
Il governatore Francesco Acquaroli durante l’intervista a Cronache Maceratesi
di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)
Forum con il governatore della Regione Francesco Acquaroli nella redazione di Cronache, occasione utile per fare il punto sulla situazione delle Marche con un occhio al recente passato e l’altro orientato sulle strategie di sviluppo. Francesco Acquaroli da un paio di mesi guida la giunta regionale delle Marche per il secondo mandato consecutivo.
Una vittoria che ha lasciato però qualche vittima illustre sul fronte politico maceratese, per la maggioranza l’ex assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, l’ex capogruppo di Fratelli d’Italia Simone Livi, l’ex consigliera della Lega Anna Menghi, per la minoranza il Dem Romano Carancini che non sono stati rieletti. Una bocciatura del loro operato da parte degli elettori o altri motivi?
«Sono dinamiche che fanno parte della politica, sui risultati influiscono tante variabili: le elezioni regionali hanno diversi fattori di incidenza, nazionale, regionale e comunale. A volte non ci sono una bocciatura o una promozione, c’è il cambiamento delle condizioni. Parlando di Saltamartini osservo che quello che oggi dice Agenas premia il suo lavoro e di questo sono contento. Macerata, in particolare con Oncologia, ha avuto un riconoscimento nazionale. In ogni caso non facciamo politica per il tramite delle strutture regionali, la politica va fatta fuori, poi ci sono le dinamiche di partito sulle quali non voglio entrare».
Nei giorni scorsi si è dimesso il capo di gabinetto Fabio Pistarelli che ha detto di averlo fatto, in accordo con lei, per occuparsi della politica del territorio. Poi sono circolate ricostruzioni un po’ diverse.
«Sono dinamiche naturali frutto di riflessioni che si intrecciano tra l’impegno quotidiano e le risorse che si possono mettere a disposizione. Non c’è nulla di strano e di particolare. Anche in passato è accaduto in questi ruoli apicali».

Promozioni, bocciature e una serie di variabili. L’exploit di Luconi in Fdi era previsto?
«Luconi è stato il risultato, non è tanto il fatto di essere stata la più votata di Fdi quanto i quattromila voti avuti di preferenza in un lasso di tempo molto ristretto visto la poca durata della campagna elettorale. Le faccio i complimenti».
In primavera si passerà da sei a otto assessori. Ci sarà spazio per l’ingresso in giunta di Renzo Marinelli per la Lega e, soprattutto, sarà una sua scelta o lascerà spazio alle richieste di Casa Salvini?
«Intanto completiamo la riforma, poi vedremo. Non voglio anticipare una cosa che avverrà fra sei mesi. In sei mesi possono cambiare tante cose, Luconi e Marinelli sono ipotesi molto plausibili. Abbiamo stabilito uno schema di partenza e gli equilibri, sicuramente non ci sarà una quota di genere».
Ha annunciato la cancellazione delle mancette (50mila euro senza alcun vincolo di destinazione) ai consiglieri di maggioranza per destinare un milione di euro a un’operazione per i giovani. Qual è stata l’iniziativa personale dei consiglieri che ha fatto traboccare il vaso e provocato la cancellazione dei fondi?
«Avevamo già deciso in precedenza di utilizzare quelle risorse visto che è un bilancio particolare per il tempo ristretto avuto a disposizione. Abbiamo deciso di dare precedenza alle risorse per i giovani, per noi è una priorità assoluta».
Una partita importante quella degli investimenti per la viabilità. A breve dovrebbe essere presentata la progettazione per la ValPotenza, il casello autostradale di Porto Potenza.
«Il casello è importante, offre uno sbocco a una vallata che è importante per diversi aspetti, come polo produttivo, paesaggistico e culturale. Molto positiva la realizzazione, va costruita una strategia per la viabilità. La provincia di Macerata ha un solo casello autostradale di riferimento – poiché quello di Loreto Porto Recanati afferisce più al territorio anconetano – pur essendo la terza provincia della regione, vanno tutti a entrare e uscire a Civitanova. Quanto alla Val Potenza va detto che l’unico tratto che sarà realizzato in nuova sede è quello che va da Villa Potenza a Fontenoce e questo perché il tratto citato è troppo urbanizzato e non permette di mettere in sicurezza la sede attuale. Da Fontenoce in poi sarà possibile un intervento di messa in sicurezza della strada attuale. Ci sono trenta milioni disponibili, contiamo di avere accesso ad altri fondi europei per un’opera importante per i territori, per la connessione delle zone industriali ed anche per lo sviluppo della nuova fiera che può avere una rilevanza interregionale».

