«Declinato il mio cognome al femminile,
atteggiamento dispregiativo del sindaco
durante il Consiglio comunale»
PORTO RECANATI – La consigliera Rosalba Ubaldi in una lettera aperta al primo cittadino: «Non è la prima volta che nel darmi la parola mi chiama Ubalda. Comportamento denigratorio della persona, per di più donna. Non ci sarà una prossima volta se non nelle apposite sedi giuridiche»

Rosalba Ubaldi
Lettera aperta al sindaco di Porto Recanati della consigliere Rosalba Ubaldi: «Nell’ultimo consiglio nel darmi la parola mi ha chiama Ubalda. E non è la prima volta. Questa è pura denigrazione della persona, per di più donna. Non ci sarà una prossima volta se non nelle apposite sedi giuridiche». La capogruppo del centrodestra nel rivolgersi al sindaco Andrea Michelini, dice: «nel darmi la parola lei può chiamarmi consigliere Ubaldi oppure capogruppo Centrodestra oppure dottoressa Ubaldi, oppure addirittura Rosalba.
Per me va benissimo qualsiasi di questi appellativi. Ma non si permetta più di fare teatro, peggio ancora se nella sede istituzionale per eccellenza, declinando al femminile il mio cognome. Il suo è un atteggiamento dispregiativo, denigratorio ed offensivo della mia persona, aggravato per di più dalla sua posizione di sindaco, nei confronti di un consigliere di minoranza, anche donna. Per questo lo considero altamente denigratorio della mia figura di consigliere e di donna. L’uso dispregiativo della declinazione al femminile del mio cognome rafforza il carattere discriminatorio dell’offesa che aggrava la condotta e che mi riservo di valutare nelle apposite sedi». La consigliera aggiunge, nella lettera aperta, che «qui non c’entra la critica politica, anche aspra ed esasperata, sempre possibile ed accettata. Questa è pura denigrazione della persona, per di più donna». Ubaldi dice di essere già passata sopra «al suo precedente “Ubalda” concedendole il beneficio dell’errore. Adesso basta davvero. Non ci sarà una prossima volta, se non nelle apposite sedi giuridiche».
Ubaldi li lasci giocare, sono come reghezzini, per loro è tutto un gioco
Occorre avere rispetto per le persone non deformare i loro nomi o cognomi.
@Fulvio Ferranti: credo che il sindaco, rivolgendosi in tal modo, possa aver fatto riferimento ad un film degli anni 70 del filone commedia all’italiana che si intitolava “Quel gran pezzo dell Ubalda tutta nuda e tutta calda”…. interpretato (diciamo così), da Edwich Fenech). La mia solidarietà alla conigliera.
L’insulto, fiato di bronzo corroso,
scaglia il suo dardo in aria di piombo;
ma il dardo, invece di trafiggere l’ombo,
torna al mittente, uncino di rospo.
Chi lo sputa, si squarcia la gola in un sorso
di vetriolo, e il suo onore, già tombale,
diventa sudario di carta pesta, male
che si annoda alla lingua in un nodo scorso.
Il ricevente, intatto, sorride al vuoto:
l’eco gli rimbalza sul petto di marmo
e si frantuma in schegge di nulla sparso.
Così l’offesa, boomerang di scherno,
torna a chi la scoccò, sigillo eterno
di disonore che al proprio volto ha impresso.