Inquinanti nell’acqua potabile,
Civitanova maglia nera delle Marche
STUDIO di Greenpeace che ha realizzato la prima mappa in Italia della contaminazione da composti poli e perfluoroalchilici. Nella città costiera sono state riscontrate le concentrazioni più alte, anche se senza sforamenti ai limiti imposti da una legge che entrerà in vigore solo nel 2026. Marco Cervellini di Ascoltiamo la città: «L'amministrazione è informata di questa problematica? Intende affrontare questa problematica e concordare misure a livello comunale e regionale?»

di Laura Boccanera
Civitanova prima nelle Marche per inquinamento da Pfas nell’acqua potabile. Il dato emerge da uno studio di Greenpeace Italia che ha realizzato la prima mappa in Italia della contaminazione da composti poli e perfluoroalchilici nelle acque potabili raccogliendo 260 campioni di acqua potabile in 235 città da nord a sud.
L’indagine ha monitorato per la prima volta anche i livelli di contaminazione da composti ultracorti come il Tfa, ovvero sostanze che preoccupano la comunità scientifica e su cui non sono disponibili i dati pubblici nel nostro Paese. Per le Marche le città analizzate sono: Civitanova, Fermo, Ancona, Fano, Pesaro, Fabriano, Grottammare, Ascoli, Macerata e Falconara. Ad eccezione di Macerata e Falconara nelle altre città è stata registrata la presenza di Pfas e addirittura a Civitanova e Fermo in una concentrazione rispettivamente di 15,2 nanogrammi per litro e 14,3 nanogrammi per litro, la più alta a livello regionale.

«In Italia, solo a partire dal 12 gennaio 2026 entrerà in vigore la direttiva comunitaria che impone per la prima volta limiti normativi alla presenza di Pfas nelle acque potabili – si legge nella relazione di Greenpeace – A oggi quindi non è obbligatorio per gli enti preposti verificare la presenza di questi inquinanti. Tuttavia, nel nostro Paese sono noti da anni alcuni casi di contaminazione da tali sostanze. Fino a questo momento i controlli delle acque potabili sono per lo più assenti o limitati a poche aree geografiche: questo vuoto di conoscenza rischia di trasformare l’inquinamento da Pfas in un’emergenza nazionale fuori controllo. Le conseguenze sulla salute sono preoccupanti: basti pensare che il Pfoa, una delle molecole che appartiene al gruppo dei Pfas, è stato classificato come cancerogeno, mentre il Pfos invece è stato classificato come possibile cancerogeno. Altri Pfas agiscono come interferenti endocrini e possono provocare danni alla tiroide, al fegato, al sistema immunitario e alla fertilità».

Nelle Marche non si arriva a sforamenti, ma la concentrazione a Fermo e Civitanova è la più alta della regione. Valori massimi di Pfos sono stati registrati ad Ancona (5,3 ng/l), Pesaro (3,9 ng/l) e Civitanova (1,3 ng/l). A Macerata invece alti i valori di Tfa con 65,8 ng/l preceduta solo da Fabriano (75,4 ng/l) e da Fano (71,3 ng/l).

Inquinamento sul fiume Chienti: verso lo sblocco di alcune aree
Citano’ e’ Citano’….. che volemo fa’? Auguri
(per Mariano Nazziconi) La condotta con l’acqua del Nera scende per la valle del Chienti ben oltre Muccia, arrivando a Casette Verdini (Sforzacosta) da dove si interna verso Nord per Pollenza, Macerata e proseguire verso la valle del Potenza. Quindi il tratto che si dovrebbe realizzare è molto più corto per arrivare a Civitanova M. (la città più popolosa della provincia). Noi l’acqua del Nera la dobbiamo acquistare imbottigliata a 400 Euro il metrocubo. Per quanto riguarda la captazione del ns acquedotto all’altezza dell’A14 è vero che è nel bel mezzo dell’area inquinata da Pfas ma il colmo è che, da quanto mi risulta, è integrata da una condotta del Tennacola che ci fornisce acqua anch’essa captata all’altezza dell’A14 (dietro l’area di servizio “Chienti Ovest”). Quindi anch’essa inquinata, magari anche da pesticidi e fertilizzanti.