Ecografia da fare entro 10 giorni,
ma l’attesa è di oltre un anno:
«Ora non vogliono neanche rimborsarci»
MACERATA - La famiglia di un 14enne racconta l'iter per ottenere l'esame diagnostico, l'attesa era di 380 giorni. «Non potevamo crederci quando il Cup ci ha assegnato l’appuntamento. Ci hanno detto di rivolgerci ad un privato e fare una richiesta di rimborso»

di Alessandra Pierini
«Ci sarebbero voluti 380 giorni per fare una prestazione urgente da effettuare entro 10 giorni se non ci fossimo rivolti a un privato. Ora l’Ast non ci vuole neanche rimborsare». A raccontare quanto accaduto è la famiglia di un 14enne di Macerata. Il ragazzo aveva bisogno di sottoporsi a una ecografia muscolotendinea. L’impegnativa del pediatra dell’8 ottobre 2025 indicava una priorità B, quindi la necessità di effettuarla entro 10 giorni.
«Ci siamo quindi rivolti al Cup – spiegano i familiari del ragazzo – e non potevamo crederci quando ci hanno assegnato un appuntamento per effettuare l’esame il 23 ottobre 2026, ben 380 giorni dopo. Abbiamo insistito per il rispetto dei termini previsti ma non c’è stato nulla da fare. Abbiamo quindi fatto una richiesta intramoenia». Vuol dire che la famiglia ha chiesto una prestazione libero professionale tramite il Cup.
«Dal Cup non abbiamo avuto nessuna risposta – prosegue la famiglia – perciò abbiamo presentato una richiesta alla direzione sanitaria. Ci hanno detto di rivolgerci ad un privato per poi presentare una richiesta di rimborso da cui scorporare il costo del ticket». Così hanno fatto e si sono rivolti a una clinica privata per poi presentare una domanda per avere il rimborso della spesa.
La risposta dell’azienda sanitaria è arrivata il 14 gennaio: «Hanno rifiutato di rimborsarci perché l’Ast sostiene di aver pienamente ottemperato ai suoi doveri perché negli anni ha previsto una serie di programmi per il rispetto della tempestività delle erogazioni».
Che scandalo!
In presenza di una prescrizione con urgenza B (entro 10 giorni) la prestazione deve essere PER LEGGE erogata entro tale periodo a cura del servizio di presa in carico o autorizzata nel privato e rimborsata.
Ho potuto provare tutto ciò circa dieci mesi fa quando per un accertamento diagnostico prescritto in classe B (entro 10 giorni) mi è stata offerta la presa in carico.
Trascorsi i 10 giorni senza esito ho chiesto notizie e mi è stata offerta una prima prenotazione a 70 giorni; ho fatto presente che la mia prenotazione era già fuori tempo perché eravamo all’undicesimo giorno dalla prescrizione.
Dopo qualche minuto mi arriva una nuova telefonata in cui scusandosi per l’errore, mi veniva offerta una prenotazione a 40 giorni !
Tutto ciò dimostra la poca attendibilità del meccanismo di presa in carico.
Mi sono allora rivolto immediatamente alla FEDERCONSUMATORI che sapevo essere in grado di gestire la cosa.
Questa ha provveduto con posta elettronica certificata a mettere in mora il servizio di presa in carico, la direzione AST di Macerata e l’assessorato alla sanità della regione Marche.
Il mattino successivo ho ricevuto la telefonata risolutiva con prenotazione a 2 giorni e un simpatico rimprovero perché avevo messo in moto il meccanismo di messa in mora scomodando tante persone !
Il problema di fondo è la poca conoscenza di questa legge e di come farla applicare: è sulla scarsa conoscenza che il servizio sanitario pubblico si può scandalosamente permettere di consigliare al paziente di rivolgersi alla struttura privata.
Più passano gli anni più la situazione sembra peggiorare. Quello che non peggiora è la sanità privata. Fatti una domanda e datti una risposta, diceva Marzullo.
Ti rifiutano spudoratamente il rimborso, nonostante esista la regola sopra ricordata, perché contano sul fatto che la gente non faccia denuncia. Come si dice, cornuti e bastonati. Gente così non è giusto che stia in posti di privilegio profumatamente pagati. Ci deve stare gente che sappia lavorare per il benessere del cittadino, che paga per questo servizio.
Signori bisogna spendere per quello che sappiamo quindi siccome la coperta è corta succede ciò. P.S. c’è una nazione in Europa che spende quasi il 5% in armamenti però adesso comincia a tagliare lo stato sociale e questo succederà in molte nazioni.
ormai bisogna farsi una assicurazione privata sulla salute che copra questi rischi….
Rinaldelli io l assicurazione privata la renderei obbligatoria a chi consiglia ai pazienti di rivolgersi al privato per poi richiedere il rimborso sapendo che l iter da seguire è assurdo…non si sa mai…trova chi si è svegliato strano…..
L’assicurazione privata potrei anche farla appena smettono di trattenermi i soldi per il servizio sanitario dalla mia pensione.
È incredibile come non ci sia rispetto per chi ha bisogno di cure e non può aspettare mesi e mesi. Ancora più irriverente dirottare verso strutture private assicurando un rimborso che poi viene negato