Scatta lo sciopero dei magistrati,
compatta l’adesione dei pm maceratesi.
«Molto preoccupati per la riforma»

MACERATA - L'astensione domani in tutta Italia. Il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone: «Riteniamo la separazione delle carriere del tutto ingiustificata. Gravissimi il sorteggio dei magistrati del Csm e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare»

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Il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone

Magistrati in sciopero domani al tribunale di Macerata, la questione è la riforma che prevede, tra l’altro, la separazione delle carriere. Il procuratore di Macerata, Giovanni Fabrizio Narbone, oggi ha spiegato perché domani sarà compatta l’astensione dal lavoro in procura (in tutto oltre al procuratore, vi lavorano sei pm). «Domani aderiranno tutti, garantendo i servizi indifferibili. Il motivo è che siamo molto preoccupati per questa riforma che ha tre momenti centrali: il primo la separazione delle carriere che riteniamo del tutto ingiustificato.

Perché da un lato ci viene detto che il giudice si appiattisce sul pm, ossia ne accoglierebbe tutte le sue richieste, e contemporaneamente dicono che nel caso il pm eserciti l’azione penale il giudice assolve nel 50 percento dei casi, dato non vero perché la percentuale à al 23% – continua Narbone -. Ci opponiamo alla separazione delle carriere perché non c’è nemmeno un presupposto chiaro. Per noi il motivo vero è che una volta fatta la separazione delle carriere sarà scontato che verrà messo il pm alle dipendenze dell’esecutivo, non è previsto oggi ma a questo si arriverà. Così si limita l’indipendenza dell’organo inquirente. L’indipendenza dell’organo inquirente è un principio di fondo. Noi ci siamo arrivati una volta usciti dal fascismo: dopo la guerra si è detto che il pm deve essere autonomo. Stiamo tornando a quello che era prima e che non credo sia un modello da citare».

Se la separazione è uno dei motivi che portano allo sciopero di domani dei magistrati, sia giudici che pm, ci sono anche «altre due cose gravissime – continua il procuratore – La prima è che verranno sorteggiati i magistrati del Csm, e la seconda è l’istituzione dell’Alta corte disciplinare che di fatto è un depotenziamento del Csm. Viene fatto sull’assunzione che noi ci puniremmo poco, in realtà le punizioni ci sono». Il procuratore domani sarà ad Ancona dove si svolgerà un’assemblea distrettuale.

(Gian. Gin.)


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