Cruciani sold out allo Shada:
la zanzara contro “gli ipocriti”
CIVITANOVA - Il conduttore radiofonico ha presentato il suo libro in presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica e del presidente della Regione, Francesco Acquaroli

Giuseppe Cruciani intervistato da Andrea Agostini
Grande successo di pubblico allo Shada per la presentazione di Ipocriti, il nuovo libro del giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, edito da Cairo libri. L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale Filosofarte presieduta da Gianluca Crocetti e patrocinato dal Comune di Civitanova.

Presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’eurodeputato Carlo Ciccioli, insieme a numerose autorità locali. Sul palco, la voce de La zanzara ha dialogato con Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche cultura, in un confronto serrato sui temi affrontati nel libro: dal linguaggio inclusivo all’occupazione della Rai, dal fascismo al femminismo, dalla sinistra al “bigottismo”. Con il consueto stile diretto e provocatorio, l’autore ha guidato il pubblico in un’analisi ironica e senza filtri dei paradossi e della doppia morale nella comunicazione e nella società contemporanea.

Numerose le domande del pubblico, alle quali Cruciani ha risposto con schiettezza, dando vita a un vivace dibattito. A fine serata, spazio ai selfie e alle dediche sui volumi acquistati.

Boccaccia mia
La colpa è di quello che c’era prima.
Cruciani però non è indagato.
Sinceramente penso che nessuno degli attuali amministratori di Civitanova debba andare in Regione dopo aver massacrato, in otto anni di amministrazione, la città, trasformata in capitale del turismo ludopatico, del divertimentificio dell’Italia centrale (con gli annessi e i connessi: fiumi di alcol e di cocaina, risse continue, ubriachezze moleste, violenze, due omicidi, malamovida, ecc…), dell’edificazione smisurata, incontrollata e illegittima, se non penalmente rilevante.
Da quest’ultimo punto di vista quanto avvenuto a Civitanova negli ultimi anni è paragonabile, ma con una gravità percentualmente maggiore qui da noi con il famigerato piano casa, a quanto avvenuto a Milano, dove la magistratura si è finalmente mossa.
A Civitanova è stato consentito alle organizzazioni criminali mafiose di prendere piede e di arrivare a controllare il territorio e l’urbanistica, permettendo che organizzassero un traffico ed uno spaccio enorme di cocaina e una continua e palese attività di riciclaggio di capitali illeciti a tutti i livelli e in molteplici settori economici.
Il tutto in un contesto in cui l’opposizione (specie nel settore edilizio) è stata silente se non complice, visto che la piega drammatica degli avvenimenti è partita da una legge del 2019 della giunta Ceriscioli, poi interpretata in maniera assurda dagli uffici e dagli amministratori del centrodestra che hanno seguito il settore.
Nel complesso, un connubio pericolosissimo tra politici, imprenditori, tecnici e malavitosi di varia estrazione, che ha trasformato Civitanova in un caso nazionale da attenzionare.