No all’eolico sopra Colfiorito:
«Invieremo le osservazioni al Ministero»

SERRAVALLE - Assemblea pubblica organizzata ieri da Fabio Cardona: obiettivo fermare il progetto portato avanti dalla Comunanza agraria di Rocchetta, in collaborazione con una multinazionale estera. «Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori alti 200 metri ciascuno, con un impatto definito da molti devastante per l’ambiente»

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Grande partecipazione all’incontro pubblico svoltosi ieri sera alla Sala Tapioka del Palazzo comunale di Serravalle, dedicato al progetto per la realizzazione di un impianto eolico industriale privato tra le montagne sopra l’altopiano di Colfiorito, nei territori comunali di Serravalle e Montecavallo.

L’iniziativa, organizzata da Fabio Cardona, aveva come obiettivo quello di informare e consapevolizzare la cittadinanza su un progetto considerato dall’organizzatore «sovradimensionato, incompleto nelle procedure e privo di ricadute positive per la comunità locale. La sala era gremita, a conferma del crescente interesse e delle profonde preoccupazioni che il tema suscita tra i residenti».

Sono intervenuti esponenti politici, rappresentanti di associazioni ambientaliste locali e nazionali, tra cui Legambiente, Wwf e il Tess, insieme a cittadini e membri di comitati civici. Tra il pubblico, anche utenti di altre comunanze agrarie del territorio, che hanno portato testimonianze dirette e illustrato le petizioni pubbliche in corso per contrastare progetti simili.

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«Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori alti 200 metri ciascuno, con un impatto definito da molti devastante per l’ambiente – aggiunge Cardona – si teme la distruzione dell’ecosistema montano, con gravi conseguenze su fauna, flora, paesaggio e qualità della vita. L’area interessata si trova infatti a ridosso della palude di Colfiorito e non lontano dal Parco nazionale dei Monti Sibillini, due ambienti naturali di altissimo valore ecologico. C’è forte preoccupazione anche sulle modalità di avvio del progetto, incomplete e prive di trasparenza. Le procedure sono state promosse da un soggetto privato, la Comunanza agraria di Rocchetta, in collaborazione con una multinazionale estera con sede in Italia, senza alcun passaggio di confronto con i Comuni interessati né alcuna consultazione pubblica».

Tra gli interventi della serata, quello del sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni, che ha raccontato l’esperienza del suo Comune, anch’esso destinatario di un progetto simile, e le ragioni che lo hanno spinto a esprimere un fermo no. Il sindaco ha inoltre invitato l’amministrazione di Serravalle ad aderire alla rete dei 200 sindaci italiani (10 solo nelle Marche) impegnati a chiedere una revisione normativa contro questo tipo di speculazioni industriali.

A concludere l’incontro è stato il sindaco di Serravalle Rinaldo Rocchi, che ha annunciato ufficialmente che il Comune sta predisponendo osservazioni contrarie al progetto, da trasmettere al Ministero dell’Ambiente entro il 9 maggio, segnando così una chiara presa di posizione istituzionale. In chiusura, Fabio Cardona ha proposto al sindaco Rocchi di redigere insieme una sintesi delle istanze emerse nel corso del dibattito, da presentare ai due candidati alla presidenza della Regione, chiedendo loro un impegno pubblico e legislativo chiaro sul tema nel prossimo mandato. Inoltre, ha proposto di avviare le procedure per una richiesta di inchiesta pubblica, come previsto dalla normativa, e, se necessario, di coinvolgere gli enti istituzionali competenti, dalla Provincia alla Regione, per assicurare che ogni passaggio avvenga alla luce del sole e con il pieno coinvolgimento della cittadinanza. «Nessun progetto può essere accettato se calato dall’alto, senza benefici per il territorio, senza trasparenza e senza il consenso delle comunità locali – conclude Cardona – ogni intervento, se davvero necessario, deve accompagnare il territorio, rispettarne l’identità e rafforzarne le vocazioni ambientali e culturali, non comprometterle. La mobilitazione continua, con l’invio in corso di osservazioni spontanee da parte di cittadini, associazioni e attività locali, nel segno della tutela ambientale, della trasparenza e della partecipazione democratica».


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