Come neopopolare il territorio
tra crisi demografica e climatica
«Un’identità forte apre al mondo»
TREIA - Si è concluso il festival della Soft Economy che ha trasformato il borgo maceratese, per tre giorni, nel luogo privilegiato del dibattito e del confronto su nuove strategie di rigenerazione del territorio. Prima dell'intervento finale di Ermete Realacci quello del commissario Castelli: «Questo processo passa ovviamente attraverso l'immigrazione, ma quella strutturata e organizzata»

Il convegno finale di Symbola
di Alessandra Pierini
Come neopopolare il territorio per rigenerarlo? E’ l’interrogativo che la fondazione Symbola ha posto nei tre giorni di Festival della Soft Economy a Treia. Come sempre l’evento ha visto un altissimo livello di dibattito e la formula consolidata di Symbola, portata avanti nel territorio dal segretario Fabio Renzi, si è rivelata ideale per stimolare riflessioni e dare origine a strategie per facilitare il ritorno al territorio.

Ermete Realacci
«Con gli occhiali giusti, riesci a parlare con mondi diversi. Se hai un’identità forte, ti apri al mondo. Se non hai una identità forte costruisci muri» ha concluso Ermete Realacci, presidente di Symbola, dal palco del teatro comunale, ricordando anche le esperienze di emigrazione degli italiani in passato.

Da sinistra Onofrio Rota, Alessandra Stefani, Pierciro Galeone, Marco Bussone e Aldo Bonomi
La giornata finale si è aperta con i saluti di Nazzareno Marconi, vescovo della diocesi di Macerata che ha ricordato le esperienze dei monaci capaci di reinterpretare quanto trovavano sui territori e ricordando: «L’uomo è fatto di corpo e anima, quindi conta molto anche in queste dinamiche la dimensione spirituale».

Il sindaco di Treia Franco Capponi ha raccontato l’esperienza vissuta con l’arrivo anni fa di qualche centinaio di richiedenti asilo non annunciati: «Sono arrivati di notte perché allora le amministrazioni facevano le barricate. Li abbiamo coinvolti in lavori utili per ripulire parchi e giardini e a quel punto sono stati accettati». A seguire il presidente di Camera Marche Gino Sabatini.

Il sindaco Franco Capponi
Poi il dibattito è entrato nel vivo con Aldo Bonomi, direttore AAster (istituto di ricerche socioeconomiche orientate allo sviluppo territoriale e sociale) che ha fatto il punto riguardo i tre giorni di festival, evidenziando i nuovi termini emersi tra cui la “disperanza” che si pone l’obiettivo di aggiungere speranza nell’affrontare un mondo disperato: «Le sfide sono tante e l’economia deve sostenere questi progetti. Le nuove comunità di cui parliamo non sono un ritorno al passato ma un artificio futuro. La presenza di avanguardie agenti a questa edizione del festival mi fa ben sperare».

Da sinistra: Ugo Bacchella, Giovanna Barni, Ermete Realacci e Alessandra Boninfanti
Hanno portato i loro contributi Ugo Bacchella, co fondatore della Fondazione Fitzcarraldo («Abbiamo un arcipelago di iniziative culturali che non si parlano tra loro e non dialogano con il mondo del digitale»), Giovanna Barni, presidente della Cultur Media Lega Coop («Serve un approccio innovativo e che la cultura venga percepita non come bellezza ma come bellezza che cura.

Servono anche modelli di governance del territorio che tengano conto delle soft skills necessarie»), Alessandra Boninfanti, responsabile dei piccoli comuni Legambiente («Uno dei problemi che abbiamo è quello del bandismo, cioè la ferocia con cui dobbiamo mettere a terra fondi con scadenze che non lasciano il tempo richiesto da certi processi»).

Marco Bussone
Tra i relatori anche Marco Bussone, presidente nazionale Uncem che ha evidenziato il problema della frammentazione delle singole realtà e della necessità di aggregare, Pierciro Galeone, direttore Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale) che ha invitato ad un utilizzo consapevole dei dati e dei numeri e soprattutto in relazione al contesto, Pietro Marcolini, assessore alla progettualità del Comune di Fabriano e Onofrio Rota, segretario generale Fai Cisl.

Ha concluso il giro degli interventi Alessandra Stefani, presidente Cluster Italia Foreste Legno, per anni alla guida della direzione dell’economia montana e foreste del Ministero dell’Agricoltura, impegnatissima nel valorizzare la filiera del legno.
Lo ha fatto con un accorato discorso ai ragazzi e alle ragazze dell’Ite Gentili di Macerata presenti a teatro, sull’importanza della salvaguardia delle foreste: «In questo territorio il bosco copre in alcune aree persino il 70 per cento del territorio. Preservare il bosco non è necessariamente non tagliare alberi. A voi ragazzi e ragazze dico che ci sono professioni legate al bosco, interessatevi e scopritele».

Guido Castelli
La parola è passata a Guido Castelli, commissario alla ricostruzione: «Io faccio parte di un partito (Fratelli d’Italia ndr) che parla chiaro – ha detto – il neopopolamento passa ovviamente attraverso l’immigrazione, ma quella strutturata e organizzata. Fino al 2015 l’immigrazione ha stemperato il problema del calo demografico in atto fin dagli anni Settanta.

Il commissario Guido Castelli e Onofrio Rota
Quello che dobbiamo fare è ridare fiducia e speranza in una condizione desolante delle autonomie italiane. Con Next Appennino siamo stati sperimentatori di queste nuove idee».

Il vescovo Nazzareno Marconi

Gino Sabatini, presidente Camera Marche




Intanto neopopoliamo la lingua. Aggrappiamoci dunque alla “disperanza” e grazie alle “avanguardie agenti”, capaci di “governance” e dotate delle giuste “soft skills”, cavalcheremo con successo questo feroce “bandismo” e riusciremo a “mettere a terra” il “Next Appennino” e con un “assessore alla progettualità” in ogni comune e tutti questi “symbola” la trasformazione del territorio in bosco sarà completa e finalmente ragazze e ragazzi potranno scoprire queste meravigliose professioni silvestri.
Tecnici esperti il territorio sono in grado di rigenerarlo come fosse uno smartphone usato, aggiungono anche gratis un giochino con il neopopolo in festa che applaude.
Che parola è ‘neopopolare’?
Ma quante belle parole da parte de sti signori, anche se difficili da capire da noi poveri cristi. Ma Voi sapete chi è realmente Symbola? Fatevi alcune ricerche Camerali poi mi dite. Ecco se io fossi Giorgetti saprei subito dove trovare i fondi per la Finanziaria, cominciamo un pò a togliere tutti i contributi alle migliaia di Fondazioni, credo si riuscirà a fare una bellissima finanziaria senza cercare poi tanti stranieri per incrementare la popolazione Italiana.
Ho l’impressione che Giorgetti farà una finanziaria più all’insegna della “disperanza”.
Infattamente al nostro monacale ministro non difettano le skills necessarie allo statista softeconomico spiritualmente consapevole che alimentando alla comunitaria mensa le fondazioni se ne mantengono le avanguardie ben digerenti e quindi ben agenti affinché tra i numerosi benefici derivanti da un benedettino ora et labora vi sia che al neopopolo nextappenninico sorridano i monti e le neocaprette facciano ciao.
NOTA: il francescano fratello sole e sorella luna alla Zeffirelli ce lo lasciamo per il prossimo festival auspicandolo in uno stato di ulteriore avanzamento estatico della palingenesi digitale.
Con i paroloni della fondazione non si ripopola niente. Basta con queste pagliacciate.