Dal set di “Itaca-Il Ritorno”
al museo di Appignano,
il telaio di Penelope tesse tracce mitiche

INAUGURAZIONE sabato 22 febbraio ad Appignano della una nuova area del museo della tessitura in cui sarà in mostra la creazione artigianale realizzata appositamente per il film e allestita da Patrizia Ginesi e Giovanna Varagona. Quest'ultima ha anche insegnato come usarlo a Juliette Binoche, che ha interpretato Penelope. In programma una tavola rotonda con Lucia Tancredi e l'autrice Francesca Sensini che saranno protagoniste anche domenica a Macerata

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Al telaio Juliette Binoche nei panni di Penelope (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)

di Alessandra Pierini

E’ stato creato appositamente da Danilo Tartari de “La casa del restauro” di Treia per essere soggetto importante nel film “Itaca – Il Ritorno” che narra il ritorno di Ulisse a casa ma anche l’attesa di Penelope, interpretata da Juliette Binoche. Proprio la star del cinema ha utilizzato quel telaio, allestito da Maria Giovanna Varagona e Patrizia Ginesi, responsabili del museo di tessitura e laboratorio “La Tela” con sede a Macerata e ad Appignano, ma soprattutto appassionate custodi di una tradizione secolare che rischia di far perdere le sue tracce. E’ stata la stessa Varagona, prima delle riprese del film, ad insegnare a Juliette Binoche come utilizzare il telaio.

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Maria Giovanna Varagona e Patrizia Ginesi con Juliette Binoche

Ora questa storia, che lega due arti antiche che richiedono sapienza umana e artigianale, sarà raccontata e ripercorribile nell’area “Il Canto di Penelope”, una nuova sezione dedicata al Mito con particolare riferimento all’Odissea Museo della Tessitura “La Stanza del Telaio” di Appignano. A dare mostra di sé sarà proprio il telaio del film, diretto da Uberto Pasolini che è stato restituito gratuitamente dalla produzione per questo progetto.
«Il “Canto di Penelope”- fanno sapere Varagona e Ginesi –  prende spunto dal piccolo mondo in cui si era chiusa la regina di Itaca per tramare l’inganno ai Proci suoi pretendenti, per suggerire la sonorità del ritmo di un tempo usato per sopravvivere, affrontare e resistere alle avversità della vita. L’idea si costruisce attorno al Telaio di Penelope, costruito e corredato appositamente per la scenografia del film, con l’obiettivo di far confluire nel sito persone e soprattutto studenti di scuole di ogni ordine e grado su scala nazionale. L’intento è quello di proporre agli ospiti del Museo, uno spazio dedicato ad una storia affascinante, finalizzato ad un’offerta culturale ripetuta nel tempo, fatta di racconti, letture, momenti teatrali dedicati alla tessitura e alla filatura nel mito con l’obiettivo di recuperare la memoria immateriale delle parole che da queste arti antiche derivano e, se alcune ancora presenti nel nostro parlare, oggi hanno purtroppo perso molto del loro significato simbolico».

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Una scena del film (foto Maila Iacovelli e Fabio Zayed)

L’inaugurazione dell’area museale “Il Canto di Penelope”, sabato 22 febbraio alle 17 ad Appignano, darà anche il via a “Trame mitiche”, un ciclo tematico dedicato alla Tessitura nel Mito, curato da Museo della Tessitura e Associazione per l’artigianato artistico Arti e Mestieri di Macerata.
Il pomeriggio seguirà con la tavola rotonda alle 18 ”Trame mitiche”, durante la quale Francesca Sensini dialogherà con Lucia Tancredi nella sala eventi del Comune di Appignano. «La riflessione sul mito- fanno sapere le organizzatrici – permetterà di illuminare non solo gli aspetti letterari, antropologici, filosofici e religiosi dell’arte della tessitura, ma anche di considerare la condizione dei personaggi che tessono, per lo più figure femminili che, ai margini del mondo degli uomini, della guerra e del lògos, inteso come parola razionale e argomentativa, tirano le fila della vita e ne intuiscono, forse perfino ne conoscono, i segreti».

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Lucia Tancredi

Domenica 23 febbraio alle 17 sarà invece presentato, con la conduzione di Lucia Tancredi, il libro di Francesca Sensini “Afrodite viaggia leggera”. L’appuntamento è al Museo della Tessitura-Laboratorio La Tela nel vicolo Vecchio, 6 a Macerata. «La scrittrice racconta – si legge in una nota – di come Afrodite, dea dell’eros e della bellezza, introduce alla tessitura come arte di quella che possiamo chiamare “intelligenza pratica”, la métis dei Greci, e, in quanto tale, come metafora della persuasione e seduzione amorosa. Nei miti legati alla dea e al suo potere sulla sfera umana e divina, la tessitura appare come metafora per rappresentare l’intreccio delle relazioni e interdipendenze amorose ma anche l’astuzia e l’inganno».
Gli eventi sono gratuiti e aperti a tutti patrocinati dalla Fondazione Marche Cultura e dal Comune di Appignano.

 

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Il telaio sarà in mostra ad Appignano (Foto Maila Iacovelli e Fabio Zayed)

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(Foto Maila Iacovelli e Fabio Zayed)


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