
A sinistra la locandina dell’evento; a destra la tessera del dopolavoro disegnata da Fortunato Depero
di Luca Patrassi
Vero è che solo nel capoluogo ci sono alcune centinaia di associazioni, che decine di queste promuovono iniziative che proseguono con successo da decenni, ma è anche vero che la professionalità va premiata, se questo è il motivo del contributo regionale (si tratta di fondi nella disponibilità di ogni singolo consigliere, nella fattispecie dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia Simone Livi) di 15mila euro a una associazione del Nord Italia.
In effetti qualcuno deve aver seriamente pensato che a Macerata, ma a questo punto si può sospettare neanche nel territorio regionale, non ci sia un libero pensatore (magari anche di destra) o una associazione in grado di mettere in piedi una rassegna invitando Pietro Senaldi e Gianluigi Paragone che figurano tra i relatori delle imminenti “Letture maceratesi” che avranno luogo domenica nella sala Cesanelli dello Sferisterio concessa dal Comune.

Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli
Silenti diversi telefoni (compreso quello dell’ex consigliere Livi), quasi nessun commento arriva dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli che si limita ad osservare «non conosco questa associazione», nulla di nulla dall’assessora alla Cultura Katiuscia Cassetta. Non sembra nemmeno si tratti di una iniziativa che possa inquadrarsi nel settore degli Eventi che fa riferimento all’azzurro Riccardo Sacchi che da un paio di anni sostiene una rassegna dal titolo “Presente liberale”. Che Sacchi non c’entri nulla con Letture Maceratesi” è desumibile anche dal titolo della sua rassegna, appunto “Presente liberale”, mentre secondo gli insorti della sinistra maceratese con “Letture maceratesi” saremmo di fronte a “Passato fascista”, in tema con il logo scelto per la rassegna che richiama un’opera del grande Fortunato Depero copiata (con l’aggiunta della scritta “Macerata fascista”) nel Ventennio dal Pnf per ricavarne una tessera della sezione maceratese del Dopolavoro fascista. “Letture maceratesi” che vede tra i relatori anche esponenti di Casa Pound.
Domani dunque va in scena ”Letture maceratesi” allo Sferisterio mentre le associazioni antifasciste hanno organizzato una giornata di incontri e dibattiti nel quasi adiacente Ostello Ricci. In mezzo anche un presidio antifascista organizzato per domenica a cura di Rifondazione comunista in piazza San Giovanni. Quella zona di piazza San Giovanni che ricorda, ai maceratesi più avanti con l’età e con la memoria, gli scontri tra militanti dell’estrema destra e della sinistra, anche con lanci di sanpietrini dalle rispettive “sedi” che erano un bar lungo il corso (per la sinistra) ed uno sotto il loggiato di piazza San Giovanni (per la sinistra). Forze dell’ordine in allarme ma è pensabile che lo scontro sia soltanto dialettico, almeno così pare alla vigilia. Intanto proseguono le prese di posizione.

Leonardo Catena, ex sindaco di Montecassiano e consigliere regionale (Pd)
Il consigliere regionale del Pd Leonardo Catena ha presentato una interrogazione e osserva: «È necessario fare piena luce sull’assegnazione e sull’utilizzo del contributo regionale di 15.000 euro destinato al cosiddetto Festival del Libro del Comune di Macerata e trasferito integralmente all’associazione Castelli di carta, realtà esterna al territorio e già nota – secondo fonti pubbliche – per legami con ambienti dell’estrema destra radicale. Il contributo, previsto dalla Legge di Stabilità regionale 2025 senza alcun progetto specifico né procedura selettiva, è stato successivamente assegnato dal Comune di Macerata all’associazione Castelli di carta Aps per l’organizzazione dell’evento “Letture Maceratesi – Rassegna esplicita”»
«L’amministrazione comunale ha inoltre concesso gratuitamente la Sala Cesanelli e l’utilizzo del logo istituzionale. A preoccupare – continua Catena – non è solo l’assenza di qualunque bando, criterio pubblico o valutazione preliminare che giustifichi l’affidamento a un soggetto non locale, ma soprattutto la natura ideologica della rassegna, che ha ospitato relatori riconducibili all’area neofascista e ha utilizzato materiali grafici ispirati esplicitamente alla propaganda del Ventennio. È un fatto molto grave che riguarda l’uso di risorse pubbliche, destinate per legge alla promozione culturale. La cultura – conclude il consigliere dem – non può diventare terreno di operazioni opache né di promozione identitaria dell’estrema destra. La Regione Marche ha il dovere di garantire trasparenza, pluralismo e rispetto dei valori repubblicani. È inaccettabile che fondi pubblici possano essere utilizzati, anche indirettamente, per legittimare contenuti o simbologie di matrice neofascista».

