Azione, che confusione:
Fagioli lascia, Seri nuovo commissario.
«Bene così, siamo pilastro del Terzo polo»

MACERATA - I vertici provinciali del partito plaudono alle dimissioni di Tommaso Fagioli, passato al centrodestra e nominato presidente dell'Erap, e all'arrivo alla guida del consigliere regionale eletto nella civica di Matteo Ricci. Rivendicano il ruolo alternativo a entrambi gli schieramenti: «No a tentativi di sottomissione a coalizioni populiste»

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Federico Valori, segretario comunale di Azione Macerata

Matassa sbrogliata una volta per tutte o, al contrario, ancora più ingarbugliata? L’ultima mossa in casa Azione è stata la nomina a commissario di Massimo Seri, ex sindaco di Fano e consigliere regionale eletto nella lista civica di Matteo Ricci, che sembrerebbe riportare il partito nell’alveo del centrosinistra, dopo lo scatto in avanti dell’ormai ex segretario regionale Tommaso Fagioli, nominato presidente dell’Erap dopo l’avvicinamento al centrodestra.

A Macerata, invece, il partito ha preso le distanze da ambo le “fazioni” entrando nella coalizione centrista, il cosiddetto Terzo polo, che sostiene la candidatura a sindaco di Mattia Orioli.

Al contempo, però, i vertici del partito plaudono alla scelta di Seri, che però, appunto, siede in Regione al fianco di Pd, 5 Stelle e compagnia cantando.

«La sezione provinciale di Azione accoglie con estremo favore la nomina di Massimo Seri a commissario regionale – fanno sapere il presidente provinciale Ivo Costamagna, il segretario provinciale Stefano Vallesi, i vice Alessio Botticelli e Leonardo Piermattei e il segretario cittadino Federico Valorisi tratta di un atto di necessaria bonifica, giunto a porre fine a una stagione politica tra le più buie per il nostro partito nelle Marche, caratterizzata da un immobilismo tattico e da una gestione opaca della linea politica. Mentre Azione Macerata ha continuato a lavorare con rigore, rispettando le regole statutarie e mantenendo vivo il confronto democratico, abbiamo assistito con crescente sdegno allo sfascio della struttura regionale. Per troppo tempo il partito è stato ostaggio di una dirigenza uscente che ha confuso l’attività politica con il perseguimento di ambizioni personali, riducendo un progetto nobile e riformista a un mero strumento di negoziazione per poltrone e prebende. Il caso dell’ex segretario regionale Tommaso Fagioli rappresenta l’apice di questo degrado: svendere il ruolo di opposizione per ottenere incarichi dalla maggioranza di centrodestra non è politica, è trasformismo della peggior specie. È inaccettabile che il simbolo di Azione sia stato utilizzato come un “passepartout” per carriere individuali, tradendo il mandato degli elettori e la dignità degli iscritti».

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Massimo Seri, neo commissario regionale del partito

Azione Macerata rivendica la propria alterità rispetto a questo modo di intendere la cosa pubblica. «In primo luogo, stop alle ambiguità – proseguono i vertici provinciali del partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda – Azione non è in vendita.

Rigettiamo ogni tentativo di sottomissione a coalizioni populiste, sia di destra che di sinistra. La nostra identità di pilastro del Terzo polo non è negoziabile in cambio di poltrone nei sottogoverni. La gestione regionale uscente ha scientemente evitato il confronto, lasciando decadere gli organismi dirigenti nel timore di un voto che ne avrebbe decretato la fine. Azione Macerata aveva già chiara la situazione dallo scorso congresso.

Abbiamo trovato una provincia svuotata e l’abbiamo portata in un anno ad essere la più numerosa della regione in termini di iscritti. Il commissario Seri ha ora il compito di restituire voce a chi crede nel merito e non nelle manovre di corridoio. Chi ha usato il partito come un ufficio di collocamento personale ha terminato la sua corsa. Azione Macerata non tollererà più che l’immagine del partito venga infangata da condotte gravemente lesive della nostra credibilità. Sosteniamo con determinazione il nuovo corso avviato dal partito nazionale. È tempo di ricostruire sulle macerie lasciate da chi ha pensato solo a se stesso, restituendo ad Azione la serietà e l’autorevolezza che i cittadini marchigiani meritano».


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