
Paolo Calcinaro, Francesco Baldelli, Gianluca Pasqui e Giacomo Bugaro sono in pole per la nuova Giunta Acquaroli
di Matteo Zallocco
Per ora di certo c’è solo lo schema: 3-1-1-1. La nuova squadra di Francesco Acquaroli scenderà in campo con tre assessori di Fratelli d’Italia e uno a testa per Forza Italia, Lega e i “Marchigiani per Acquaroli”, la civica guidata dal commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
Con ogni probabilità l’Udc, percentuali alla mano (poco più del 2% ma meglio di Noi Moderati), resterà fuori dalla giunta e abdicherà la presidenza del consiglio regionale a favore di Forza Italia, oggi secondo partito davanti alla Lega. Allo scudo crociato stavolta dovrebbe andare la vice-presidenza, mentre all’eletto a sorpresa Luca Marconi potrebbe spettare la guida di una commissione.

Le forze politiche di centrodestra siederanno nei prossimi giorni attorno al “tavolo delle trattative”, Acquaroli ha tre settimane prima del consiglio regionale per cercare di mettere tutti d’accordo. A cominciare dal ruolo più importante, quello di assessore alla sanità. Le velleità di Giorgia Latini, segretaria della Lega, di mantenere l’assessorato di punta con l’ascolano Andrea Maria Antonini dopo l’uscita di scena del non eletto Filippo Saltamartini, appaiono anacronistiche visto il drastico calo dei voti del Carroccio, passati dal 22% del 2020 a poco più del 7%.
Fratelli d’Italia punterà a tenersi la sanità e in pole c’è il nome dell’anconetano Giacomo Bugaro che farà parte del terzetto dei meloniani della nuova Giunta: sembra certa la conferma del pesarese Francesco Baldelli e ha buone chance di entrare l’ascolana Francesca Pantaloni, la seconda più votata nelle Marche con 8.407 preferenze. Quest’ultima si giocherà il posto con Silvia Luconi, a sorpresa la più votata di FdI nel Maceratese, la cui nomina garantirebbe l’ingresso in Consiglio del potentino Mirco Braconi, fedelissimo di Acquaroli.

Gianluca Pasqui, vicepresidente del consiglio regionale nello scorso mandato, sarà sicuramente promosso
La provincia di Macerata – che ha già il presidente – dovrebbe avere un solo rappresentante nell’esecutivo e l’altro nome in ballo è quello del camerte Gianluca Pasqui (Fi): per lui il posto è certo, c’è solo da capire se da assessore o presidente del Consiglio regionale. Nel primo caso entrerebbe in Consiglio Fabrizio Ciarapica, nel secondo il sindaco di Civitanova dovrà aspettare un paio d’anni quando Pasqui prenderà la strada per Roma, visto che è già scontato che il cavallo marchigiano di Forza Italia alle prossime Politiche sarà lui. Non è da escludere che come assessore forzista possa essere riconfermato Stefano Aguzzi che, anche nelle prima legislatura, non era entrato in Consiglio (agli azzurri stavolta non è scattato il seggio di Pesaro). L’altro nome che circola (ma con meno possibilità) è quello di Tiziano Consoli, sindaco di Maiolati Spontini.

Di sicuro il Pesarese sarà premiato anche per l’eccezionale risultato ottenuto dal centrodestra in casa di Matteo Ricci, pronto a riprendere il treno per Bruxelles. Il favorito per la Lega è il sindaco di Cartoceto Enrico Rossi, vicino al parlamentare Mirco Carloni, che sembra avere molte più chance del maceratese Renzo Marinelli e ancor più dell’ascolano Antonini. Il sesto assessorato dovrebbe andare alla civica di Castelli con il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, recordman di preferenze con 9.311 voti. Ma in politica la matematica è un’opinione.
Vediamo di dare un Assessore competente per ogni ruolo!!!
Pasqui assessore ...... se lo stra merita ....
Alessandro Vallesi non ci pensare non glielo fa sto favore al sindaco.
Luciano Ramadori .... incrociamo le dita
Dalla padella alla brace Tutto cambia per nn cambiare niente
Sanità contesa !!! Pensavo fosse l'assessorato più difficile. Qualcosa mi sfugge.
Se possibile alla sanità uno del settore così come alle infrastrutture, altrimenti non ne veniamo fuori
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La sanità fa gola a tutti è dove se “magna” di più staremo a vedere se anche questa volta hanno il coraggio che la colpa è di quelli di prima io di sicuro non me lo ricorderò… tanto va a finire che chi se lo potranno permettere si cureranno e gli altri come noi si attaccano … io comunque devo ringraziare dottori e infermieri tutti bravl perché alcuni ancora resistono nel lavorare nelle strutture pubbliche nonostante dirigenti incapaci … fuori la politica ci vuole dirigenti capaci e onesti …
…?!!!…
I consiglieri regionali non godono di nessuna immunità, quindi se Acquaroli decide di farne entrare uno molto chiacchierato con una stanza in Via Pesaro a Macerata intasata dagli esposti che gli sono stati fatti, buon pro gli faccia. In fondo dimostrare di essere anche al di sopra dei cittadini stanchi magari pure di sentirne il nome, non avere abbastanza dignità nonostante aver subito un bel ricatto che ti avrebbe e non poco inficiato la campagna elettorale, anche se sei il pezzo politico più grosso della regione, ci può stare. E di cosa ci sarebbe da meravigliarsi. Dormirei più sicuro nei pressi della Stazione Termini che all’Hotel dei Deputati.
Quindi Ciarapica nonostante il popolo non lo vuole in regione ci va’lo stesso.
Le quattro liste che hanno raggiunto ognuna lo zero virgola anche accorpandosi avrebbero avuto meno del 3% e nemmeno un seggio perché senza quota minima. Ne è valsa la pena di fare tutto ‘sto casino?
Chiunque sarà l’Assessore alla Sanità deve avere nell’ordine le priorità dei medici mancanti, delle famigerate liste di attesa e degli sprechi.
Se riuscirà nell’impresa, il cdx acquisirà più consensi, anche tra coloro che si sono astenuti a settembre.
Cosa centra la sanità con la politica: che dovrebbe essere gestita da medici professionisti. E da polizia, carabinieri e finanza per controllare che funzioni secondo l’art. 32 della Costituzione italiana.