Paga il parcheggio e lo multano: «Sull’app ho sbagliato gestore, come si fa a sapere qual è ?»
MACERATA - L'automobilista sanzionato in via Trento: «Pioveva e ho usato l'app che utilizzo di solito in corso Cavour. Com'è possibile complicare così la vita a chi viene in città?»
Parcheggia in via Trento, paga la sosta con l’app e si ritrova comunque una sanzione sul parabrezza. È quanto accaduto a un automobilista maceratese che ha deciso di pagare l’avviso di accertamento, ma segnala l’incongruenza di un sistema che prevede gestori diversi per le aree di sosta cittadine.
«Ieri mattina pioveva a dirotto, dovevo andare in corso Cavour. Non ho trovato posto e sono andato nella vicina via Trento – racconta l’automobilista che preferisce rimanese anonimo – ho parcheggiato e poi ho aperto l’app con cui pago sempre il parcheggio, convinto di essere nel giusto. Ho versato 1,20 euro per un’ora di sosta».
Al ritorno l’amara sorpresa: sull’auto c’era l’avviso di accertamento da 10,80 euro. «Mi sono recato al silos di via Armaroli e ho scoperto che in via Trento i parcheggi sono gestiti da Impresa Servizi Generali, mentre in corso Cavour sono della Apm Mobilità – dice l’automobilista -. Com’è possibile complicare così la vita a chi viene a Macerata o anche a chi ci vive? Come fa un cittadino a sapere cosa pagare e dove? Non sempre c’è il tempo di andare a cercare i cartelli, e poi stamattina pioveva».
L’uomo aveva pagato con l’app di Apm Mobilità inserendo la targa dell’auto. Per evitare ulteriori problemi si è recato al silos di via Armaroli e ha pagato. «Non ho tempo ed ho voluto evitare ulteriori maggiorazioni – continua l’automobilista -. Come può essere che in una città così piccola ci siano concessionari di parcheggio diversi su due vie adiacenti? Pensavo ci fosse un’unica realtà per i parcheggi a Macerata».
Attualmente nel capoluogo operano tre diversi gestori. Impresa Servizi Generali ha in concessione il parcheggio di via Armaroli, quello direzionale e alcuni stalli tra cui quelli di via Trento. La Cooperativa Ricina gestisce il parcheggio dell’ospedale. Apm Mobilità ha in concessione i parcheggi coperti dei giardini Diaz e la maggior parte degli stalli su strada del centro, inclusi quelli di corso Cavour. Un assetto che complica non poco la vita ai cittadini.
La questione era stata sollevata nel programma elettorale di Macerata Insieme, la lista del consigliere di opposizione David Miliozzi, che proponeva l’«integrazione del pagamento dei parcheggi Armaroli (viale Giacomo Leopardi, via Trento, Silos, Rampa Zara) con il sistema di pagamento elettronico attuale dell’Apm. È impensabile, in una città delle dimensioni di Macerata, non offrire un sistema di pagamento omogeneo. Pur mantenendo l’attuale gestione dei diversi segmenti delle aree di stazionamento, accordare una soluzione unica e a portata di mano del cittadino rappresenta sicuramente un passo avanti nel nome della semplificazione». Una proposta che non si è mai concretizzata.
Macerata è Macerata di tutto di più. P.S. ma ci vuole tanto a pagare tutto con l’app. poi in base a dove parcheggi i gestori si prendono il money ma siccome qui le cose semplici non si fanno succede ciò.
L’App dell’Apm oltre alla targa prevede l’inserimento della via. Se ha pagato con questa App ha dovuto inserire una via a caso, non via Trento che non è nell’elenco. Mi sembra o una storia inventata o che la persona non sia in buona fede.
Questa è proprio una cosa fuori dal mondo, e un residuo di (mala)gestione delle concessioni per le aree di sosta ereditato dalle precedenti amministrazioni, cui l’attuale amministrazione dovrebbe mettere mano ora per il possibile, e comunque appena arrivassero a scadenza le attuali concessioni.
Pochi anni fa sostai proprio in via Trento pagando col praticissimo EuroPark, quella utile tavoletta prepagata che fino a un paio d’anni fa l’APM distribuiva e che ora invece non distribuisce più, forse perché l’Europark era appunto cosa troppo pratica e intelligente,per durare.
Tornato all’auto a fine sosta, trovai un foglio di contestazione lasciato dai controllori della società gestrice dell’area, che è quella appunto che gestisce pure l’area di Rampa Zara.
Non sapevo che via Trento non fosse a gestione APM, né nelle vicinanze di dove io avevo sostato, cioè in fondo, quasi davanti al fotografo, c’era alcun cartello che avvisasse su chi fosse il gestore di quel parcheggio.
