I mosaici romani trovano casa:
presto un museo a Palazzo Ottoni

MATELICA - Ieri mattina nel cortile di Palazzo Finaguerra la catalogazione dei resti, risalenti al II secolo, uno degli step finali prima del trasloco. Il sindaco Denis Cingolani è sicuro: «Siamo alle battute finali, nei prossimi mesi potremo annunciare questa importante apertura»

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La catalogazione dei mosaici romani ieri mattina nel cortile di Palazzo Finaguerra

Si resta sempre affascinati dalla bellezza e dalle geometrie dei mosaici di epoca romana rinvenuti a Matelica nella zona di piazza Garibaldi e oggi restaurati in attesa della loro collocazione presso quello che sarà un museo dedicato nei sotterranei di Palazzo Ottoni. E sono rimasti affascinati di nuovo anche tutti coloro che erano presenti ieri mattina alla loro catalogazione nel cortile di Palazzo Finaguerra, dove sono momentaneamente custoditi nei locali interni.

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Un momento importante, che certifica l’avanzamento dei lavori per la musealizzazione dei locali sotterranei di Palazzo Ottoni, dove sorgerà questa nuova esposizione permanente che sarà affiancata dalla magnificenza della Domus Romana presente in loco. Il progetto (i lavori sono in corso) prevede diverse sale che saranno allestite con ben sette mosaici recentemente restaurati grazie al contributo della fondazione Carima e a risorse comunali. Un percorso che parte da lontano e che vede negli anni avvicinarsi il “ritorno alla luce” di pezzi straordinari, risalenti all’incirca al II secolo dopo Cristo e che testimoniano addirittura lo sviluppo delle tecniche di decorazione, dal bianco e nero all’utilizzo dei colori e delle sfumature. La mattinata di ieri è servita per la progettazione finale di spazi, pannelli e ultimi dettagli tecnici delle sale, per fare in modo che tutto il percorso museale sia curato in ogni minimo dettaglio.

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L’attenzione dell’amministrazione comunale non si focalizza però soltanto sul nuovo museo di Palazzo Ottoni, ma anche sulla riapertura di Palazzo Finaguerra e quindi del Museo archeologico. In attesa della partenza dei lavori di ricostruzione, il Comune sta rientrando in possesso di gran parte del patrimonio che era custodito nelle splendide sale della struttura, con oggetti risalenti al periodo piceno e romano. «L’amministrazione comunale punta molto sul recupero delle sue strutture museali – spiegano il sindaco Denis Cingolani e la vice Rosanna Procaccini – abbiamo recentemente assistito alla riapertura del Museo Piersanti, più in là rivedremo quella del Museo archeologico di Palazzo Finaguerra, ma nel frattempo a breve potremo inaugurare quello che sarà il Museo dei mosaici romani di Palazzo Ottoni. Siamo alle battute finali, nei prossimi mesi potremo annunciare questa importante apertura che permetterà a cittadini e turisti di scoprire il fascino dei mosaici più rappresentativi rinvenuti nella nostra città. Parliamo di opere straordinarie per epoca e dettagli. Non è un caso che la Fondazione Carima abbia deciso negli anni di finanziarne gran parte del restauro e che Cis e Regione abbiano erogato fondi per i lavori nei sotterranei di Palazzo Ottoni».

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