Più criteri per la scelta della discarica:
così Pollenza, Loro Piceno e Montefano
“rischiano” la testa della classifica
RIFIUTI - Proteste all'inizio della seduta in Provincia dell'assemblea dei sindaci dell'Ata. Esposti cartelli: "Vergogna" e "Basta raggiri". Riunione tesa, lunghissima, che si è conclusa con la mozione approvata a larga maggioranza. Alcuni comuni potrebbero uscire dalla short list come Macerata. Equo indennizzo a Cingoli: richiesta 1,8 milioni di euro, Ata indica il corrispettivo i 630mila euro. Se ne riparla il 15 maggio

La riunione in Provincia
di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)
Una lunga e tesa assemblea che ha infine votato quanto già anticipato: aggiunta di criteri per la scelta della discarica di appoggio al Cosmari che dovrebbero portare le aree di Pollenza, Loro Piceno e Montefano in testa alla classifica (tre le selezionate) con uscita, tra le altre, di Macerata. E’ un’assemblea attesa ed in effetti c’è il pubblico delle “grandi occasioni” in Provincia per l’assemblea dei sindaci dell’ambito territoriale ambientale 3 di Macerata convocata oggi per discutere, tra l’altro, la questione della scelta del nuovo sito della discarica di appoggio al Cosmari.

Proteste prima di cominciare
Alcune decine i cittadini presenti con larga rappresentanza di esponenti del Pd, dal consigliere regionale Leonardo Catena al segretario provinciale Angelo Sciapichetti, all’ex deputato Mario Morgoni.
Ci sono anche esponenti sindacali e tra questi il referente provinciale della Fit Cisl Claudio Giuliani e il segretario della Cgil Daniele Principi. Convocazione per le 10,30, ma il tempo passa in attesa dell’arrivo del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci. C’è il tempo di qualche siparietto dialettico.

Il presidente del Cosmari Paolo Gattafoni commenta ad alta voce il contenuto dei cartelli alzati dal fronte dei contrari alle indicazioni trapelate: «Vergogna? Non mi devo vergognare di nulla». Il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni, il cui Comune è appunto in odore di inserimento ai vertici della nuova classifica, osserva: «Io sono assolutamente tranquillo».

Il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci
Si comincia alle 11,15. Più o meno all’orario di Gentilucci arrivano anche i primi cittadini di San Severino, di Civitanova, di Esanatoglia e di Treia. Prime parole alle 11,17 per l’appello ma nulla da dire: l’argomento della discarica è in lista di attesa da una ventina di anni, cosa saranno mai ulteriori 47 minuti di attesa.

Massimo Principi
«Le condizioni per trovare parcheggio sono difficoltose» osserva Gentilucci. Il direttore dell’Ata 3 Massimo Principi illustra la situazione del piano d’ambito per la gestione dei rifiuti che non aveva previsto ancora l’individuazione di un sito per la discarica se non la possibile prosecuzione di quella di Cingoli.
Principi ha anche sottolineato l’azione dilatoria dei Comuni che hanno ritardato la scelta del sito possibile.

Il sindaco Mauro Romoli
Il sindaco di Pollenza Mauro Romoli parte con le questioni pregiudiziali e chiede il rinvio del punto in discussione, si associa la sindaca di Montefano Angela Barbieri. Il presidente Gentilucci fa la cronistoria della situazione di emergenza legata alla discarica, dall’individuazione di Cingoli ad oggi, e ricorda come la mancata scelta stia costando milioni di euro ai cittadini che pagano le bollette.

Gentilucci ribadisce: «Ogni anno rimettiamo come cittadini nove milioni di euro, siamo chiamati con responsabilità ad assumere decisioni». In sostanza ogni giorno il rinvio costa circa 24mila euro di extracosti per il conferimento fuori provincia.

Mauro Morgoni
Il sindaco di Recanati Emanuele Pepa: «La politica deve prendersi le proprie responsabilità, abbiamo giocato con il tempo ma ogni anno la Tari viene aumentata del 9%. Chiedo un intervento forte e deciso, altrimenti non si farà mai giorno. Dobbiamo essere responsabili, saltare anche oggi l’adozione è irresponsabile, dobbiamo risposte ai cittadini. È opportuno che si voti».

