Popsophia ricorda Cesare Paciotti:
«Da Civitanova ai piedi delle star»
PUGNALE - Lunedì prossimo, per i 15 anni del festival, Lucrezia Ercoli ed Evio Hermas Ercoli ripercorreranno a Civitanova Alta il genio creativo dello stilista scomparso lo scorso ottobre e protagonista della prima edizione (2011): «La sua scarpa un segno pensante, un frammento di immaginario collettivo che dalla provincia arriva nel tempio del lusso mondiale»

L’incontro con Cesare Paciotti, Hermas Ercoli e Giampiero Mughini nel 2011
Il fascino della calzatura incontra la filosofia in un appuntamento che promette di esplorare il genio di uno dei simboli del made in Marche nel mondo, Cesare Paciotti, scomparso il 12 ottobre dello scorso anno a causa di un malore mentre era in casa. Lunedì prossimo (27 luglio) dalle 18 l’auditorium San Francesco di Civitanova Alta ospiterà «Ai piedi delle star. Cesare Paciotti e la filosofia della scarpa» una conferenza spettacolo, in occasione dell’anniversario dei 15 anni di festival, guidata da Hermas e Lucrezia Ercoli.

L’appuntamento rappresenta un omaggio e un «amarcord» della partecipazione dello stilista nel 2011 quando Paciotti fu protagonista sul palco di una indimenticabile serata con Giampiero Mughini oltre che sponsor della mostra dedicata al “D’Annunzio Segreto” con gli abiti e indumenti personali del poeta dandy provenienti direttamente dal Vittoriale.
Il dialogo analizzerà come un oggetto d’uso quotidiano possa trasformarsi in un oggetto del desiderio, capace di trascendere la sua funzione pratica per diventare un oggetto-feticcio che racconta storie di potere, seduzione, piacere. La scarpa di Paciotti, con il suo disegno neo-barocco, è un tassello di un grande teatro metropolitano contemporaneo, in cui ogni colpo di tacco, ogni inclinazione del piede è un gesto performante che mette in scena una distinzione sociale. Gli interventi saranno accompagnati da immagini di copertine e pubblicità, scene cinematografiche e televisive che renderanno le scarpe protagoniste di una vera e propria mitologia del consumo.
«Scegliere cosa indossare non è mai un fatto casuale, la moda risponde ad una sua grammatica precisa. L’abbigliamento è un artificio semiotico, una macchina per comunicare attraverso cui parliamo di noi – anticipa Lucrezia Ercoli – E la scarpa non è un accessorio tra gli altri, ma il medium con cui mettiamo piede nel mondo. Non è un caso che l’arte e la filosofia, da Van Gogh a Heidegger, da Warhol a Jameson, affidino alle scarpe, logore o griffate, in compito di raccontare i cambiamenti della società».

«La scarpa di Paciotti non è solo un bene di lusso, ma un segno pensante, un frammento di immaginario collettivo che dalla provincia arriva nel tempio del lusso mondiale. Il pugnale, icona pungente della potenza del desiderio, è un pensiero che prende forma visibile» aggiunge Evio Hermas Ercoli che durante l’incontro ricorderà anche la prima edizione di Popsophia che vide proprio Cesare Paciotti protagonista di un incontro dedicato alla filosofia della moda.
In apertura spazio ai progetti delle scuole dedicati alla moda, tra cui «Scarpopoli» in collaborazione con il liceo del Made in Italy Gentili Tortoreto che ha realizzato un «Monopoli» dedicato alle fasi della produzione industriale della scarpa e le realizzazioni dell’istituto Bonifazi Corridoni, indirizzo Moda. Le studentesse si sono cimentate in un omaggio a Marilyn Monroe attraverso l’arte sartoriale.