Va in trattoria, spende 52 euro
e scappa senza pagare:
denunciato un 25enne
CALDAROLA - E' successo al bar trattoria Valleverde: il titolare ha sporto denuncia e i carabinieri sono risaliti al giovane

Se n’è andato dal locale con nonchalance senza pagare il conto. Ma i carabinieri della stazione di Caldarola sono riusciti ad incastrare e denunciare un 25enne macedone, residente ad Ancona ma domiciliato a Belforte.
Lo scorso 31 maggio il giovane aveva cenato al bar-trattoria Valleverde, sulla riva del lago di Caccamo in territorio di Caldarola. e si era dileguato repentinamente per evitare di saldare il conto, pari a 52 euro.
Il titolare aveva sporto denuncia e l’identificazione del 25enne è stata possibile grazie alla lunga attività investigativa condotta dall’Arma e incentrata sull’analisi incrociata dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza sia pubblici sia privati presenti nella zona. Ora il 25enne dovrà rispondere del reato di insolvenza fraudolenta.
Oramai degli emulatori in giro in tutt’ITALIA che pranzano e non pagano grazie ai turisti italiani che presumo l’anno scorso sempre in ESTATE avevano pranzato in ALBANIA e non avevano pagato il conto, la premier MELONI che era in visita ufficiale in GRECIA aveva saputo del “fattaccio” si era veramente indignata e aveva pagato x conto proprio il saldo non pagato presso l’AMBASCIATA ALBANESE e si era scusata.
È stato proprio un genio, ma che vi passa per la capoccia?? Pensate veramente di fare quello che vi pare? Ma chi vi credete di essere? Non avete rispetto proprio per niente e nessuno!!
macedone
Il fenomeno del “dine and dash” (“Mangia e Scappa”) esisteva già nell’antichità greco-romana. Non appena sono nati i primi luoghi pubblici di ristorazione a pagamento, sono nati anche i clienti che cercavano di scappare senza saldare il conto. Le fonti storiche, letterarie e archeologiche confermano che il problema era diffuso e gestito con metodi spesso creativi o violenti.
I “ristoranti” del mondo romano: Cauponae e Popinae:
Nell’Antica Roma la maggior parte delle persone (soprattutto delle classi medio-basse) non aveva una cucina in casa e mangiava fuori. Esistevano i thermopolia (i fast-food dell’epoca), le popinae (osterie) e le cauponae (locande con alloggio). Questi luoghi erano considerati malfamati, frequentati da marinai, schiavi, ladri e, appunto, scrocconi.
Il pagamento anticipato: Proprio a causa dell’altissimo rischio di fughe, in molti thermopolia e osterie romane il pagamento era rigorosamente anticipato. Il cliente pagava al bancone di pietra e riceveva il cibo o il vino caldo.
I graffiti di Pompei: Sui muri delle osterie di Pompei ed Ercolano gli archeologi hanno ritrovato scritte lasciate dai gestori. Molte erano “liste nere” di clienti insolventi, con insulti scritti per l’eternità contro chi aveva consumato vino e cibo senza pagare il dovuto (“Tal dei tali mi deve 2 assi per il vino”).
I parassiti nella Grecia Antica: Nella Grecia classica nacque una vera e propria figura sociale codificata: il parassita (dal greco parásitos, letteralmente “chi mangia accanto”).
Il profilo dello scroccone: Nelle commedie greche (e poi in quelle romane di Plauto e Terenzio), il parassita è un personaggio fisso. Si tratta di un uomo impoverito ma d’ingegno che pur di mangiare gratis nei banchetti o nelle taverne offre in cambio adulazione, barzellette, favori umilianti o crea appositamente risse e distrazioni per dileguarsi al momento del conto.
Le bische elleniche: Anche i primi banchi che vendevano cibo vicino ai templi o ai mercati dovevano fare i conti con la microcriminalità e con clienti che afferravano il cibo al volo per poi confondersi nella calca della agorà.
Come reagivano gli osti antichi? A differenza di oggi, dove il ristoratore rischia una denuncia per sequestro di persona se trattiene un cliente, nell’antichità la giustizia era molto più sbrigativa e privata:
Pignoramento immediato: Se un cliente non poteva o non voleva pagare, l’oste aveva il diritto legale (riconosciuto poi anche nel diritto romano) di sequestrare i beni del cliente sul momento, come il mantello, la tunica o i calzari. Il cliente veniva letteralmente buttato in strada nudo o in mutande.
Violenza fisica: Le rissose popinae romane finivano spesso nel sangue. Se lo scroccone veniva scoperto prima di uscire, i servi del locale lo pestavano a sangue.
Schiavitù per debiti: Nei casi più gravi (se il conto accumulato nella locanda era alto, comprensivo di alloggio), chi non pagava poteva essere costretto a lavorare gratis per l’oste fino al saldo del debito o subire una denuncia formale al prefetto cittadino, rischiando il carcere.
Le risposte dell’AI non sono un invito alla violenza.