I sindaci Emanuele Pepa e Michele Vittori
Il sindaco di Treia Franco Capponi: «Cerchiamo il sito da 11 anni, la responsabilità va addebitata a chi ha guidato questo processo, alle presidenze Pettinari e Parcaroli. Sono d’accordo nell’approvare la graduatoria indicata dalla Politecnica delle Marche e che abbiamo commissionato noi».

Il sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili: «Qualsiasi decisione viene discussa all’interno dei Comuni, è invotabile il punto che prevede una scelta all’interno della graduatoria dei siti idonei. Votiamo l’adozione del piano ma non possiamo votare tre o quattro siti. Non facciamoci prendere dalla fretta».

Il sindaco di Morrovalle Andrea Staffolani: «La politica deve fare la sua parte e dare i criteri per la scelta e un criterio deve essere quello che viene escluso chi ha già avuto discariche nel proprio territorio. Nessuno vuole la discarica ma non se ne può fare a meno». Contraria a decisioni oggi anche la sindaca di Montecosaro Lorella Cardinali.

Il presidente Gentilucci rivendica la legittimità dell’indicazione di criteri politici da parte dei primi cittadini anche in relazione ad alcune indicazioni date dalla Politecnica delle Marche, indicazione dei criteri e votazione dell’assemblea. Spiega Gentilucci il senso dell’assemblea odierna: «Trovo per esempio assurdo che sotto il Colle dell’Infinito si possa indicare un sito di discarica, avviene perchè i tecnici non hanno valutato il danno economico che ne deriverebbe».

Franco Capponi
Il dibattito prosegue con il sindaco di Loro Piceno: «Sono uno dei pochi sindaci che erano favorevoli a votare anche nello scorso novembre l’adozione del piano, stiamo perdendo tempo. Di piano di localizzazione si è iniziato a parlare nel novembre 2015».

Il sindaco Robertino Paoloni
Il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica: «Il ritardo crea problemi a tutti i territori, iniziando dagli extracosti di questa gestione. E’ urgente prendere una decisione definitiva. Ho apprezzato molto che l’assemblea sia stata messa nelle condizioni di discutere senza presentarsi in aula con un documento preconfezionato. Abbiamo commissionato uno studio tecnico alla Politecnica ma la politica non deve essere svuotata della sua prerogativa, quella di decidere per i territori.

Angelo Sciapichetti, Sandro Bisonni, Leonardo Catena
Oggi si vogliono introdurre elementi di carattere politico che possono aiutare l’assemblea a decidere. Quando fu scelta Cingoli, ricordo che era settima nella graduatoria. L’Ata oggi è chiamata alla scelta. Condivido il criterio richiesto dal sindaco di Morrovalle (l’esclusione di chi ha già avuto una discarica, ndr), chiedo di aggiungere come motivo di esclusione anche quello della densità della popolazione. Il sito dovrà poi indicarlo il Cosmari, noi dobbiamo dargli una rosa stretta di siti».
La sindaca di Montefano ribadisce la contrarietà al percorso seguito: «spiegate perchè volete sovvertire la graduatoria».
Il sindaco di Pollenza Mauro Romoli si associa nella contestazione e rivela la presunta nuova graduatoria: «prima Pollenza, seconda Loro Piceno e terza Montefano». Il rappresentante di Ussita: «Non è possibile lasciare un Comune che ha davanti un lavoro impressionante di ricostruzione post sisma con l’aggravio di una discarica».

Il sindaco di Morrovalle, Andrea Staffolani: «Abbiamo sempre detto che quella della Politecnica non era una graduatoria e che avremmo dovuto dare dei pesi politici». Il rappresentante del Comune di Macerata, l’assessore Paolo Renna: «Siamo noi amministratori che siamo responsabili nei confronti dei cittadini. Il Cosmari è un’azienda di cui tutti noi siamo proprietari, il centrosinistra non si è assunto la responsabilità di essere presente nel cda». Il sindaco di Cingoli: «Solidarietà ai sindaci interessati dalla localizzazione della discarica, ringrazio il presidente Gentilucci per aver voluto affrontare questo tema subito dopo la sua elezione».

