Bimbo ingerisce fungo non commestibile,
paura alla scuola materna

CIVITANOVA - Il piccolo ha tre anni e ha mangiato un pezzetto di "Stropharia coronilla” cresciuto nel giardino del plesso di via Dei Mille ed è finito al pronto soccorso. Nessun rischio per la sua salute, ma il dirigente ora ha chiuso la didattica all'esterno e i genitori protestano: «Non ci è stata data alcuna comunicazione. Scarsa manutenzione dell'area verde»

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La scuola dell’infanzia “Via dei Mille”

di Laura Boccanera

Mette in bocca un fungo non commestibile cresciuto nel giardino della materna, bambino di 3 anni al pronto soccorso. Per fortuna se la caverà, paura a parte per genitori e docenti, un piccolino della scuola d’infanzia di via Dei Mille a Civitanova che qualche giorno fa mentre si trovava all’esterno della struttura, nel giardino della materna, ha ingerito un pezzo di fungo “Stropharia coronilla”, non tossico, ma non commestibile, cresciuto fra l’erba e gli alberi e si è sentito male. Il piccolo è stato portato al pronto soccorso di Civitanova e subito dall’Ast è partito l’accertamento sanitario sul luogo con un verbale che richiedeva un intervento di sanificazione e potatura dell’erba alta.

1024px-Stropharia_coronilla_20070819wa-325x217Il dipartimento di prevenzione dell’Ast di Macerata, su segnalazione del pronto soccorso di Civitanova, ha effettuato un sopralluogo rilevando che il fungo, parzialmente ingerito dal bambino, risultava privo di tossicità anche se non commestibile.

«Il bambino sta bene – fanno sapere dall’Ast – e il dipartimento di prevenzione ha indicato al dirigente scolastico i provvedimenti più opportuni da adottare».

A seguito dell’episodio, e seguendo le direttive dei tecnici, il dirigente dell’istituto Maurizio Armandini ha dato disposizioni utili a prevenire la sicurezza dei bambini: «i funghi nascono dalla sera alla mattina e per prevenire eventuali pericoli, abbiamo valutato prioritariamente di evitare che alcune attività si svolgano all’aperto, specie per i più piccoli. Ma questo non preclude in alcun modo l’attività didattica».

Ma la notizia del fungo e dell’interdizione dell’area esterna ha provocato allarme fra alcuni genitori che si sono detti preoccupati anche per la mancanza di informazioni in merito alla chiusura del giardino (se definitiva o temporanea) e per lo stato di manutenzione della scuola che già lo scorso 18 settembre aveva costretto i piccoli all’evacuazione a causa dell’allagamento degli spazi.

«Non ci è stata data alcuna comunicazione, solo per vie traverse abbiamo saputo della chiusura dello spazio esterno – dicono alcuni genitori -. Poi sono venuti i tecnici del Comune a tagliare l’erba che arrivava fino alle ginocchia, ma non siamo stati informati su nulla. Lo scorso 18 settembre, il giorno dell’alluvione, il giorno prima dell’ordinanza di chiusura delle scuole, le insegnanti ci hanno convocato per andare a riprendere i bambini perché pioveva all’interno dell’istituto e si erano formate pozze d’acqua. L’anno scorso abbiamo sollecitato più volte la manutenzione del giardino, c’era erba altissima. Quest’anno a causa della scarsa manutenzione sono nati funghi tossici e un bambino ne ha mangiato uno dovendo ricorrere al pronto soccorso. E da allora i bambini non sono stati fatti uscire in giardino. Il nostro è un indirizzo Montessori e molte attività si svolgevano all’esterno. Inoltre l’anno scorso abbiamo impiegato quasi un anno scolastico intero e diverse mail e sollecitazioni al Comune per ottenere l’istallazione di giochi esterni che giacevano nelle stanze del plesso da  mesi e per ottenere la riparazione di una caldaia che perdeva visibilmente acqua. Questa scuola avrebbe bisogno di maggiore attenzione e di più manutenzione ordinaria».

Sull’allagamento della scuola il preside assicura che ora il problema è risolto: «ho comunicato immediatamente al Comune il problema e anzi ringrazio il funzionario comunale Baldassarri per essere intervenuto tempestivamente e personalmente. La criticità era relativa alle grondaie che con gli aghi di pino si erano intasate ed è stato necessario disostruirle. E’ stato quello a provocare l’allagamento degli spazi. Ma è stato risolto tempestivamente e l’indomani saremmo stati pronti a svolgere regolarmente le attività didattiche, ma poi è stata emessa l’ordinanza di sospensione delle lezioni».

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