Altro argomento centrale l’arretramento della linea ferroviaria. Che novità ci sono?
«E’ oggetto di stralci funzionali. Avremo una interlocuzione con la società Ferrovie e con il Ministero per capire le loro linee di indirizzo partendo dalla parte Nord ma anche a Sud; primo tratto fino ad Ancona, poi fino a Pescara. Nei primi mesi del 2026 potremo avere un’idea del tratto fino ad Ancona, la concertazione sarà massima con ii territorio e con gli enti locali».
Il fronte turistico vive di accoglienza ma anche di attrattività. Come sta andando con l’aeroporto?
«In linea con lo scorso anno. La continuità territoriale sta producendo effetti molto importanti. Ci sono prospettive di crescita, si è passati dai 450mila ai 600mila strutturali. Le presenze degli stranieri sono fortemente collegate agli aeroporti. La connessione con i voli internazionali è aumentata di molto rispetto allo scorso anno: l’aeroporto è una infrastruttura che crea centralità: gli stranieri sono abituati all’alta velocità e agli aerei e dunque valuta la compressione del tempo legata agli spostamenti».

Svem e Atim più che per il lancio delle imprese e del turismo sembrano aver brillato come carrozzoni capaci di agire senza un apparente filo logico. Si chiudono i carrozzoni o si cambiano sistemi operativi?
«C’è un naturale avvicendamento, non è che uno nasce in quel ruolo e deve rimanerci per sempre, ci saranno delle valutazioni dei risultati e vedremo anche le disponibilità. Quanto alla Svem c’è stata discontinuità rispetto alla Svim, faremo valutazioni. Non mi piacciono le polemiche, quando non ci sono notizie è una buona notizia. Su Atim dico che le presenze turistiche sono cresciute anche rispetto allo scorso anno, non saranno tutti meriti di Atim ma anche Atim, che ha meno di tre anni di vita, ha i suoi meriti. E’ una struttura che va completata e deve affermarsi nei mercati internazionali, deve avere il suo tempo, valutiamo nella sua capacità di portare valore aggiunto, ognuno è responsabile delle azioni e della capacità operativa».
Il 2026 sarà l’anno delle elezioni a Macerata, le piace un Parcaroli bis o Fdi reclama spazio?
«Penso che la continuità sia sempre un valore anche davanti alle tante criticità che ci possono essere. La giunta Parcaroli ha attraversato un periodo complicatissimo, un anno e mezzo con le mascherine per l’emergenza pandemica che ha impedito il contatto con la cittadinanza nel momento iniziale e più importante del mandato amministrativo. Macerata ha avuto per anni la filiera istituzionale legata al centrosinistra e non ha saputo sfruttarla. Conosco l’importanza di un capoluogo di provincia e quando è debole il problema è per tutti. Macerata ora è cresciuta ed è più vogliosa di affermarsi rispetto alla stagnazione registrata negli anni di governo del centrosinistra».
La ricostruzione rischia di essere un’occasione persa se – come pure suggerisce l’Anci – non si uniscono le forze per progetti e servizi in comune: pare però che ogni campanile continui nel realizzare la singola scuola di paese pur non avendo quasi più alunni.
«E’ un tema vero e centrale, agli inizi della scorsa legislatura avevo lanciato un appello in questo senso. Bisogna ricostruire una vocazione di insieme: ogni paese non deve essere la fotocopia dell’altro ci può essere un territorio con una vocazione turistico, un altro più produttivo: la frammentazione rischia di penalizzare la crescita del territorio e la qualità complessiva».
Macerata, il nuovo ospedale non vede ancora il varo del progetto: lo scorso anno secondo gli annunci degli amministratori doveva essere posta la prima pietra.
«Abbiamo lavorato in questi anni per dare finalmente a Macerata dopo decenni il nuovo ospedale ed ora siamo nella fase finale della progettazione che porterà velocemente alla gara per cantierarlo, tenendo presente sempre che è un’opera che costerà oltre 200 milioni e che comporta questioni procedurali burocratiche da rispettare. Sta partendo anche via Mattei La Pieve, il sottopassaggio è quasi ultimato e si parla di lavori epocali. Per 40 anni con il centrosinistra non è mai cambiato nulla, poi uno può anche rimpiangere l’immobilismo. I cantieri (con i disagi conseguenti) passeranno, ho visto a Macerata una dinamicità che mi ha fatto molto piacere».
