«Santa Maria delle Vergini,
i primi lavori potranno iniziare
nella primavera del 2027»

MACERATA - L'annuncio del soprintendente Giovanni Issini, intervenuto al convegno sulle opere d'arte della chiesa promosso dal comitato parrocchiale per la festa del quartiere dedicata alla Madonna del Carmine: «Il progetto esecutivo pronto per settembre»

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Alcuni momenti del convegno

«I primi lavori al santuario di Santa Maria delle Vergini potranno iniziare nella primavera del 2027, salvo imprevisti». Ad annunciarlo il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli, Fermo e Macerata Giovanni Issini, che è intervenuto al convegno sulle opere d’arte della chiesa promosso dal comitato parrocchiale per la festa del quartiere dedicata alla Madonna del Carmine.

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Prendendo la parola dopo i saluti del parroco don Pietro Micheletti e della referente organizzativa Iride Bartolucci, l’architetto Issini ha ricordato l’iter iniziato nel 2016, quando il terremoto del centro Italia ha di fatto chiuso l’importante luogo di culto e bene culturale. Ribadita la continua e proficua collaborazione tra Ministero, commissario straordinario sisma 2016, Diocesi, Usr e parrocchia (riuniti in un tavolo di lavoro permanente), per il recupero del bene di proprietà del demanio: «Il progetto di fattibilità economica approvato nel 2025, per un finanziamento lordo di 3 milioni di euro previsti nel 2017 dall’ordinanza 38 della struttura commissariale, e il completamento delle indagini necessarie lo scorso maggio hanno consentito la redazione del progetto esecutivo che dovrebbe essere ultimato tra la fine di agosto e gli inizi di settembre – ha spiegato – ciò consentirà, se non vi saranno ulteriori imprevisti, di avviare la gara di appalto entro la fine dell’anno e di iniziare i lavori nel corso del 2027».

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Un cronoprogramma accolto con interesse dei tanti cittadini presenti all’incontro, nonostante il tempo incerto, che hanno apprezzato la presenza e metodo incentrato sul dialogo del Ministero della Cultura e dei suoi rappresentanti: «Siamo consapevoli delle aspettative e comprendiamo l’importanza di questo luogo – ha proseguito Issini – tutto ciò ci riempie di responsabilità. In tal senso, l’interesse e le osservazioni della comunità sono un prezioso stimolo. Prendiamo atto positivamente che ci sia una comunità che abbia una tale attenzione per questo patrimonio culturale».

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L’acquazzone improvviso della serata ha poi fatto trasferire relatori e pubblico dal piazzale retrostante il Santuario alla vicina tensostruttura adibita a chiesa: «Abbiamo voluto creare una ulteriore occasione di bellezza dopo l’abbraccio organizzato ad aprile – ha detto Bartolucci ringraziando don Pietro per il supporto offerto al comitato – ci siamo immaginati un viaggio che racconta proprio la bellezza del Santuario che dura da cinquecento anni».

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Narratori di questo percorso culturale tracciato dalle opere d’arte e dalla storia architettonica di Santa Maria delle Vergini sono stati Francesca Coltrinari e Alessandro Delpriori, rispettivamente docenti delle Università di Macerata e Camerino, così come Giacomo Canullo, insegnante al Liceo Classico di Macerata, con la moderazione di Mara Magnarelli, della Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.

Particolare attenzione è stata rivolta alle opere conservate ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, nella quasi totalità restaurate dopo il sisma, tra cui l’Adorazione dei Magi attribuita al Tintoretto. Letto, a tal scopo, l’intervento della direttrice dei Musei Civici Giuliana Pascucci con la proiezione del video della sala dedicata proprio alla chiesa. A intervenire anche Toto Fusari, memoria storica del quartiere, che ha posto l’accento su una comunità «che continua a esserci».

In platea, l’assessore alla cultura di Macerata Lorella Benedetti, originaria del quartiere e molto legata al santuario e il direttore dell’Accademia di Belle Arti Piergiorgio Capparucci. Gli intermezzi musicali sono stati curati da Federica Messi e Damiano Lillini. «Il convegno è stata una ulteriore prova di unione di questa comunità al suo santuario – ha chiosato don Micheletti – voglio per questo ringraziare tutti gli organizzatori e le importanti professionalità intervenute a partire dall’Università di Macerata, che ha patrocinato l’evento, e dall’architetto Issini che ci ha fornito questi importanti aggiornamenti sul recupero».


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