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In memoria di Alfredo Costantini,
un “ponte” tra Fiuminata e il Veneto

ARMA - Il vicebrigadiere è morto nel 1983 a Montegrotto Terme tentando di sventare una rapina. Nella giornata per ricordare il suo gesto firmato un patto di amicizia tra i due comuni

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La commemorazione

Carabiniere morì tentando di sventare una rapina, Fiuminata ha ricordato con una cerimonia il vicebrigadiere Alfredo Costantini. La commemorazione si è svolta nel cimitero della cittadina. Il militare ha perso la vita nel 1983 in Veneto, a Montegrotto Terme, mentre tentava di sventare una rapina a mano armata. A 43 anni dalla morte, la cerimonia ha avuto un carattere doppio e speculare: in contemporanea, di fronte alla gioielleria Marchi di viale Stazione, teatro dell’agguato, la città veneta rendeva omaggio alla stessa figura con una cerimonia analoga.

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La giornata ha segnato anche un atto ufficiale di carattere istituzionale: la firma di un patto di amicizia tra Fiuminata e Montegrotto Terme, voluto dai rispettivi sindaci Vincenzo Felicioli e Riccardo Mortandello come «l’inizio di un percorso sociale, istituzionale e culturale tra le due comunità legate dalla figura di Alfredo Costantini». A Fiuminata erano presenti familiari del militare, tra cui il fratello Ulisse, rappresentanti delle istituzioni civili e militari, associazioni di categoria, una delegazione dell’Associazione nazionale carabinieri e una scolaresca di scuola media.

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La storia di Costantini è quella di un giovane di 23 anni, nato a Fiuminata il 12 giugno 1960, che il 14 aprile 1983 era di pattuglia quando ricevette la segnalazione di una rapina in corso. Giunto sul posto e trovata la situazione apparentemente tranquilla, entrò nell’esercizio per accertarsi: la titolare aprì la porta, tenuta sotto minaccia da tre rapinatori appostati dietro il bancone. I malviventi colsero di sorpresa il vicebrigadiere e lo investirono con il fuoco incrociato. Nonostante ciò, Costantini riuscì a reagire e a ferire uno degli aggressori prima di essere colpito alla testa. Ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Padova, non riprese mai conoscenza. Morì il 29 luglio 1983, dopo oltre cento giorni di agonia. Per il suo sacrificio gli è stata conferita la Medaglia d’oro al valor militare.

(M. Or.)

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