Sanità, quali differenze vede da Saltamartini a Calcinaro che ha iniziato con le visite mediche anche la domenica e il reclutamento straordinario di personale sanitario?
«Sono personalità di primo livello con caratteristiche diverse ma la visione è comune, lavoriamo per attuare le riforme avviate su quello che sicuramente è il tema più importante per i cittadini.».
Adesso che sono passate le elezioni si può sbilanciare nella veste di tifoso, dovesse avere una sola possibilità meglio la salvezza della Civitanovese o la Champions all’Inter?
«Non mettetemi in difficoltà».
E’ quasi Natale, un pensiero a chi lo rivolge?
«Penso alla nostra regione. In questi cinque anni abbiamo riscoperto l’orgoglio di essere marchigiani, l’orgoglio delle nostre eccellenze, della nostra identità, delle tradizioni, anche quello per i nostri dialetti. Penso ad esempio alla cucina italiana patrimonio Unesco, percorso nel quale la nostra cucina marchigiana ha avuto un ruolo importante, ma anche alla candidatura dei nostri teatri a patrimonio mondiale, e questo deve avvenire per tutti i settori riconosciuti di eccellenza dai mercati mondiali. Le Marche hanno tanto da offrire e dobbiamo esserne consapevoli, dobbiamo essere più orgogliosi del nostro enorme patrimonio. Però voglio dirlo, un augurio di buon Natale a tutti».
La dinamicità di Macerata è infatti dimostrata dal ben famoso marciapiede di Via Velini/Villa Potenza che, da quando è stato inaugurato, è stato letteralmente preso d'assalto da orde di maceratesi che avevano atteso questo marciapiede da decenni.... FORSE!!! Cmq, qualcuno avvisi Acquaroli che la gente usa molto di più il casello di Civitanova rispetto a P.Recanati, sia perchè Civitanova è una città di quasi 50.000 abitanti mentre P.Recanati ne ha poco più di 10.000, sia perchè lì c'è anche la superstrada, e perchè è una zona con tante aziende. Se mai dovessero aprire un nuovo casello a Porto Potenza, farebbe la fine di quello di Portorecanati visto che a Porto Potenza e dintorni di aziende ce ne sono ben poche.
Ma dove l'ha visto che ora Macerata è più dinamica...con quel che vorrà dire poi
Svem e Atim liquidate con una frasetta?
Il casello autostradale? E dove circoleranno i Tir ? Sulla Regina ?
Fate schifo Vergogna
Danilo Pelagagge come te allora troll
Su Macerata c'è ancora MOLTO DA FARE Francesco!!non è più la MACERATA di una volta Purtroppo!!TROPPI Migranti Troppe Agevolazioni Per Codesti!!Soprattutto i MACERATESI vengono dopo molto dopo!Case Popolari invivibile Troppe Atenie Daverse Da noi!!in poche parole MACERATA INVIVIBILE IN QUESTO SENSO!!
Laila Montecchiari i problemi fondamentali di Macerata.
Simone Paciarotti Ho detto che Non credo che verrà rieletto il Sindaco Attuale lo dico con rammarico!Io
Laila Montecchiari grandi risultati infatti in 5 anni. Anche in regione e nazione vedo ottimi risultati. Rilegga ciò che ha scritto e capirà che si è praticamente contrariata da sola. Beata ignoranza.
Simone Paciarotti certamente si!!Chiedi Maceratesi!!Alle prossime Votazioni Vedrete i RISULTATI
Non so se mi fa più pena lui o chi lha votato. Di quale giovani? Di quelli che se ne sono andati al nord o direttamente in Europa? «Marche addio, non torneremo più»: il record (negativo) dei giovani in fuga LIstat certifica: tra il 2023 e il 2024 sono scappati dalla regione più under 40 che nei 6 anni precedenti «Mancano lavoro e giuste retribuzioni, poche prospettive. E non sappiamo cosa fare nel tempo libero» Svegliate CIAMBOTTO. Parcaroli? Neanche commento
Macerata, dinamica?
Franca Del Savio nel senso che ancora arriva la corrente
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” Macerata ora e’ dinamica come non mai ” questa e’ la sacrosanta verita’ chi dice il contrario sa di mentire spudoratamente.
E alla fine si puo’ anche dire Acquaroli e’ un grande Governatore !!
2 mandati Carancini, 2 mandati Meschini e circa 4 anni di Maulo… totale 40 anni di centrosinistra? la matematica questa sconosciuta.