Sindaci divisi su tutto, anche sulla durata della sospensione della seduta dopo quattro ore dalla convocazione della seduta e tre di discussione. Fatta la sospensione, appare una mozione dei sindaci di centrodestra presentata da Fabrizio Ciarapica con l’elenco dei criteri da considerare, i già citati motivi di esclusione per l’aver avuto discariche, la densità abitativa e il cratere sismico. Sarà ora l’Ata a riconsiderare la graduatoria sulla base dei criteri aggiunti, con relativo peso: la mozione chiede anche di limitare la graduatoria – da approvare nella prossima seduta – a solo tre siti e c’è l’impressione che appunto in cima alla classifica ci saranno Loro Piceno, Pollenza e Montefano. Già annunciate (Pollenza e Montefano) azioni in sede giudiziaria. Il commento di Andrea Gentili: «L’unico motivo di questa scelta oggi è fare un regalo al sindaco Parcaroli prima delle elezioni».

Mozione approvata a larga maggioranza. Infine il punto che riguardava la liquidazione dell’equo indennizzo al comune di Cingoli per l’ampliamento della discarica: si partiva da una richiesta di circa 1,8 milioni di euro, il corrispettivo è stato indicato da Ata («non ci possiamo permettere cifre superiori» ha detto Gentilucci) in 630mila euro. Rispetto alle cifre liquidate in giro per la regione (tre euro per tonnellata ad Ascoli, a Fermo e a Corinaldo e dieci a Pesaro) siamo ai massimi visto che si parla di ospitare circa 63mila tonnellate di rifiuti per quattro anni.
Il sindaco di Cingoli Michele Vittori aveva chiesto di rinviare il punto ritenendo la proposta inadeguata mentre il sindaco di Loro Piceno ha fatto rilevare come finora Cingoli abbia ricevuto 41 euro a tonnellata di equo indennizzo. Altra sospensione e proposta di rinviare il punto all’assemblea del prossimo 15 maggio in cui si voterà la scelta della discarica. Però non è una questione di soldi, non lo si dica.

Il sindaco Andrea Gentili
«Discarica a Pollenza? Territorio non idoneo, lo dicono i requisiti Ata»
«Nuova discarica provinciale, a decidere sia l’assemblea Ata. No ai condizionamenti politici»
Nuova discarica, la scelta si avvicina: convocata l’assemblea dei sindaci
la graduatoria confezionata dai criteri della Politecnica delle Marche si prestava a critiche evidenti. Questa di oggi sembra essere una soluzione adottata per togliere una castagna dal fuoco a Parcaroli (che rimane comunque il responsabile principale di questa situazione con il conseguente aggravio della Tari) . L’impressione è che superate le elezioni a Macerata si ritorni comunque da capo . Una nota per molti è anche per l’assessore di Macerata. Il Cosmari non c’entra nulla nella scelta del sito .
Lotta dura per la spazzatura.
Ulteriore considerazione. se le indiscrezioni di stampa dovessero essere confermate , mi pare il caso di sottolineare che i tre Comuni citati sono amministrati da giunte di centro sinistra (giunte che sono di gran lunga in minoranza nel panorama provinciale) . E’ questa la politica che piace ai cittadini maceratesi?
Protesta popolare davvero imponente.
Prima si decidono i siti e poi si disegnano i criteri su misura. Dovrebbe essere il contrario. I criteri individuati sono pressoché tutti arbitrari. Se un sito è idoneo sul piano scientifico cosa c’entra la densità (semmai dovrebbe essere il contrario proprio perchè ove c’è più popolazione si producono più rifiuti).Per eleggere il presidente della provincia Civitanova e Macerata hanno pesato più dei trenta comuni più piccoli. Cosa c’entra la discarica con la ricostruzione post sisma è un mistero. I veri criteri non sono nemmeno accennati. Viabilità, quantità dei rifiuti che vanno trasportati, distanze dall’impianto del Cosmari, costi energetici per il trasporto, inquinamento atmosferico ed incidenza sulle bollette delle famiglie.
La discarica è una penalizzazione, si evita di andare a penalizzare chi ha già avuto altre penalizzazioni. Con la ricostruzione post sisma c’entra eccome: si andrebbe ad aggravare una situazione già precaria per territori che devono essere ricostruiti e rilanciati dal punto di vista economico e quindi anche turistico, criterio sacrosanto. Idem per il criterio di chi ha già dato in passato. Invece per il criterio di evitare le zone ad alta densità di popolazione, effettivamente si fa un regalo a chi produce più rifiuti, benchè la logica sia quella di preservare la salute, che giustamente è anche la preoccupazione di chi la discarica non la vuole.