Custode di storia e tradizioni locali,
Civitanova festeggia
i 100 anni di Giovanni Frattari
TRAGUARDO - Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha rivolto gli auguri al centenario da parte di tutta la cittadinanza: «Memoria storica e anima della città». La ricetta di lunga vita? Non assume medicinali, si fa la barba da solo ogni settimana e accompagna i pasti con un buon caffè e un bicchiere di vino

Giovanni Frattari insieme al sindaco Fabrizio Ciarapica
Il custode delle tradizioni locali spegne 100 candeline. Civitanova ha festeggiato i 100 anni di Giovanni Frattari, un esempio vivente di forza, resilienza e legame con le tradizioni. Ieri, il sindaco Fabrizio Ciarapica, ha fatto visita al centenario per porgergli personalmente gli auguri dell’intera cittadinanza.
Nato a Civitanova il 22 gennaio 1925, Giovanni è il terzo di nove fratelli e ha vissuto una giovinezza segnata da sacrifici e difficoltà. Condividere tutto, anche un letto o i cassetti per dormire, era la quotidianità di quegli anni. Durante la Seconda guerra mondiale, da ragazzo di appena 14 anni, è riuscito a sfuggire ai rastrellamenti rifugiandosi insieme ad altri giovani in una buca scavata in un canneto. La sua prontezza gli salvò la vita, come quella volta in cui, mentre si recava a lavoro da Bonaparte, fu costretto a fuggire da un rastrellamento fascista, scampando miracolosamente ai colpi di arma da fuoco.

Giovanni spegne le candeline per il suo secolo di vita
Finita la guerra, Giovanni continuò a lavorare sotto Bonaparte e nel 1958 sposò Giovanna, la donna della sua vita, con cui ha condiviso 64 anni di matrimonio, fino alla sua scomparsa nell’aprile 2022. Nonostante il dolore, Giovanni continua a vivere con una straordinaria vitalità: cura l’orto, il giardino e le sue galline, sempre affiancato dal fedele Labrador Oscar, suo inseparabile compagno da 12 anni.
Appassionato di bocce, ruzzola e balli popolari, non ha mai smesso di strimpellare l’organetto e di cantare gli stornelli della tradizione. La sua routine quotidiana è un inno alla semplicità e alla salute: non assume medicinali, si fa la barba da solo ogni settimana e accompagna ogni pasto con un buon caffè e un bicchiere di vino.

Un momento della festa
«Giovanni rappresenta la memoria storica e l’anima della nostra città – dice il sindaco -. La sua vita è una testimonianza di resilienza, radicamento alla terra e amore per le piccole cose. È un esempio per tutti noi, soprattutto per i più giovani. A lui vanno i miei auguri più sentiti per questo straordinario traguardo».
Domenica prossima Giovanni sarà circondato dall’affetto di amici e parenti per celebrare insieme a loro un secolo di vita, ricco di ricordi e di esperienze che raccontano la storia del territorio.