Andato al silos di Rampa Zara per protestare, l’addetto mi disse che invece c’era un cartello che avvisava che l’area non era a gestione APM, e che questo cartello era a inizio area di sosta, vicino all’imboccatura, dunque a più di 50 metri da dove io avevo parcheggiato l’auto.
Feci notare allo scortese addetto che la cosa era assurda, illogica, e che gli avvisi li si doveva invece trovare ben evidenti nelle immediate vicinanze di dove si parcheggia. Sapendo infatti che a Macerata si poteva usare l’Europark per pagare, era naturale per un automobilista parcheggiare, leggere quanto riportato circa il costo orario del parcheggio sul cartello d’avviso più vicino all’auto, attivare la tavoletta dell’Europark ed esporla sul cruscotto, e poi andarsene per gli affari propri certo di aver fatto il dovuto, senza doversi preoccupare di andarsene a cercare altri cartelli chissà dove.
Aggiunsi che era il gestore stesso, cioè l’interlocutore con cui stavo parlando a Rampa Zara, che doveva curarsi di apporre più cartelli, uno ogni pochi metri, nell’area gestita dalla propria società, a evitare equivoci come quello nel quale io ero incorso.
L’interlocutore non se ne dette per inteso, e ribattendo in continuazione e interrompendomi mentre parlavo, insistette nella affermazione infondata che la propria società aveva fatto quanto doveva per “pubblicizzare” la titolarità dell’area di sosta di via Trento.
Ottenni come solo risultato la “grazia” di non dover pagare la sanzione, “per questa volta” come specificò l’addetto, ma “solo” il costo orario della sosta, sosta che dunque pagai 2 volte: una volta all’APM con l’Europark e la seconda volta al “vero” concessionario dell’area di via Trento.
E a nulla valse la mia insistita richiesta all’addetto di apporre nell’area più cartelli esplicativi, per lo meno uno ogni 5 o massimo 10 metri, a evitare che altri in futuro incorressero nel mio stesso equivoco.
A distanza di anni, il fatto che leggo in questo articolo dimostra che nulla è cambiato, e che il concessionario dell’area di via Trento continua a non capire come si debba correttamente aiutare l’utente a non incorrere in simili equivoci.
Sta all’amministrazione comunale, come ho scritto in premessa, intervenire, appena può e come può.
Già andare a macerata e’uno stress , il traffico è sempre congestionato che nemmeno fosse Bologna, ma poi ha tutti parcheggi a pagamento veramente uno schifo.
In via Trento hai 18 secondi prima che qualcuno venga a multarti anche se c’è un tornado F5.
Fra autovelox farlocchi e parcheggi a pagamento ovunque, mi chiedo che fine fanno le decine di migliaia di euro che incassano ogni giorno i comuni.
In Via Trento come controllore del parcheggio c’è un non meglio identificato “energumeno” con i capelli ricci ( tra l’altro malamente tinti ….) che si nasconde dietro le colonne per cogliere in fallo gli automobilisti che non espongono la ricevuta di pagamento entro 10″ netti. 🙂
La verità è che nelle aree in cui si puó pagare con app è riportato dalla segnaletica verticale e quella si deve guardare secondo la legge. Inoltre la geolocalizzazione di apm non funziona bene perchè se fosse come quella di altre app per parcheggi o come quando si condivide la posizione su whatsapp prende una distanza di 5 metri e non fa si ti prende c.cavour quando sei via trento e via dicendo
No ma mi raccomando,usate le app pure al posto della carta igienica,mi raccomando! Ma come ha fatto il genere umano a sopravvivere fino ad ora senza app????
Michele Maggini ha messo c.cavour perchè lapp se non trova la via esatta prende la più vicina. Diciamo che l app funziona un po cosi ma allo stesso tempo infatti la colpa è anche dellutente
In centro storico è ancora più delirante, e sembra fatto a posta per multare i cittadini, per ogni via è necessario vedere chi gestisce il parcheggio, e spesso non è neppure chiaramente indicato. Io sono stata multata per aver esposto il parcheggio Baby (che vale solo sulle soste gestite da APM) in una via non gestita da APM. Aggiungo che non esiste neppure un elenco di vie da consultare (ho espressamente chiesto di indicarmi quali fossero le vie del centro dove potevo usare il parcheggio baby e mi è stato risposto che devo verificare io in ogni singola via). Una barzelletta... poi ci si continua a chiedere come mai la gente evita le zone centrali della città come fossero appestate...
