per i presenti.

Il festival è stato promosso dal comune di Ascoli, Bim Tronto e Fondazione Marche Cultura e con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti Marche.


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