Il Rigoletto visto dall’avvocato:
«Non può far causa a Sparafucile»
MACERATA - Veste giuridica per gli Aperitivi culturali di di oggi con Filippo Annunziata, legale e musicologo che applica il diritto alle opere liriche

Filippo Annunziata e Cinzia Maroni
di Alessandra Pierini
«Dal punto di vista civilistico Rigoletto poteva far causa a Sparafucile per non aver rispettato il contratto, pur turpe, che avevano sottoscritto?». E’ la domanda che Filippo Annunziata, avvocato e professore universitario alla Bocconi di Milano, che da sempre studia il rapporto tra la lirica e il diritto, ha posto agli Antichi Forni di Macerata alla platea degli Aperitivi Culturali, alla quale oggi si sono aggiunti numerosi avvocati e avvocate. L’incontro in cartellone è infatti accreditato ai fini della formazione forense dall’Ordine degli avvocati di Macerata ed è stato introdotto dal presidente Paolo Parisella.

Oggetto della riflessione è stato appunto lo strano contratto che Rigoletto stipula con il sicario Sparafucile per l’uccisione del duca di Mantova e su come tale situazione si rapporti sia al diritto civile dell’epoca che a quello di oggi. Di contratti illeciti e di maledizioni il titolo del suo intervento.
«Le opere sono piene di reati – ha detto il giurista e musicologo che applica il diritto alle opere liriche – oltre ad elementi di diritto privato. Gli schemi giuridici riflettono l’epoca in cui l’opera è ambientata ma anche quella in cui sono state messe in scena, oltre ai luoghi in cui si svolge».
Il Rigoletto di Giuseppe Verdi è ispirato a “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo di cui il musicista rimase folgorato. L’opera francese era stata censurata e la coppia Verdi- Piave (librettista) ebbe qualche problema in Italia, ma addirittura, come ha ricordato Annunziata, Victor Hugo accusò il compositore di plagio.

Tema specifico del giorno era però la doppia maledizione che Monterone scaglia contro Rigoletto: «Si tratta di una maledizione a doppio taglio, da una parte morale e Rigoletto paga il prezzo più alto con la morte della figlia Gilda. Dall’altra civilistica. Rigoletto fa un contratto con Sparafucile che è un mandato ad uccidere. Paga dieci scudi subito e dieci alla consegna del cadavere. E’ chiaramente un contratto con problemi civilistici perché turpe, contrario al buon costume e all’ordine pubblico. L’ordinamento non può e non vuole riconoscerlo. C’è una riprovazione del diritto che arretra e non tutela in alcun modo Rigoletto».

Cinzia Maroni e Carlo Scheggia
Annunziata propone anche la comparazione storica e territoriale: «Il Rigoletto debuttò a Venezia nel 1851, in sala probabilmente c’erano molti nostri colleghi che hanno fatto riferimento al codice civile austriaco del 1811. Mentre all’opera di Hugo va applicato il filtro culturale codice napoleonico».
Due le sottolineature di Cinzia Maroni, moderatrice dell’incontro ma soprattutto avvocata, dal punto di vista penalistico: «E’ sorprendente che il duca di Mantova, grazie alla sue doti seduttive, è stato salvato da due donne, una angelicata che è Gilda e Maddalena, una meretrice, entrambe conquistate dalla sua bellezza. Aspetti giuridici si trovano anche ne La vedova allegra oer la quale sposarsi vuol dire il passaggio di tutti i suoi soldi al marito, da qui la convenienza a restare vedova».

Marco Guzzini
Ospite dell’incontro il giornalista Carlo Scheggia che ha intervistato Filippo Annunziata per l’edizione del ventesimo anno di Che Magazine.
Il consueto aperitivo, parte del nome stesso della rassegna, che è ormai parte essenziale del Macerata Opera Festival, è stato proposto da Marco Guzzini del ristorante Di Gusto Macerata.