Macerata è Macerata di tutto di più. P.S. ma ci vuole tanto a pagare tutto con l’app. poi in base a dove parcheggi i gestori si prendono il money ma siccome qui le cose semplici non si fanno succede ciò.
L’App dell’Apm oltre alla targa prevede l’inserimento della via. Se ha pagato con questa App ha dovuto inserire una via a caso, non via Trento che non è nell’elenco. Mi sembra o una storia inventata o che la persona non sia in buona fede.
Caro signore,
ha sbagliato parcheggio. Doveva venire in centro: non avrebbe avuto problemi di sorta nemmeno sbagliando stallo, non solo gestore.
Questa è proprio una cosa fuori dal mondo, e un residuo di (mala)gestione delle concessioni per le aree di sosta ereditato dalle precedenti amministrazioni, cui l’attuale amministrazione dovrebbe mettere mano ora per il possibile, e comunque appena arrivassero a scadenza le attuali concessioni.
Pochi anni fa sostai proprio in via Trento pagando col praticissimo EuroPark, quella utile tavoletta prepagata che fino a un paio d’anni fa l’APM distribuiva e che ora invece non distribuisce più, forse perché l’Europark era appunto cosa troppo pratica e intelligente,per durare.
Tornato all’auto a fine sosta, trovai un foglio di contestazione lasciato dai controllori della società gestrice dell’area, che è quella appunto che gestisce pure l’area di Rampa Zara.
Non sapevo che via Trento non fosse a gestione APM, né nelle vicinanze di dove io avevo sostato, cioè in fondo, quasi davanti al fotografo, c’era alcun cartello che avvisasse su chi fosse il gestore di quel parcheggio.
Andato al silos di Rampa Zara per protestare, l’addetto mi disse che invece c’era un cartello che avvisava che l’area non era a gestione APM, e che questo cartello era a inizio area di sosta, vicino all’imboccatura, dunque a più di 50 metri da dove io avevo parcheggiato l’auto.
Feci notare allo scortese addetto che la cosa era assurda, illogica, e che gli avvisi li si doveva invece trovare ben evidenti nelle immediate vicinanze di dove si parcheggia. Sapendo infatti che a Macerata si poteva usare l’Europark per pagare, era naturale per un automobilista parcheggiare, leggere quanto riportato circa il costo orario del parcheggio sul cartello d’avviso più vicino all’auto, attivare la tavoletta dell’Europark ed esporla sul cruscotto, e poi andarsene per gli affari propri certo di aver fatto il dovuto, senza doversi preoccupare di andarsene a cercare altri cartelli chissà dove.
Aggiunsi che era il gestore stesso, cioè l’interlocutore con cui stavo parlando a Rampa Zara, che doveva curarsi di apporre più cartelli, uno ogni pochi metri, nell’area gestita dalla propria società, a evitare equivoci come quello nel quale io ero incorso.
L’interlocutore non se ne dette per inteso, e ribattendo in continuazione e interrompendomi mentre parlavo, insistette nella affermazione infondata che la propria società aveva fatto quanto doveva per “pubblicizzare” la titolarità dell’area di sosta di via Trento.
Ottenni come solo risultato la “grazia” di non dover pagare la sanzione, “per questa volta” come specificò l’addetto, ma “solo” il costo orario della sosta, sosta che dunque pagai 2 volte: una volta all’APM con l’Europark e la seconda volta al “vero” concessionario dell’area di via Trento.
E a nulla valse la mia insistita richiesta all’addetto di apporre nell’area più cartelli esplicativi, per lo meno uno ogni 5 o massimo 10 metri, a evitare che altri in futuro incorressero nel mio stesso equivoco.
A distanza di anni, il fatto che leggo in questo articolo dimostra che nulla è cambiato, e che il concessionario dell’area di via Trento continua a non capire come si debba correttamente aiutare l’utente a non incorrere in simili equivoci.
Sta all’amministrazione comunale, come ho scritto in premessa, intervenire, appena può e come può.
SEMPRE PEGGIO,
Già andare a macerata e’uno stress , il traffico è sempre congestionato che nemmeno fosse Bologna, ma poi ha tutti parcheggi a pagamento veramente uno schifo.
In via Trento hai 18 secondi prima che qualcuno venga a multarti anche se c’è un tornado F5.
Fra autovelox farlocchi e parcheggi a pagamento ovunque, mi chiedo che fine fanno le decine di migliaia di euro che incassano ogni giorno i comuni.
In Via Trento come controllore del parcheggio c’è un non meglio identificato “energumeno” con i capelli ricci ( tra l’altro malamente tinti ….) che si nasconde dietro le colonne per cogliere in fallo gli automobilisti che non espongono la ricevuta di pagamento entro 10″ netti. 🙂