La “controrassegna” antifascista
Sul tema c’è anche una nota del Pci, a firma del segretario provinciale Emanuele Porfiri, che trova il modo di evidenziare le spaccature a sinistra e contesta l’esclusione dall’azione delle altre forze del centrosinistra: «Apprendiamo dalla stampa della iniziativa a Macerata di chiara matrice neofascista “Letture Maceratesi” pubblicizzata da una locandina dove riporta simboli fascisti, finanziata direttamente dal Comune di Centro destra con soldi pubblici deliberati intorno ai 15 mila euro, dove il Sindaco riferisce che non era stato informato, una posizione grave e ridicola nei confronti della città, ne prendiamo le distanze come sempre a difesa dei valori della Resistenza. Siamo stati contattati la scorsa settimana, da una delle Associazioni studentesche universitarie promotori della iniziativa “Non ci si rassegna”, prevista per domani, iniziativa lodevole ed interessante promossa soprattutto dai giovani studenti, dove immediatamente abbiamo dato la nostra adesione, ma con molto stupore abbiamo verificato nella locandina, dove hanno aderito partiti, associazioni, sindacati e persino diversi locali della movida cittadina, che siamo stati esclusi, la riteniamo una decisione ridicola da parte degli organizzatori, forse gli stessi hanno temuto che la nostra storica e intransigente dedizione alla causa antifascista, potesse risultare troppo impegnativa per un contesto così inclusivo?»

I loghi che supportano l’iniziativa
«Ci rassicura sapere – continua – che l’antifascismo a Macerata goda oggi di così tanti interpreti; tuttavia, vorremmo ricordare ai compagni e agli amici del centro sinistra che il Pci non è un cimelio da soffitta, ma una forza viva che non ha bisogno di permessi per difendere i valori della Resistenza. Anche noi garantiamo che non ci rassegneremo al neofascismo di ritorno protetto dalle istituzioni, ma non ci rassegneremo nemmeno ad un antifascismo da salotto talmente spocchioso che pretende di selezionare i compagni di viaggio senza alcun criterio fondato, perché l’antifascismo è un patrimonio comune, non una proprietà privata dichi gestisce la lista degli invitati».
«Presidio antifascista in piazza durante Rassegna esplicita»
«Non ci sono equivoci o sensibilità: si richiama consapevolmente la propaganda del regime fascista»
La polemica sulla Rassegna esplicita sfocia in un contro-festival
Sferisterio, arriva la “Rassegna esplicita” con Paragone e Senaldi
Che spettacolo
Per chi non conosce e per chi è in malafede. Il manifesto riproduce un qualcosa di ben preciso, ovvero: è riferito totalmente al materiale di propaganda fascista locale, volto a esaltare lidea di un fascismo attivo, combattente, in prima linea, specificamente alla realtà di Macerata durante il Ventennio.
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Voglio essere onesto come sempre, nel 2025 si il fascismo esiste ma e’ solo quello di sinistra……
Un accomunante “Festival delle poche idee ma confuse” lanciato nella divisa Macerata porterebbe la pace nel mondo, pensateci prima che sia troppo tardi.
Che il ‘non ci si rassegna’,
sia per non dar voce a tutti,
toglie velo su chi s’impegna,
a divider belli e brutti;
e i brutti son chi pensa,
che la storia sia di tutti,
e che voglion aprir dispensa,
di pur altri farabutti… m.g.
Non ci fate una bella figura, credo proprio… gv
Bartolò… onesto?
No, sei coerente: coerentemente disonesto.
In tutta la provincia il tuo marchio di fabbrica è l’onestà intellettuale… per assenza.
E continui pure a vantartene, come se nessuno se ne fosse accorto.