Macerata, inflazione ai massimi:
851 euro in più a famiglia,
è seconda a livello nazionale

ECONOMIA - In un anno in città il costo della vita salito del 3,9%, solo Ferrara fa peggio. Ancona, al contrario, è tra le più virtuose

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L’inflazione galoppa a Macerata. Secondo il report dell’Unione Nazionale Consumatori, basata sui dati Istat di giugno, il capoluogo provinciale è, insieme a Verona, la seconda d’Italia per tasso d’inflazione con il 3,9% su base annua: fa peggio solo Ferrara con un 4% tondo tondo, numeri ben al di sopra rispetto al 3% registrato a livello nazionale.

A Macerata la spesa per le famiglie è cresciuta mediamente di 851 euro in un anno, cifra che vale il 22esimo posto in Italia tra i capoluoghi di provincia ma che resta comunque nettamente sopra ai 758 euro di valore medio nazionale.

Per quanto riguarda le altre province, Ancona si conferma tra le città più virtuose d’Italia sul caro vita. La città dorica si piazza al secondo posto tra i comuni con l’aumento minore della spesa annua per una famiglia media: +537 euro, con un’inflazione tendenziale del 2,3%. Solo Brindisi, con +459 euro, fa meglio. Anche Ascoli può sorridere, con un incremento del caro vita di 655 euro, 59esima tra le 78 città censite. Per Fermo e Pesaro il report dell’Unc non riporta dati specifici.

A livello regionale, le Marche si collocano al 15esimo posto tra le regioni più care, con una spesa aggiuntiva di 656 euro (102 euro sotto la media italiana) e un’inflazione del 2,9%, sostanzialmente in linea con quella nazionale.


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