Rassegna esplicita, Ballesi e Cresti lasciano:
«Contattati per parlare di futurismo,
solo dopo abbiamo saputo del programma»
MACERATA - I due docenti rinunciano all’intervento nella rassegna sostenuta dal Comune e dalla Regione che vede la partecipazione di ospiti vicini all'estrema destra: «L’assessorato alla Cultura non ha pronunciato alcuna parola di chiarimento in grado di eliminare ogni ambiguità»

Paola Ballesi
di Leonardo Giorgi
«Non parteciperemo a “Rassegna esplicita”. Abbiamo saputo solo dopo il resto del programma, noi siamo stati contattati solo per parlare di futurismo». Paola Ballesi e Roberto Cresti lasciano: si apre una crepa nel già discusso programma della prima edizione di “Letture Maceratesi”, l’iniziativa al centro della bufera politica per il sostegno ricevuto da Comune e Regione, nonostante i contenuti, i simboli e parte dei relatori riconducibili all’estrema destra. I due professori, storici dell’arte e docenti hanno comunicato agli organizzatori la rinuncia al loro intervento. Secondo il programma, sarebbero dovuti intervenire domenica prima degli appuntamenti con Pietro Senaldi e Gianluigi Paragone (leggi l’articolo).
«Siamo stati contattati – spiegano a Cronache Maceratesi – in qualità di studiosi del futurismo marchigiano da un’associazione legittimata dal Comune di Macerata a dar vita a un festival inserito nel programma natalizio della nostra città. E in tale veste abbiamo accettato di intervenire mettendo a tema l’avanguardia maceratese del “Gruppo Boccioni” formato da giovani artisti di raro talento, da Bruno Tano a Sante Monachesi, da Umberto Peschi a Wladimiro Tulli, solo per citarne alcuni. Artisti che – precisano – da sostenitori del regime fascista hanno poi percorso strade individuali, ostili a qualunque autoritarismo, e che hanno portato alcuni, come Tulli, a entrare nelle file della Resistenza armata».

Roberto Cresti
Una partecipazione quindi, spiegano i due docenti, che era motivata esclusivamente da un interesse storico-artistico e dall’intento di valorizzare una pagina della cultura locale. Ma è stato l’intero contesto dell’iniziativa, con i suoi contenuti e il silenzio delle istituzioni, a determinare il passo indietro. «Solo successivamente siamo venuti a conoscenza del programma nel suo complesso e quindi delle interrogazioni, delle perplessità ma anche indignazione che tale “Rassegna esplicita” muove nell’opinione pubblica, per tutta una serie di ragioni che vanno da quelle ideologiche, proposte con immagini ambigue, a quelle procedurali e organizzative, di fronte alle quali il Comune con l’assessorato alla Cultura che ha promosso l’evento, non ha pronunciato alcuna parola di chiarimento in grado di eliminare ogni ambiguità».
Una presa di distanza che chiama in causa la responsabilità istituzionale e la mancanza di trasparenza che ha alimentato la polemica. «A fronte di tutto ciò – concludono – ci sottraiamo a questo gioco stucchevole di rimbalzo delle responsabilità e al bailamme delle polemiche a salvaguardia della nostra dignità, irreprensibilità e autonomia culturale».
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Pessima figura della Signora Ballesi e del Signor Cresti !!!
Sfortunato Depero: le furbate nostalgiche appiombano le pretese futuristiche. Il paradosso invece resiste con le richieste di chiarimenti su una rassegna esplicita. E i silenzi non aiutano a distinguere e dialogare; si avvertono imbarazzo e forse il solito complesso di inferiorità. Alla fine, Ballesi e Cresti se ne vanno, ed era inevitabile a questo punto. I fatti e le polemiche di questi giorni mostrano quanto sia prezioso l’ultimo Roberto Esposito, con la sua interpretazione filosofica di ventennio e dintorni, oltre demonizzazioni inutili e banalizzazioni comode.
Ode agli Irreprensibili
O Professori, angeli in tweed e gesso,
voi soli tra le rovine della carne
camminate immuni dal peccato originale,
mentre noi, poveri Adami senza mela,
inciampiamo ogni istante nel fango dell’umano.
Tutti gli uomini sono peccatori,
miseramente umani,
sudano, mentono, desiderano, tradiscono,
si specchiano e trovano sempre una crepa;
ma voi, o cattedratici di perfezione,
avete l’anima stirata come una camicia oxford
e il vizio vi scivola addosso
come acqua sul vetro di una lezione ben preparata.
Avete mai rubato un bacio? Mai.
Avete mai sbagliato una citazione? Impensabile.
Il vostro cuore batte in endecasillabi perfetti,
la vostra lussuria è solo bibliografica,
il vostro orgoglio è solo indice analitico.
Noi mortali cadiamo per una gonna,
per un bicchiere, per una bugia detta piano;
voi cadete, al massimo,
in una nota a piè di pagina,
e subito vi rialzate con tre riferimenti aggiornati
e un sorrisetto che dice: «Come previsto da Kant».
O santi laici dalla penna rossa,
voi che correggete il mondo
con la stessa grazia con cui Dio, si dice,
perdonò solo sé stesso,
insegnateci l’arte sublime
di essere irreprensibili
senza sembrare noiosi.
Bartolò… ma con quale titolo ti permetti di parlare di “pessima figura” riferendoti a due illustri esponenti della cultura maceratese? Proprio tu, che delle pessime figure sei l’alfiere. Davvero la tua vergogna non conosce limiti?»
Di cadere dal Depero può capitare a tutti.
Giusta e opportuna reazione al raggiro orchestrato nei loro confronti da questa gentaglia senza Dio, senza patria e3 senza dignità. Tornate lei luoghi a voi confacenti, l’aria libera non fa per voi.
Caro Signore Bartoloni sono importanti Professori a livello nazionale
La inferiorità morale e culturale della destra è come la rassegna: esplicita.
Hanno fatto benissimo! Stà roba che vogliono fare con questi imbarazzanti personaggi è un tutto dire di questa piccola amministrazione…
Grazie. La scelta più giusta.
Ma perché non volare alto sulle ali della fantasia resistenziale? Per esempio un paragone con quei rari docenti universitari che nel 1931 rifiutarono di giurare fedeltà al regime qui ci starebbe assai bene.
La rinuncia degli stimati Professori Ballesi e Cresti – che certamente non sono “pericolosi comunisti” – è la migliore risposta a chi cerca di far passare come “censura” le motivate proteste che si sono levate contro questa ben pagata iniziativa.
Si sono presi paura