«Mai detto di voler far cadere Gentilucci
ma è inverosimile che dopo tre mesi
non siano state firmate le deleghe»

POLITICA - Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega, nega la rottura con il presidente della Provincia, ma lo invita ad accelerare: «Può firmare anche a mano, come si faceva un tempo. Non possiamo aspettare settembre, a Fermo Michele Ortenzi ha fatto tutto in una settimana»

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Mauro Lucentini e Alessandro Gentilucci

Una retromarcia nella forma, ma non certo nella sostanza. Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega, nega di aver attaccato il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci durante la festa per la vittoria del ballottaggio di Sandro Parcaroli. Ma conferma le perplessità circa il fatto che, a tre mesi dall’elezione a presidente, ancora non siano state assegnate le deleghe ai consiglieri.

«Smentisco categoricamente di aver pronunciato delle frasi in cui, oltretutto in un improbabile dialetto maceratese, avrei detto di voler far cadere il presidente della Provincia – dice Lucentini – oltretutto, e chi mi addebita tali parole dovrebbe saperlo, anche volendo, e non è certo questo il caso, non abbiamo nemmeno le capacità istituzionali per farlo. Dispiace solo che qualcuno tenti goffamente di rovinare quella che per me è una giornata doppiamente di festa: per la vittoria elettorale a Macerata e per la prestigiosa nomina nel Consiglio federale del mio partito, la Lega».

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Mauro Lucentini con Sandro Parcaroli, rieletto sindaco di Macerata

Ma le parole volate davanti a una nutrita schiera di presenti sotto gli archi di piazza della Libertà, a pochi passi dallo stesso Parcaroli e con Gentilucci già in auto per tornare nella sua Pieve Torina, le hanno sentite in tanti e, al di là del dialetto maceratese o meno (Lucentini è di Montegranaro, per cui la sfumatura linguistica presenta qualche differenza rispetto al maceratese), la sostanza delle cose è lo stesso esponente del Carroccio a confermarla.

«Ma sia chiaro – conferma lo stesso Lucentini – ho chiesto al presidente della Provincia Gentilucci, di firmare le deleghe. Perché? Semplice: per rispetto dei consiglieri. Quando è stato scelto il nuovo presidente della Provincia, con Parcaroli che non si è candidato, su proposta di FdI, abbiamo deciso di convergere sul nome di Gentilucci con l’accordo politico, però, di rifirmare le deleghe in capo ai consiglieri fino alla scadenza del mandato. Ricordo che si è votato il 15 marzo, come a Fermo dove, ad esempio, il presidente Michele Ortenzi a distanza di una settimana ha firmato tutte le deleghe. A Macerata no. Siamo a metà giugno, sono trascorsi quasi tre mesi. Solo la delega al vicepresidente è stata firmata la scorsa settimana. Capisco tutte le problematiche ma, a mio avviso, è inverosimile che dopo tre mesi ancora non si abbiano le deleghe. Il presidente non può arrivare alla scadenza, ossia fino a settembre/ottobre, con tutte le deleghe in tasca».

Dopo la trasformazione della Provincia in un ente di secondo livello (ovvero i cui rappresentanti sono eletti da sindaci e consiglieri comunali), non esiste possibilità di sfiduciare direttamente il presidente. Ma a settembre sono in programma le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, che dura in carica per due anni invece dei quattro del presidente, e se la Lega volesse davvero arrivare a rottura, potrebbe far saltare l’accordo politico con il resto del centrodestra e lasciare Gentilucci senza una maggioranza che voti atti e delibere. «Tutto questo l’ho detto e lo sottoscrivo ma nulla di più falso che si sia trattato di un chiacchiericcio detto a mezza bocca. Sono e siamo ben al di sopra di chi travisa maldestramente e strumentalizza, forse anche in malafede, le mie parole per creare zizzania – finisce Lucentini – siamo assolutamente vicini al presidente della Provincia, lo abbiamo voluto e lo sosteniamo. Ma semplicemente attendiamo la firma delle deleghe. E lo si può fare anche a mano, non solo telematicamente. Ricordate, come si faceva un tempo».

(redazione CM)

Lucentini si scaglia contro Gentilucci per le mancate deleghe in Provincia


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