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«Cambi di casacca e malgoverno»
Mozione di sfiducia a Ciarapica

CIVITANOVA - I nove consiglieri di minoranza protocollano il documento dopo il passaggio del sindaco al movimento di Vannacci: «Ne servono dieci per portarlo in aula, ora chi nella maggioranza è scontento e si dice indignato firmi»

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I consiglieri comunali di centrosinistra: dall’alto a sinistra Yuri Rosati, Lidia Iezzi, Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Letizia Murri

di Laura Boccanera

È stata protocollata in Comune la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica, sottoscritta dai nove consiglieri di minoranza. L’opposizione spera che qualche scontento dal passaggio del sindaco a Vannacci possa aggregarsi e far saltare l’amministrazione.

A sottoscrivere la mozione sono stati i consiglieri Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Elisabetta Giorgini, Piero Gismondi, Letizia Murri, Silvia Squadroni, Lavinia Bianchi, Yuri Rosati e Lidia Iezzi. Nove consiglieri, un numero comunque insufficiente come ricordano gli stessi firmatari, ma che rappresenta un atto politico: «l’articolo 52 del Tuel prevede che per la sfiducia al sindaco occorra una mozione sottoscritta da almeno i due quinti dei consiglieri eletti», pari a dieci firme nel caso di Civitanova. «Noi nove consiglieri di minoranza ci siamo presi l’onere di sottoscrivere e protocollare questa mozione di sfiducia – dichiarano –. Un atto politico fermo e doveroso, che potrebbe non arrivare mai in aula, ma che dà l’occasione di marcare un confine netto tra la politica fatta di impegno verso la città e quella di bassa lega messa in atto in questi anni».

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Fabrizio Ciarapica

La minoranza attacca direttamente il primo cittadino, parlando di «cambi di casacca e malgoverno» e sottolineando come l’iniziativa rappresenti anche un appello ai consiglieri di maggioranza. «Dà l’occasione a tutti quei consiglieri e sostenitori di destra che in questi giorni dicono di vergognarsi del comportamento del sindaco di compiere finalmente un atto di responsabilità e mandarlo a casa».

La mozione, spiegano, resta aperta alla sottoscrizione di altri consiglieri: «Ogni consigliere potrà in qualsiasi momento aggiungere la propria firma e dare così la possibilità al Consiglio di esprimersi liberamente sull’opportunità o meno di far proseguire il mandato». Nel mirino anche le recenti scelte politiche del sindaco: «Con questa ennesima operazione di maquillage politico ha dimostrato che il suo interesse per Civitanova è pari a zero. Ha provato per ben due volte a scappare in Regione ed ora si riposiziona con chi gli avrebbe garantito la possibilità di concorrere a un posto in Parlamento. È ora che la città si ribelli a questo comportamento autoreferenziale. Lo può fare attraverso quei consiglieri responsabili che metteranno la faccia e la firma sulla mozione di sfiducia».

 

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