«Critiche ai cacciatori
frutto di visione ideologica,
preparati sull’educazione ambientale»

MACERATA - Federcaccia risponde alle critiche delle associazioni animaliste e ambientaliste sulle iniziative nelle scuole

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cassette uccelli

Una delle cassette

«Le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano una visione ideologica, non un confronto sui fatti», così Federcaccia dopo le critiche di diverse associazioni ambientalisti e animaliste sulle iniziative nelle scuole primarie di Macerata per attività di educazione ambientale. «Ben vengano iniziative per tutelare i nostri amici alati e garantire loro un rifugio ma ci domandiamo come chi spesso prende in mano un’arma per andare in natura possa effettivamente insegnare ai più piccoli il rispetto degli animali e dell’ambiente» dicevano le sezioni di Macerata e Civitanova della Lipu, la Lav di Macerata, il Wwf di Ancona e Macerata, l’Enpa di Macerata e l’Oipa Italia.

Federcaccia risponde alla associazioni con una nota: «Sostenere che un cacciatore non possa svolgere educazione ambientale significa ignorare che molti cacciatori seguono corsi obbligatori, conoscono fauna, habitat, normativa e gestione del territorio, collaborano con università, Ispra, enti pubblici e partecipano a censimenti, monitoraggi, ripristino di habitat e progetti di conservazione.

L’educazione ambientale dovrebbe essere valutata per la qualità dei contenuti e dei risultati, non in base a un pregiudizio verso chi la svolge. Il mondo venatorio è dotato di tecnici formati e preparati, i quali fondano il proprio lavoro sui dati effettivi e concreti e non ideologici, a differenza di chi scrive il contrario, inoltre i cacciatori dimostrano con i fatti l’attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio, con proprio impegno ed a proprie spese, un esempio lampante è dato dal mantenimento delle zone umide. Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare quelle delle cassette installate negli istituti scolastici.

Quanto alla riforma della legge 157/92, il dibattito dovrebbe basarsi sulla lettura del testo e su argomentazioni tecniche e scientifiche, non su slogan o campagne ideologiche. È legittimo essere contrari, ma è altrettanto doveroso confrontarsi con il contenuto reale delle norme. La tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni».

Cacciatori nelle scuole, la protesta delle associazioni ambientaliste


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