Dio ce ne scampi… Sarebbe semplicemente una TRAGEDIA…
Sono costretto a ribadire quanto espresso con centinaia di articoli sin dal 29 maggio 2015 a nome del COMITATO NO SOTTOPASSO SU VIA CARDUCCI S.S.16 CASELLO N.1 FERROVIARIO CIVITANOVA/ALBACINA perfettamente inutile a ridurre la mole del traffico veicolare sull’adriatica compreso inquinamento dell’aria perché, come già accennato sopra da MARCO CORSI, CIVITANOVA nonostante sia un centro viario strategico NON PUÒ AVERE UN SOLO CASELLO A/14 a sud a poca distanza dal confine con PORTO SANT’ELPIDIO E NULLA A NORD A CONFINE CON PORTO POTENZA SUD, CIÒ COSTRINGE NUMEROSI AUTOMOBILISTI AD INGOLFARE LA STATALE ADRIATICA DETERMINANDO STATISTICAMENTE TALE UNICO CASELLO AUTOSTRADALE A/14 AI VERTICI NON SOLO DELLA REGIONE MARCHE MA DEL CENTRO ITALIA PER OLTRE 30.000 ENTRATE ED USCITE GIORNALIERE DI VEICOLI LEGGERI E PESANTI. Disconoscere considerazioni evidenti e confronti con altre città’ della costa marchigiana con minori accessi determina una vera ingiustizia la penalizzazione per CIVITANOVA oltre ad altre motivazioni correlate come OTTIMA IDEA L’ARRETRAMENTO DELLA FERROVIA ADRIATICA RISALENTE ALL’800 LASCIANDO L’ATTUALE PER USO ESCLUSIVO COME METROPOLITANA DI SUPERFICIE MENTRE LA NUOVA TRATTA ARRETRATA IDEATA DALL’ORDINE REGIONALE DEGLI INGEGNERI SAREBBE UTILIZZATA PER L’ALTA VELOCITÀ amplificando le contraddizioni, rischi e danni sulla progettata realizzazione del SOTTOPASSO.
Il nulla cosmico di un’intera classe dirigente da sostituire.
Dell’inquinamento del Basso Bacino del Chienti (Civitanova, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare), con i suoi spaventosi dati epidemiologici e della sua mancata bonifica ha detto qualcosa?
Che orgoglio del dialetto,
sia certo bella cosa,
dappertutto un po’ lo metto,
tradizion meravigliosa;
la cultura delle genti,
che ci hanno anticipato,
di radici siam contenti,
col dialetto hanno insegnato;
e che esso certo serba,
del capir l’animo umano,
con pronuncia pur acerba,
proveremo a metter mano;
ricordando a gioventù,
che dialetto è si cultura,
ma se poi non parlo più
italiano, è una sventura…eh… m.g.
Dialetto? meglio di no! credo che venga universalmente associato a .. li pecuri !!!
…va bene essere orgogliosi del proprio dialetto, ma negli ultimi anni si stanno finanziando solo rassegne teatrali amatoriali esclusivamente in dialetto come se le Marche fossero la terra di Goldoni, Martoglio, Scarpetta e De Filippo. Ci sono compagnie che fanno fatica a portare sulle scene testi in lingua dei grandi drammaturghi.
Giovinezza, stagione che fiorisci di beltà con impeto d’assoluta priorità, che pensieri soavi, che speranze, che cori, o Giorgia mia!
(da tradurre orgogliosamente in dialetto)
L’articolo non lo leggo perché “Domani è un altro giorno si vedrà” ha già funzionato per cinque anni e sarà così per altri cinque con cambiamenti che probabilmente da qualche parte ci saranno soprattutto politici visto l’oramai grado di sopportazione super superato come a Macerata e a Civitanova dove però sono più furbi o almeno credono.
L’unico spunto interessante che la diceva e continua a dirla lunga ad là dei danni che può fare, sta su un altro articolo dove viene denunciata la perfetta sintonia con Meloni che l’anno scorso aveva soppresso l’Osservatorio per il contrasto sulla diffusione del gioco d’azzardo. Già due anni fa Ciarapica e Borroni riuscirono a far cambiare una legge che riduceva la distanza fra sale slot. Altri cinque anni già scritti.
Acquaroli, continuare a ripetere la favola dei “40 anni di centro-sinistra” non è propaganda: è mistificazione.
I numeri sono testardi, anche quando fanno comodo ignorarli:
2 mandati Meschini + 2 mandati Carancini + 4 anni di Maulo = 24 anni, non 40.
