“Basta compiti”,
la battaglia di Maurizio Parodi
chiude “I dialoghi educativi”
CIVITANOVA - Il dirigente scolastico genovese sta portando avanti una campagna che ha già raggiunto le 45mile adesioni per eliminare il lavoro a casa che i docenti assegnano agli alunni

I relatori della serata
Il dirigente scolastico Maurizio Parodi, genovese, ideatore della campagna “Basta compiti” (oltre 45mila le adesioni) è stato protagonista a Civitanova del terzo incontro de “I dialoghi educativi”.
L’assessore Barbara Capponi, ha dato il via all’incontro parlando di alcuni aspetti, non solo psicologici e relazionali, ma anche neurobiologici dell’apprendimento, e l’intervento di Agostino Basile, pedagogista con specializzazione in neuropedagogia e responsabile scientifico del progetto, ha preso la parola il relatore principale che ha portato i presenti in un incontro pieno di interrogativi e di elementi di riferimento sia scientifico che normativo, analizzando le modalità in cui sono raggiunti gli obiettivi disciplinari, confrontandoli con la modalità in cui gli stessi sono raggiunti, anche meglio nell’acquisizione di competenze e conoscenze, all’estero, pur non assegnando i compiti a casa.

Maurizio Parodi
Molto soddisfatta l’assessora Capponi, promotrice dell’iniziativa specifica e di tutto il percorso de “I dialoghi educativi”, la cui organizzazione logistica è curata dai Cavalli Delle Fonti.
«Esprimo grande apprezzamento per tutte le riflessioni e gli spunti legati all’ambito educativo e pedagogico che sono scaturiti da questo evento. “Civitanova città con l’infanzia” è una comunità che si interroga insieme e cerca strategie e prova a dare risposte, anche partendo da punti distanti, per fare sì che ogni ambito di vita sia più accogliente e vivibile per tutti, piccoli e grandi, e anche la scuola è un settore vitale nella quotidianità dei piccoli a delle famiglie».
Con una disamina che ha attraversato i pensieri e la pedagogia, passando da don Lorenzo Milani a Claperet, fino al pensiero di Rita Levi Montalcini che già diversi anni fa sentenziava che il sistema d’istruzione italiano fosse strano perché si insegna a scuola e si impara a casa, il pubblico si è coinvolto con riflessioni e domande, mostrando anche posizioni variegate, sviscerando argomenti correlati, come la gestione del (mancato) tempo libero “colonizzato” dalle attività da svolgere a casa troppo spesso appaltate alle famiglie, con conseguenti ricadute anche sul clima familiare, peso dello zaino, autostima dello studente e molto altro. «Sono stati tre incontri che hanno avuto come denominatore comune il desiderio di confrontarsi e di aiutarci ad assumere sempre più una responsabilità educativa personale e condivisa – dice Basile – per me è stato un onore avere avuto la possibilità di esserne il coordinatore scientifico. Prontissimi per proseguire con la seconda edizione a partire dal febbraio prossimo».
“I dialoghi educativi” ripartiranno infatti nel 2025, con altri relatori e trattando nuovi argomenti sempre con uno sguardo educativo. «Rimarchevoli, per autorevolezza e competenza, gli interventi di Barbara Capponi nella triplice veste di mamma, psicologa e assessore, e di Agostino Basile – ha commentato Parodi – ringrazio per la squisita ospitalità e la sollecitudine dimostratami dagli organizzatori».
Ma a questo punto direi anche “basta scuola”.
…io proporrei anche telefonino libero a a scuola e durante le lezioni, ovvio, oltre che tablet per coloro che lo posseggono, poi, a casa, sei o sette ore di virtuale, e virtualismo (e come no!!!), dopo pranzo e fino alla cena…poi per la memoria e per l’approfondimento, oltre che per rielaborare concetti e tutto il resto per poi magari trattarne il giorno dopo a lezione, ci penserà la IA oppure chi riesce sempre di più a ingabbiarci!!! Meditate gente, meditate (se ci riuscite), e ‘Montalcinatevi’ (o Montalcino, a questo punto…) e ‘Milanenatevi’, senza dimenticare di ‘Acclaperettarvi’ (o Accrapettarvi!!?)… gv p.s.: a casa, però, bisogna studiare, o ripassare, seriamente…
Il lavoro a casa e’ fondamentale. Deve essere calibrato dal bravo insegnante. Tutto il resto sono chiacchiere……chiaccherate pure!!!!
In Italia l’istruzione è messa male quasi in ogni campo soprattutto per merito dei cittadini che continuano a votare persone che non programmano niente a parte le sforbiciate periodiche ai budget scolastici.
…due pollici versi…tutti scienziati!!! gv
La virtù sta sempre nel mezzo: non troppi compiti per non sovraccaricare i ragazzi con tre o quattro ore di studio a casa, e nemmeno troppo pochi per non farli restare inebetiti per tre o quattro ore davanti al cellulare.
Basta con quello che dice Parodi.