Premio Massimo Urbani,
vince Leo Dalla Cort

CAMERINO - Sul podio Berardo Dion e Andrea Paternostro. Daniele Massimi, direttore artistico del concorso: «La scelta del pianista 24enne è arrivata per il suo talento straordinario, per la maturità del suo senso armonico e ritmico e anche per la sua giovane età»

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Da sinistra Rosario Giuliani, Leo Dalla Cort, Cristiana Piangiarelli

È Leo Dalla Cort, pianista di 24 anni originario di Sedico, in provincia di Belluno, il vincitore della 30esima edizione del premio internazionale Massimo Urbani, lo storico concorso per solisti jazz fondato da Paolo Piangiarelli e organizzato da Musicamdo Jazz.

Berardo Dion con Daniele Massimi

Berardo Dion con Daniele Massimi

Il giovane musicista si è aggiudicato il primo premio internazionale Massimo Urbani di quest’anno, il premio Paolo Piangiarelli, che prevede la produzione discografica con Emme Record Label, e il premio Nuovo Imaie, che consiste in un tour di concerti realizzato in collaborazione con I-Jazz. Un riconoscimento importante, che conferma la vocazione del premio Urbani: individuare nuovi talenti e offrire loro occasioni concrete di crescita artistica e professionale.

Sul podio anche Berardo Dion, chitarrista di 31 anni, tra Campobasso e New York, secondo classificato, e Andrea Paternostro, sassofonista alto di 24 anni originario di Cassano all’Ionio, in provincia di Cosenza, terzo classificato. A Paternostro è andato anche il premio del pubblico.

Alessio Pagliero con Angelo Leonardi di All About Jazz

Alessio Pagliero con Angelo Leonardi di All About Jazz

Il premio della critica è stato assegnato ad Alessio Pagliero, pianista di 20 anni da Saluggia, in provincia di Vercelli, che ha ricevuto anche la borsa di studio Nuoro Jazz. Il premio social è stato vinto da Reuben Pompei, sassofonista tenore di 26 anni da Gualdo Tadino. Il premio Fara Music Jazz Lab, che prevede l’esibizione con la propria band al Fara Music Jazz Live 2027 – XIX edizione, è stato assegnato a Elena Brandes, cantante di 25 anni da Meolo, in provincia di Venezia.

Andrea Paternostro con Massimo Manzi

Andrea Paternostro con Massimo Manzi

La finale si è svolta a Camerino, all’auditorium Benedetto XIII, davanti alla giuria presieduta da Rosario Giuliani, primo vincitore del premio Urbani nel 1996 e oggi tra i più autorevoli sassofonisti della scena jazz europea. I finalisti sono stati accompagnati dal trio formato da Emilio Marinelli al pianoforte, Paolo Ghetti al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria.

«Questa trentesima edizione ha avuto un valore speciale – ha detto Daniele Massimi, presidente di Musicamdo e direttore artistico del premio – perché ci ha permesso di celebrare una storia importante senza trasformarla in nostalgia. Il premio Urbani continua ad avere senso se resta fedele alla sua missione originaria: ascoltare i giovani musicisti, riconoscere una voice autentica e accompagnarla verso nuove possibilità. Leo Dalla Cort ha mostrato maturità, personalità e una grande capacità di dialogo musicale. Ma tutta la finale ha restituito il senso più profondo di questo concorso: il futuro del jazz è vivo, plurale, sorprendente».

Tutti i finalisti con Giuliani e la ritmica

Particolarmente significativo anche il ruolo di Rosario Giuliani, chiamato a presiedere la giuria proprio nell’anno del trentennale. «Non è stato facile individuare un vincitore – afferma Giuliani – perché tutti i finalisti avevano qualcosa da dire e hanno trasmesso qualcosa. Giudicare è sempre complesso, soprattutto quando si entra nelle emozioni e nelle aspettative di ragazzi così giovani. Alla fine la scelta di Leo Dalla Cort è arrivata per il suo talento straordinario, per la maturità del suo senso armonico e ritmico e anche per la sua giovane età. A 24 anni mostra già una consapevolezza musicale non comune. Ma il messaggio che vorrei lasciare a tutti è di continuare a credere nel proprio percorso: chi non ha vinto deve ripartire da dove è arrivato, chi ha vinto deve sapere che questo è solo un passaggio. A fare la differenza saranno sempre l’approccio alla musica, la passione, il rispetto e l’educazione».

Emozionato il vincitore Leo Dalla Cort, che con il premio Urbani ottiene anche la possibilità di incidere un progetto discografico di brani inediti con una formazione da lui scelta. «Sono emozionatissimo, non mi aspettavo affatto questa vittoria – commenta Dalla Cort –. Il livello generale dei concorrenti era altissimo e mi ritenevo già fortunato di essere giunto alla finale superando una selezione di oltre 70 proposte. Ora l’obiettivo continuerà a essere sempre lo stesso: studiare, suonare, cercare di migliorare, di tendere sempre a chi fa meglio. Mi aspetta una bella sfida: un disco da fare, con pezzi inediti e con una formazione scelta da me. È una grande opportunità e la voglio vivere come un nuovo punto di partenza, con gratitudine e responsabilità».
La 30esima edizione del premio Urbani ha avuto un significato ancora più profondo anche per il ricordo di Maurizio Urbani, fratello di Massimo, musicista e sassofonista, recentemente scomparso. A lui è stata dedicata la Big Jam al Pop Caffè: un momento di musica condivisa, improvvisazione e incontro, nel segno di quello spirito generoso con cui Maurizio, negli anni, aveva saputo coinvolgere anche i finalisti più giovani e timidi, chiamandoli a entrare nel flusso della musica.


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