“El Caballero del fútbol” diventa treiese:
Oscar Massei è cittadino onorario
TITOLO - L'ok del Consiglio comunale all'unanimità. L'ex calciatore ha vestito le maglie di Rosario Central, Inter, Triestina e Spal. Il Comune: «Grande valore umano e identitario»

Oscar Massei e il sindaco Franco Capponi
L’ex calciatore Oscar Massei è cittadino onorario di Treia. Il Consiglio comunale ha conferito all’unanimità la cittadinanza onoraria rendendo omaggio a una delle figure più significative del calcio italo-argentino e a un uomo che ha sempre custodito con orgoglio il legame con la terra d’origine della sua famiglia.
Una decisione condivisa da tutto il Consiglio che riconosce «non solo la straordinaria carriera sportiva di Massei – dicono dal Comune -, ma anche il valore umano e identitario di una storia che attraversa l’oceano e unisce Treia all’Argentina attraverso le radici, la memoria e il senso di appartenenza.
Novant’anni e una vita dedicata al calcio, Oscar Massei ha scritto pagine importanti dello sport vestendo le maglie di club prestigiosi come Rosario Central, Inter, Triestina e Spal, distinguendosi per talento, correttezza e leadership».
Soprannominato “El Caballero del fútbol”, è considerato ancora oggi un esempio di lealtà e sportività, qualità che gli hanno fatto conquistare il rispetto di tifosi e avversari.
Il legame con Treia affonda le proprie radici nella storia della sua famiglia. Da qui partirono i suoi nonni per l’Argentina, ma quel filo non si è mai spezzato. Negli anni Massei ha mantenuto vivo l’interesse per il paese d’origine dei suoi avi e, nel gennaio 2025, la città lo ha accolto con un evento pubblico particolarmente partecipato, durante il quale è stato presentato il volume “Oscar Massei. L’oriundo, il capitano, l’esempio”, scritto dal giornalista Enrico Menegatti.
«La cerimonia ufficiale di consegna della cittadinanza onoraria sarà anche l’occasione per riabbracciare Oscar Massei nella sua Treia – proseguono dal Comune -, celebrando una storia che continua a emozionare e a rappresentare un ponte ideale tra due continenti, nel segno delle radici, della memoria e dei valori che lo sport sa trasmettere».