E quei 24 anni sono stati governati con il cappio del patto di stabilità al collo, senza scorciatoie, senza piogge di fondi straordinari, usando solo il bilancio comunale.
Voi invece avete avuto PNRR, fondi straordinari, risorse mai viste prima.
E cosa ne avete fatto?
Avete dimostrato che con tanti soldi e poche idee si può fallire comunque.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti– servizi peggiori, scelte confuse, priorità sbagliate.
E per coprire l’incapacità, il solito trucco: dare la colpa a chi c’era prima, anche quando i conti non tornano nemmeno aritmeticamente.
La vostra capa poi ha superato ogni limite—- un programma di spesa 2025 inconsistente, costruito apposta per tenersi il portafoglio chiuso oggi e distribuire mance elettorali domani, in vista delle elezionidel 2027
Una strategia cinica, mentre famiglie e imprese arrancano.
Il popolo stringe la cinghia, voi vi autoassolvete e vi applaudite da soli.
Ma la realtà —-tranne Bartolò–non si piega ai vostri slogan-
La Guardia di Finanza sta sequestrando migliaia di prodotti contraffatti..occhio che anche la vostra politica è su quella strada…Questa non è buona amministrazione.è contorsionismo politico di bassa lega.
Che la sinistra in tutti gli anni di governo abbia fatto danni un po’ in tutti i settori è’innegabile ma dire che Macerata è le Marche sono governate bene come non mai e’solo fanatismo ideologico
Dopo le opere strappavoti rimangono i costi e le manutenzioni da gestire. Le generazioni future ringrazieranno sicuramente. Avere 3 caselli invece di 2 aggiunge costi. Potenziare la viabilità sui nodi principali invece risolve problemi: Velocizzare l’attraversamento di Macerata da superstrada a val potenza ad esempio renderebbe inutile il terzo casello e servirebbe l’alta valle del potenza ( retroterra che soffre particolarmente di mancanza di collegamenti viari rapidi) senza duplicare opere esistenti che oltre a occupare altro territorio lasciano in eredità tutti quei costi fissi e quei lavori manutentivi che già oggi si fa una fatica enorme a sostenere.
Chi Governa al di la della cravatta che indossa dovrebbe farlo perchè ne è capace invece abbiamo questi esempi di scarsa lungimiranza in un contesto che richiede professionalità nelle scelte. Quando invertiremo la tendenza ?
PS mi spiace Bartoloni, il suo cavallo al pari di tanti altri è un vero brocco.
Orgogliosi del dialetto?
Il passaggio su Parcaroli sembra un endorsment per la sua riconferma. A me non sembra una buona scelta.
Interessato da sempre, ma soprattutto oggi per fatto anagrafico, alle sorti del nuovo ospedale di Macerata, leggo con sorpresa cosa risponde il riconfermato governatore Francesco Acquaroli a proposito della (ancora) mancata posa della prima pietra del suddetto ospedale:
“Abbiamo lavorato in questi anni (?) per dare finalmente a Macerata dopo decenni (?) il nuovo ospedale ed ora siamo nella fase finale della progettazione che porterà velocemente alla gara per cantierarlo, tenendo presente sempre che è un’opera che costerà oltre 200 milioni e che comporta questioni procedurali burocratiche da rispettare.”
Come dire nulla mescolato con niente visto che non dice quando sarà consegnato il cantiere, quanto costerà l’opera, quando questa potrà essere inaugurata e messa a disposizione dei marchigiani.
Ancora una volta invito il signor Sindaco Sandro Parcaroli a mantenere un debito d’onore e incatenarsi con me per protesta se la prima pietra non sarà stata posta entro la fine del suo primo mandato.
Signor Passaretti, in effetti ricordo bene che quando nei decenni scorsi, ma non solo e a Roma in particolare, nelle commedie italiane dovevano trovare un personaggio un po’ sempliciotto, lo cercavano tra attori marchigiani e soprattutto del maceratese (il grande Silvio Spaccesi, qualche volta, ne è stato un esempio). Tuttavia, è il nostro dialetto e, al di là della cadenza, un po’ simpatica, un po’ semplice, può dire ancora tante cose sulla cultura e sulla saggezza popolare e sulle nostre tradizioni. gv
“Priorità assoluta i giovani” sono parole che mi trovano d’accordo, ma anche qui (come nella Sanità) sarà necessario passare dalle parole ai fatti, ma in fretta, perché cinque anni passano in un baleno.